Felicità è amare quel che facciamo


Il lavoro occupa la maggior parte della nostra giornata. Come può diventare un’attività davvero soddisfacente?


Il lavoro è passione e la passione deve diventare lavoro. È seguendo le nostre passioni che da un’idea in cui crediamo e dall’impegno e dalla motivazione che mettiamo nel realizzarla può nascere un successo. Sono tanti gli esempi di talenti che negli ultimi anni sono riusciti a crescere e a realizzare i propri sogni.

È il caso della startup DaWanda, il marketplace per artigiani, maker e creativi, nato a Berlino nel 2006 e portato in Italia da Ilaria Contrastini. «Quando sono diventata Country Manager per l’Italia ero da sola, il resto del team era in Germania e io dovevo praticamente partire da zero. Ho preso una scrivania in Talent Garden, sapevo che DaWanda sarebbe cresciuta e mi sembrava un’ottima opportunità per rimanere flessibili e farmi un po’ di contatti». Oggi, a due anni dall’apertura dell’ufficio milanese, il marketplace è cresciuto arrivando a contare più di 340 mila tra designer, artigiani e creativi. Registrando una crescita di oltre il 100% del volume d’affari legato alla vendita di prodotti realizzati da italiani. Un bellissimo esempio di circolo virtuoso di passione, creatività e innovazione, perché il successo della piattaforma è anche il successo della base di artigiani che hanno fatto della propria passione un lavoro.

Stare bene e divertirsi
Se il lavoro nasce dalla passione deve essere anche un’occasione per stare bene e divertirsi. Le sedi delle grandi compagnie di software e tecnologia, da Google a Facebook, sono studiate e realizzate in modo da attirare i migliori talenti e stimolare la loro creatività; le tante zone relax dotate di amaca e pouf giganti, il design ultramoderno e le zone gioco sono uno strumento per stimolare i processi di brainstorming e la condivisione di idee.

A promuovere questo modo di pensare lo spazio di lavoro sono sempre di più le realtà di coworking che stanno crescendo in tutto il mondo. Luoghi in cui i membri passano più di 10 ore al giorno e che quindi per mantenere un adeguato livello di produttività e creatività necessitano di continui stimoli, che nel lungo periodo si traducono nella qualità dell’ambiente di lavoro e nel work-life balance. I campus vengono pensati per facilitare l’incontro e la crescita delle imprese e delle persone attraverso la cosiddetta accelerazione naturale e grazie a servizi messi a disposizione dei professionisti.

L’appartenenza a una community
Esistono diversi studi che dimostrano che la felicità sul posto di lavoro dipende anche dal layout degli spazi, ma non dobbiamo limitarci a pensare che un design all’avanguardia sia tutto: molto è legato anche alla psicologia. La felicità, la creatività e la produttività di chi condivide gli spazi di coworking dipendono molto dalle emozioni create intorno allo spazio, dal senso di appartenenza a una community e dalla crescita delle proprie competenze grazie a una formazione innovativa e disruptive.

Innovare per essere felici significa anche
cambiare il modo in cui lavoriamo
e in cui approcciamo il mondo del lavoro

Oggi stiamo vivendo in un periodo di grandi mutamenti, tema cardine anche dell’ultimo World Economic Forum di Davos sulla «Quarta Rivoluzione Industriale» ovvero i cambiamenti imposti dall’innovazione digitale. La sfida che ci troviamo di fronte è gestire questa rivoluzione, visto che ormai i suoi meccanismi e il suo impatto sono sotto gli occhi di tutti. Diventa fondamentale il continuo aggiornamento delle soft skills attraverso programmi di formazione che aiutano a lavorare con passione, crescere e trovare un lavoro che soddisfi e che corrisponda alla piena realizzazione personale e professionale.

Formazione per il futuro
Sul tema dell’innovazione stanno nascendo molti stream di formazione orientati alle professioni del futuro: coding, growth hacking e UX Experience. Parole che vanno spiegate, ma che una volta comprese ognuno di noi si rende conto che fanno parte della vita di tutti i giorni. Il coding punta a formare programmatori in grado di codificare esigenze e interessi sviluppando siti per desktop e mobile, app e progetti IT innovativi. Nel growth hacking vengono formati i nuovi esperti del digital marketing, capaci di sviluppare strategie innovative per conquistare il mercato, unendo strategie di vendita, programmazione e user experience. Per UX Experience si intendono invece coloro che disegnano le interfacce con cui abbiamo a che fare ogni giorno: applicazioni, schermi, computer e nuovi device attraverso cui interagiamo con la realtà.

In conclusione, il segreto per amare ciò che facciamo si può riassumere in tre parole: passione, creatività e innovazione.

L'autore

Redazione di Talent Garden

La redazione di Talent Garden