Vita da Protagonista


Maria Latella intervista Claudia Parzani, presidente di Valore D, manager e mamma di successo


Linc Maria Latella

Maria Latella, giornalista, scrittrice, conduttrice radiotelevisiva

Le cose che nella tua vita consideri indispensabili per definirla buona o almeno accettabile.
«La mia vita è buona e sarà buona fino al momento in cui sarà lo specchio delle mie scelte. Mi piace essere protagonista, provo sempre a scegliere, a indirizzare le vele, non smetto mai di cercare il vento. Ogni mattina, alzandomi, scelgo di avere una bella giornata. Tutto parte sempre con un po’ di musica, sorrisi e abbracci. E poi per tutto il giorno, ogni giorno, anche il peggiore, non smetto mai di cercare in ogni cosa il bello, l’angolo di sole, il pezzettino di felicità».

In che modo la tecnologia ha migliorato la tua qualità della vita?
«Mi ha regalato flessibilità. La possibilità di esserci per tutti, ma di farlo anche da altrove. Mi ha regalato velocità nel cercare e nel trovare. Mi ha regalato migliaia di foto che porto sempre con me e che mi fanno essere vicino a chi amo. Ha portato la mia musica in ogni viaggio di lavoro. Ricordo ancora quando dopo aver lavorato un’intera notte correvo su e giù per le scale dello studio, da una macchina fax all’altra, mandando centinaia di pagine di documenti… Nessun rimpianto! Tutto evolve, a noi usare e non farci possedere».

C’è qualcosa che, se tecnologicamente va storta, è in grado di peggiorare la tua giornata?
«Forse se perdo qualcosa, un documento, una fotografia, un film… Poi però, se mi fermo e ci penso, non mi arrabbio. Forse era tempo di lasciare andare, di riscrivere, di ricominciare. E così semplicemente riparto da una pagina bianca».

Il multitasking è parte integrante di una professionista che ha grandi responsabilità come avvocato, è presidente di Valore D e ha una famiglia, un marito e tre figlie. È una fregatura o un’opportunità?
«Per anni ho pensato fosse un segno distintivo, qualcosa che le donne portavano al mondo, che andava sottobraccio con il bisogno di conciliare vite diverse. Ma ho cambiato idea. Adoro concentrarmi su una cosa. Voglio ascoltare chi mi parla – se posso – senza perdere una parola, ma anche guardandolo negli occhi. Voglio camminare – se posso – guardando i dettagli di un palazzo. Dedicare a un cliente tutta la mia attenzione. Abbracciare mia figlia e perdermici dentro. Ho imparato dopo i 40 anni a godere delle cose che faccio e che ho. Ora sto lavorando al prossimo passo: celebrare di più, festeggiare per tutte le cose belle. Per i piccoli traguardi, ma anche per le sconfitte evitate».

Un aneddoto o un esempio che fotografa il cambiamento della tua vita negli ultimi tre anni.
«Ho un’amica di penna. Devi sapere che non ho mai chiuso la mia porta per nessuno, ma in questi anni è stato spesso molto difficile trovare tempo per tutti. Mi sono impegnata e una risposta non l’ho mai né negata né fatta attendere. E devo dire che ogni giorno sono stata ripagata dalle persone meravigliose che ho incontrato sulla mia strada e che non so contare. Una di queste, la mia amica di penna appunto, è una persona speciale. Si chiama Maria, come te (sarà che nascete speciali?), e mi aveva scritto tanto tempo fa per contattarmi per Valore D. Io allora l’avevo indirizzata a chi nell’Associazione poteva essere più vicina alla sua richiesta. Ma lei si è appoggiata come una farfalla nel giardino della mia vita e con la stessa delicatezza ha saputo volarmi attorno in momenti meno ovvi. Torna sempre in quelle giornate in cui mi fermo, inclino la testa e provo a guardare un po’ più lontano per vedere se il sole sta tornando.

Ci scriviamo spesso di notte
e lei ha sempre
un consiglio o una foto per me

Lei non conosce la mia voce ma mi sente benissimo. Ora voglio andare a trovarla. Sarà un giorno speciale. Questo per dire che ho imparato che se dai – anche quando ti sembra quasi impossibile farcela – poi qualcosa da un’altra parte ti torna, sempre e migliore di quello che hai saputo fare tu».

Non tutte le donne che lavorano possono contare su una organizzazione familiare che le aiuta a gestire al meglio la vita. Qualche consiglio e qualche trucco per convivere con le difficoltà?
«Forse quello di cercare le cose più facili e più vicine. Una vicina di casa con una passione per i bambini, una studentessa che abita nello stesso palazzo. E poi: chiedere. Sino a quando non si chiede la risposta è sempre e solo “no”».

Se la tecnologia fosse una bacchetta magica che cosa vorresti in regalo?
«Dono dell’ubiquità? Teletrasporto? La magia di essere in due posti quasi nello stesso momento e la possibilità di godere appieno di cose diverse. Perché ogni volta che assegno una priorità implicitamente dico “no” a qualcosa, e ci sono cose che non vorrei aver perso, ma soprattutto che non vorrei più perdere».

Il mondo cambia molto rapidamente. Il che può suscitare aspettative ma anche mettere ansia, timore di non riuscire a stargli dietro. Quale dei due stati d’animo ti appartiene in questo momento?
«Non sono una persona ansiosa e credo sempre che ci siano opportunità per chi ha voglia di fare e fare bene. Provo a non dare agli stessi fatti sempre gli stessi significati. Credo sia tempo di essere più abili nel leggere i segnali, i dati, e interpretarli in modo nuovo».

Nostalgia di qualcosa che non usiamo o non facciamo più?
«Difficile per una che – nata negli anni ’70 – vive di musica italiana anni ’60 pensare alla nostalgia per qualcosa. Forse il segreto è non lasciare andare le cose che incontri e che ami solo perché non sono di moda o particolarmente “cool”».

Privacy e I-phone. Un film appena uscito, “Perfetti sconosciuti”, rivela che talvolta abbiamo una vita virtuale, fatta di mail e sms, sconosciuta anche a chi ci sta vicino. Come e quanto comunichi della tua vita personale via mail e sms?
«Comunico con tutto. Comunico per lavoro, ma anche per cose personali. Il mio telefono – pensandoci – è sempre accessibile a molti, ma certamente custodisce i suoi segreti, un po’ come l’anima di tutti noi. Magari solo uno stato d’animo, un commento, un desiderio, comunque qualcosa non per tutti».

Qual è per te la domenica perfetta?
«Quella che mi permette di alzarmi tardi, non dover lavorare, dedicare tempo a chi amo, inclusa la sottoscritta. Una domenica in cui posso camminare. Perché il camminare mi ha sempre dato la sensazione di avere tempo».

L’ultima mail o l’ultimo sms della giornata: di solito è personale o di lavoro?
«Sicuramente personale. La mia porta verso i sogni della notte».

L'autore

Maria Latella