Guardare avanti, senza paura


La curiosità di scoprire altre culture deve far guardare a un futuro migliore. Le parole dell’Eurodeputata Alessia Mosca


Guardare avanti, senza paura

Serena ScarpelloQuesta settimana è iniziata con la Giornata Mondiale della felicità, che quest’anno ha coinciso con il primo giorno di primavera. Poi l’incidente tragico delle ragazze dell’Erasmus, e il giorno nero di Bruxelles, uno dopo l’altro, hanno graffiato l’anima di tutti, sicuramente la mia.

Perché? Perché sono nata in Italia ma sono cresciuta in Europa.

Mia nonna è francese, i miei cugini vivono ancora lì. Mia sorella ha vissuto a Londra, e ora sogna Anversa. Nel 2004 io mi sono trasferita a Madrid (pochi mesi dopo l’attentato alla Estaciòn de Atocha), e ho finito gli studi universitari proprio a Bruxelles, studiando presso la Commissione Europea. I miei amici sono nati in Spagna, Belgio, Svizzera, Gibilterra, Germania. Tanti altri, nati in Italia, sono fidanzati, sposati, o lavorano con Europei.

A Milano, forse ancora di più dopo Expo, sul tram si sente sempre qualcuno parlare inglese, così come nelle grandi capitali europee. Nella trattoria sotto casa incontro spesso un Poeta greco che, mentre beve vino italiano, recita i suoi versi di fronte a un pubblico meravigliato.

Ed è il bello della meraviglia, insieme alla curiosità del mondo e della scoperta di altre culture, che devono spingerci a guardare sempre avanti, a un futuro migliore. Senza paura.

Di seguito, un bel messaggio della Parlamentare europea Alessia Mosca, che ringraziamo e abbracciamo.

Buona Pasqua a tutti.

Alessia Mosca

La Parlamentare europea, Alessia Mosca

Colpiti a casa nostra
Martedì Bruxelles si è svegliata nella paura, la stessa che solo pochi mesi fa ha segnato la lunga notte di veglia dei cittadini parigini. Colpendo Parigi e ora Bruxelles, hanno voluto colpire l’intera Unione Europea, i valori su cui è stata costruita e quelli che, nonostante tutte le difficoltà, ancora ci tengono insieme.

Sono state ore di angoscia nel riconoscere improvvisamente così fragili ed esposti posti che anche io, la mia famiglia, i miei amici, i miei collaboratori come milioni di altre persone frequentiamo ogni giorno.

Siamo stati colpiti a casa nostra. Non a centinaia di chilometri dai confini: hanno attaccato la nostra capitale e hanno attaccato il nostro modo di vivere espresso anche in quella libertà di muoverci, di sentirci a casa lontano da dove siamo nati, studiare in altre Università, lavorare in altri Paesi, avere amici di ogni nazionalità. Una conquista che è figlia di un passato di conflitti, di cui non ci accorgiamo veramente finché, come è successo, viene minacciata.

Ma la reazione alla violenza non deve però essere la paura e la chiusura. È necessario ancora di più oggi prenderci cura di questa Unione tanto criticata, insultata e abbandonata.

Contribuire alla sua esistenza
e al suo sviluppo,
continuare a viverla ad attraversarla

È questa, a mio avviso, la migliore risposta che possiamo dare agli attacchi, al sangue, a chi mette in pericolo la nostra libertà cercando di costringerci a un clima di terrore.

L'autore

Serena Scarpello

Serena Scarpello Media Expert e Digital Pr di ManpowerGroup e Direttrice Responsabile del magazine di cultura del lavoro LINC. Alumna LUISS, si è laureata presso l’Università romana in Relazioni Internazionali e specializzata in Comunicazione Economica, Politica e Istituzionale e ha studiato a Madrid e a Bruxelles. E’ stata conduttrice televisiva per Class CNBC, è giornalista pubblicista