Cambiare vita (alla ricerca della felicità)


Una nuova professione, un Paese diverso, un’esistenza rivoluzionata. Tre storie di chi ha messo in discussione tutto


«Non è vero che può esistere un mondo migliore. Un mondo migliore esiste già». La frase di Jorge Vacca, giornalista poi editore di fumetti infine deejay di tango, uno che si è reincarnato varie volte nella stessa vita, cambiando Paese e lavoro, potrebbe essere lo slogan di chi è disposto a cercare una soluzione diversa, una strada alternativa invece di incaponirsi andando a sbattere contro lo stesso muro. Il contrario del motto «Sei finito in un tunnel? Arredalo». La forza dell’abitudine è più potente di quella di gravità ma, in tempi di crisi e di cambiamento, può essere utile e interessante aprire la mente verso soluzioni alternative, non farsi ingabbiare dalla inerzia e dalla paura soprattutto in ambiti professionali asfittici, anche se corrispondono ai nostri progetti esistenziali di sempre.

Il tratto comune a tutte le persone che ci hanno provato è la possibilità di mettere a frutto l’esperienza maturata anche in un settore completamente diverso. Una sorta di vantaggio evolutivo che ribalta le prospettive. E, inoltre, la possibilità di essere sempre se stessi anche cambiando. Magari di esserlo persino di più e comunque con meno frustrazione e noia.

Prendendo una strada
diversa può darsi che si arrivi
alla stessa meta

Cambiare non è facile, certo. Senza farsi prendere la mano dalla sentenziosità cialtrona e illusoria che contraddistingue questo genere di discorsi, ecco tre storie concrete di persone che hanno cambiato strada professionale. E la loro esistenza.

tranquillini 1Michele Tranquillini, illustratore
https://micheletranquillini.com

«In fondo al cortille, la porta a vetri azzurra…». L’indicazione promette bene. Zona Fabbrica del Vapore, Milano. Lo studio di Michele Tranquillini è un laboratorio dove esplode la creatività di questo illustratore, arrivato da Trento per studiare architettura (senza finire l’università). Lo stile ricorda Pericoli nell’amore per i dettagli, ma anche Pratt, nel tratto evocativo. Qui una Torre Velasca su un sacchetto appeso, là un’arancia cucita come un pallina da tennis.

Passato per una scuola di illustrazione, Tranquillini ha poi cambiato strada trovando posto in un’importante agenzia pubblicitaria e ha fatto carriera fino a diventare art-director. Finché, a un certo punto, decide di lasciare un posto sicuro per seguire il sogno di vivere disegnando. Si licenzia. Tranquillini sembra sposare la massima di Einstein: se non perdi tempo non arrivi da nessuna parte. «Tutti gli illustratori che amavo da ragazzo avevano almeno quarant’anni». Per diventare se stessi ci vuole una vita.

tranquillini 2«L’esperienza che ho fatto come pubblicitario mi serve anche nel nuovo lavoro, per esempio nell’ascolto del cliente, nella gestione di un progetto», dice. «Ogni cosa che fai può avere aspetti interessanti, bisogna mantenere la curiosità per tutto quello che si fa, usare magari l’occasione di un lavoro meno gratificante per sperimentare». L’eclettismo e la trasversalità sono la caratteristica di Tranquillini, che lavora molto con il Corriere della Sera, soprattutto le pagine dei viaggi, ma anche nel settore architettonico, ha fatto gli schizzi per Padiglione Zero di Expo.

giani 1Antonella Giani, vivaista ecosostenibile
www.giardinoforbito.it

Si chiude una porta e si apre un portone. Questa frase esprime la filosofia di Antonella Giani, ma in fondo anche la speranza di tutti coloro che chiudono un percorso. Dopo avere lavorato a lungo nella comunicazione per l’editoria – Gems, Premio Grinzane, Instar… -, sono arrivati gli anni grigi della crisi: «Mentre in editoria tirava aria grama, si avvertiva entusiasmo crescente intorno alla green economy». Un settore sempre più in espansione e verso il quale affluivano risorse.

«Nella lotta tra te e il mondo privilegia il mondo», diceva Kafka. Perché dunque restare in un ambiente gravato da una cappa recessiva quando altri si trovano in fase ascendente? E così Antonella Giani ha concepito il progetto del Giardino Forbito, uno spazio dove vendere piante, ma anche prodotti enogastronomici locali, tecnologie pulite, come il fotovoltaico, assistere a eventi culturali.

giani 2«Molti si interessavano al mio progetto, in particolare l’assessore del comune all’ambiente, Enzo Lavolta, mi ha sostenuto. Nel 2015, in occasione del Terzo Forum Mondiale per la Sostenibilità a Torino, il sogno si è concretizzato e la Circoscrizione1, quella del centro, mi ha assegnato uno spazio nei giardini Sanbuy, di fronte alla stazione di Porta Nuova, zona da riqualificare».

Oltre all’aspetto vivaistico c’è quello culturale: il sabato suonano gli studenti del conservatorio di piazza Bodoni, si fanno presentazione di libri… Già diversi soggetti si sono interessati per riprodurre il format a Milano e in Toscana.

jorge 1Jorge Vacca, deejay di tango
https://www.facebook.com/tangodj.puntoybrancaii?fref=ts

Jorge Vacca è stato l’editore della mitica Topolin, che ha anticipato la stagione del fumetto d’autore e della graphic novel pubblicando nomi come Miguel Angel Martin. Argentino di origine, è rimasto a Milano anche quando la Topolin ha avuto problemi di vario tipo e quindi ha preso in gestione uno spazio autogestito sui Navigli, organizzando un appuntamento con l’arte e altre iniziative: «Tra tutte le iniziative quella che ha funzionato di più è stata il tango e così mi sono ritrovato a fare il deejay».

Oggi Jorge Vacca è uno dei deejay di tango più apprezzati non solo nella scena milanese. Seguendo la sua pagina facebook si fa il giro delle milonghe di mezzo mondo. Milonghe di Mosca, del Libano, di Londra, spagnole naturalmente: «È un mondo dove girano meno soldi rispetto alla discoteca, molto più tranquillo, si beve poco o niente, per ballare devi essere sobrio».

jorge 2In fondo, anche quando uno cambia percorso, porta dentro di sé lo stesso paesaggio dell’anima: «Prima di fare l’editore di fumetti, ho fatto il giornalista in Argentina, ma era il periodo della dittatura… Giornalismo, fumetti, tango. Le storie narrate sono sempre le stesse. Le stesse storie che raccontavo come giornalista, le puoi ascoltare in una canzone di tango».

L'autore

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli