Il recruiting ai tempi dei social network


Dai “totem” per consultare le offerte di lavoro alle “maratone digitali”


Il recruiting ai tempi dei social network

“Cercasi uomini per viaggio avventuroso. Salari bassi, freddo cane, lunghi mesi di oscurità totale, pericolo perenne, ritorno non garantito. Onore e riconoscimenti in caso di successo”.
Se l’inserzione dell’esploratore antartico Ernest Shakleton può apparire estrema – benché, possiamo dirlo col senno di poi, baciata dal successo nonostante le terribili avversità ambientali – è convinzione diffusa che i migliori talenti richiedano strumenti fuori dai classici schemi per essere stimolati dalle offerte di lavoro. Questione di recruiting.

E anche chi non è in cima alla scala della vocazione professionale ha comunque bisogno di strumenti di ricerca più stimolanti e contemporanei. Adeguati al mondo che ci circonda. Velocità, interattività, dimensione ludica di sfida appaiono sempre di più necessari in un mondo interconnesso e multimediale. I migliori candidati vengono, secondo le ricerche più recenti, ormai scovati attraverso i social network. In altre parole Linkedin, Facebook, Twitter. Ma neanche questo basta più perché un numero sempre più alto di persone, almeno nella fascia tra i 18 e i 34 anni – esattamente il 73 per cento – trova lavoro attraverso i social network.

Innovative recruiting
Gli strumenti sono i siti, aggiornati costantemente, diventati più essenziali e dunque fruibili, anche su smartphone. Tra gli strumenti messi a punto da Manpower ed Experis: registrazione più facile e breve, la possibilità di ricevere avvisi (“job alert”) quando ci sono aggiornamenti interessanti per l’utente registrato, pagine dedicate alle aziende che effettuano ricerche in co-branding con Manpower.

Per le campagne di recruiting digitale, alcune aziende si stanno difatti affidando a ManpowerGroup con un cobranding. Per esempio: L’Oréal e Guess, tra le più note ma anche Berner, Cloetta, Dfs, Engineering, Hilti, Iren, Ppg, Targa Telematics. Pioniera nel social-rectruing, cioè nella selezione attraverso i social, ManpowerGroup ha pagina Facebook generale e 200 pagine delle filiali locali sul territorio nazionale, pagina Linkedin, account Twitter. Che quest’anno ha lanciato la giornata JobFair.

Job Digital Kiosk
Al centro commerciale La Corte Lombarda di Bellinzago, comune milanese attraversato dal naviglio della Martesana, è stato installato Jobbi, il primo Job Digital Kiosk di ManpowrGroup Italia. Si tratta di un punto di contatto tra chi cerca lavoro e l’azienda, non a caso posto in un luogo frequentato da molti giovani, tra i 140 negozi. In un mondo sempre connesso il “totem” Jobbi ha un sistema multitouch che consente di consultare in maniera diretta le offerte di lavoro disponibili e di gestire le pratiche amministrative legate al contratto. La particolarità del kiosk sta nella possibilità di accedere ai servizi anche contattando in tempo reale un operatore di filiale per ogni approfondimento e supporto.

Hackathon
Il primo Hackaton italiano dedicato al talento – promosso da Human Age Institute – si è svolto l’8 luglio e ha visto la partecipazione tra startupper, professionisti, manager e studenti, anche delle scuole superiori. Divisi in diversi squadre e impegnati per 12 ore come prevede la formula di queste “maratone digitali”. Ha vinto il team Galileo, composto da Daniela Abbondanza, Francesco Salvatore, Cristiano Scarsellato, Alessandro Terranegra, Giulia Trotta e Giuseppe Trovato.

Il progetto consisteva in una piattaforma innovativa che, sfruttando un meccanismo di profilazione dei candidati e gamification da parte delle imprese, permette un incontro dinamico tra i due soggetti e la conseguente combinazione dei talenti in cerca di occupazione con le posizioni lavorative più coerenti con competenze e desiderata espressi.

Le campagne di recuiting più innovative della storia
A mali estremi estremi rimedi. La Gran Bretagna, assediata dal Terzo Reich, ha pubblicato un cruciverba improbo sul Telegraph per mettere insieme un team che risolvesse il rompicapo del codice Enigma, usato dai nazisti per criptare le comunicazioni, come ha mostrato il film The Imitation Game. Sul blog beamery.com Ben Slater, racconta le campagne di recruiting più innovative.

Venendo a tempi più recenti, per competere con colossi come Facebook, le companies della Silicon Valley si sono dovute ingegnare con sistemi molto creativi. La Quixley una volta al mese metteva in palio un premio in dollari per chi risolveva un problema di programmazione. La stessa Google proponeva su un classico cartellone luminoso da pubblicità un rompicapo che portava a un sito, dove chi superava la seconda sfida si ritrovava in pratica nei Google Labs.

 

L'autore

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli


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