Il futuro del lavoro (del manager)


Tim Cook invita i giovani a ispirarsi a tre valori: lavoro di squadra, centralità del cliente, responsabilità sociale


 

Lo scorso 10 novembre, all’apertura dell’anno accademico dell’Università Bocconi, il Ceo di Apple, Tim Cook (nella foto in alto), ha illuminato la platea di con la sua visione dell’agire economico dei prossimi anni. Cook ha invitato in particolare gli studenti a ispirare il proprio contributo nella società e nelle organizzazioni in cui opereranno a tre valori fondamentali: il lavoro di squadra, la centralità del cliente, la responsabilità sociale.

Un messaggio semplice, ma quanto mai essenziale per lo sviluppo sano del sistema economico dei prossimi decenni. La domanda che sorge successiva è tuttavia: nel breve, quali profili e quali competenze sono richieste dal contesto professionale odierno? La risposta non è semplice, ma possiamo almeno ancorarci alle evidenze che emergono dalla dinamica dell’alta formazione manageriale e in particolare dal mio osservatorio, costituito dalla direzione di due programmi Executive MBA presso la SDA Bocconi School of Management.

Formazione di eccellenze
L’analisi strutturata delle motivazioni che spingono a partecipare a questi programmi conferma che oggi a chi possiede competenze tecnico-specialistiche viene richiesto di integrare le proprie skill con altrettante conoscenze di “gestione”, sia per quanto attiene alle componenti più hard (accounting, finance, marketing, supply chain management, metodi quantitativi per il decision making, business analytics, disegno organizzativo), sia in ordine alle componenti soft (people management, leadership, change management, negoziazione), sia infine in termine di competenze integrative (project management, innovation management, strategic management, business modelling).

La domanda di programmi di formazione di eccellenza manageriale è inoltre in crescita, poiché non esiste un percorso nelle attuali organizzazioni d’azienda che consenta di acquisire tutte queste competenze nello stesso contesto, poiché lo sviluppo tipico delle carriere è ancora più verticale che orizzontale. Pertanto, se si possiede una visione, spesso questa è limitata alla propria area di competenza e meno frequentemente all’intero business. La crescita è quindi propria dei programmi pensati

per il governo delle competenze
ad ampio raggio e lo sviluppo
dell’attitudine al pensiero sistemico

A questi programmi si rivolgono sempre più frequentemente due categorie. La prima è costituita dalla fascia di quadri e neo-dirigenti under 35, che grazie alla riforma universitaria del decennio scorso, hanno già maturato una discreta esperienza di campo e sono chiamati al salto di qualità. In particolare, questo segmento ambisce spesso alla crescita nelle grandi corporations di ispirazione culturale anglosassone e ha una forte propensione alla mobilità internazionale. In questi ambiti un MBA o un Executive MBA rappresenta ormai un prerequisito imprescindibile.

La seconda categoria è il segmento over 45, che sempre più spesso sente l’esigenza di dover recuperare terreno e competenze in un mondo che cambia troppo rapidamente e per cui si sentono impreparati. L’obiettivo spesso è rafforzare il proprio bagaglio culturale nella prospettiva dei prossimi 20-25 anni di carriera professionale, specie nelle aziende di medio-grande dimensione italiane, che da un lato non possono permettersi di perdere il patrimonio di conoscenze di questi profili e tuttavia necessitano di nuove visioni e prospettive.

Donne in aumento
Negli ultimi due anni infine la partecipazione femminile a questi programmi è cresciuta dal 20% in media al 25% fino al dato di quest’anno, il 34%! Due sono le ragioni: la prima esogena, la seconda endogena. In primo luogo, il mercato del lavoro sta progressivamente creando le condizioni perché davvero si raggiunga l’opportuno equilibrio tra generi nelle nostre aziende. In secondo luogo, le manager stanno imparando a non “autocensurarsi” e a pretendere, oltre che dalle aziende anche dal loro contesto familiare e personale, il supporto necessario alla frequenza a questi programmi.

In sintesi, coniugando il pensiero di Tim Cook con queste più modeste osservazioni dal campo, il futuro del lavoro del manager sarà determinato da una combinazione di valori, competenze trasversali e di integrazione ed equilibrio di genere. Tutto sommato, sembra anche un futuro migliore!

L'autore

Enzo Baglieri

Enzo Baglieri


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