Arte e talenti, come riconoscerli e lanciarli


Parla Giovanna Repossi, nota nella scena milanese per le sue mostre e per aver contribuito alla fama di molti autori


Arte e talenti, come riconoscerli e lanciarli

Appuntamento nel cuore di Milano, all’ora del tè. Fa molto freddo ma dentro l’ambiente è caldo e accogliente. Eccola, la signora Giovanna Repossi, una che tiene al bon ton ma mica tanto. Una che sotto il vestito chic nasconde un vulcano in continua eruzione. Cominciamo a parlare della sua attività di curatrice di mostre e lei esordisce dicendo che “si occupa di arte perché da sempre la respira, in casa e fuori. L’arte va annusata e per farlo bisogna essere nell’ambiente”.

Con il marito, lo scomparso Angelo Spelta, aveva una sua personale collezione, mentre il figlio Damiano è un designer noto nel panorama italiano e internazionale. Chi non ricorda la poltrona a forma di lingua da lui creata, su cui Simona Ventura faceva sdraiare i suoi ospiti a Quelli che il calcio? Ed è stato proprio Damiano a iniziare la mamma ai piaceri della street art. Ma Giovanna è molto di più. Conosciuta nell’ambiente milanese anche per la sua attività di pubbliche relazioni, ha un passato da campionessa offshore e da detentrice di una scuderia di siluri del mare, che in qualche modo, come vedremo, si lega alla passione per l’arte.

Cosa significa essere curatrice di mostre?
«Soprattutto prendere l’arte e farla interpretare, renderla comprensibile ai più. Non bisogna essere nobili per apprezzare l’arte in tutte le sue forme. Mentre ad appoggiare quadri alle pareti sono capaci tutti».

In concreto come si svolge il lavoro?
«Intanto si incontra l’artista, insieme si decide di fare una mostra e poi, a seconda della location che si trova, si sceglie il titolo da dare all’esposizione».

La location, appunto, un termine entrato ormai nel quotidiano di tutti.
«Ma non sono io a cercarla. Sono nel mondo dei locali da tanti anni, dalla famosa “Milano da bere” che peraltro è un termine che non mi è mai piaciuto. Di solito vengo contattata dal gestore di uno spazio che deve fare un particolare evento e mi chiede di allestirgli una mostra ad hoc. Allora, in base al posto e alla richiesta scelgo l’artista che meglio può vestire il tema».

Raùl Corrales Fornos

Raùl Corrales Fornos

Può fare un esempio?
«Dato l’avvicinarsi delle Feste, mi viene in mente “Natale dopo il disgelo”, una mostra che ho organizzato lo scorso anno all’hotel Four Seasons di Milano e a cui sono particolarmente legata. Si trattava di 17 fotografie del cubano Raúl Corrales Fornos, in cui spiccavano un’immagine di Fidel ed El Che durante una partita di golf nel 1958 all’Avana, e una di Fidel ed Ernest Hemingway durante una battuta di pesca d’altura sulla sua barca Pilar».

Un altro ricordo tra i mille che ha?
«Sempre per restare in tempi recenti e sempre nel foyer del Four Seasons, l’esposizione di 18 opere di Manuela Carrano, che avevano per tema il viaggio e l’anno della Scimmia 2115, partendo dalla celebre frase di Giorgio De Chirico “siamo esploratori pronti per nuove partenze”. A fine del mondo avvenuta per la scelleratezza umana, dalle rovine dell’ambiente naturale violato, lasciate alle spalle guerre e macerie, l’unica redenzione possibile è quella della memoria di chi siamo stati, da dove veniamo e dove andiamo».

Come mai avendo tanta bellezza a disposizione ha deciso di dare voce in particolare ai talenti emergenti?
«Nel 2000 mio figlio Damiano mi fece scoprire la street art e me ne innamorai. E poi mi è sempre piaciuto condividere la mia vita con i giovani, perché hanno più coraggio e meno paure».

Come scova gli artisti e come capisce che hanno l’X factor?
«Li trovo nel gusto. Mi devo emozionare, devo provare qualche cosa che mi fa balenare l’idea di realizzare una mostra. Ma non voglio esibire un palmares.

Incontro un artista
e lo faccio conoscere
Se decolla, è merito suo

Io non scopro niente, queste persone hanno già una loro vita. Le aiuto a esprimere il meglio di loro».

Ora una domanda è d’obbligo. Come possono andare di pari passo la passione per l’offshore e quella per l’arte, entrambe condivise con marito e figlio? Lei era addirittura diventata la donna pilota più famosa del mondo, e aveva pure creato un’associazione con il compianto ex corridore di Formula 1 della Ferrari Didier Pironi.
«È la stessa pazzia che caratterizza tutti i grandi amori. E per me il mare e i motori lo sono sempre stati. Oltre ovviamente all’arte».

Un'opera di Vanda Daminato

Un’opera di Vanda Daminato

Ci racconta la sua ultima fatica?
«Si chiama My life e si terrà dal dal 25 gennaio al 22 febbraio presso la Terrazza Duomo 21 di via Silvio Pellico a Milano. Sono 14 opere di Vanda Daminato. Tre sezioni, al centro della spensieratezza e naturalezza, e ricordi dell’artista nei suoi momenti privati e lavorativi. Nel salone, cinque opere di cui due composizioni esposte in anteprima e altre tre serigrafie, due appena proposte durante la mostra a Stoccarda Arte Germany 2016. Nella parete centrale saranno esposti sei collage con dei colori forti e avvincenti, mentre nelle pareti divisorie brilleranno tre serigrafie con dei toni di colori arancio, il tutto con l’intento del bello e della serenità».

Ma so che c’è qualche altra cosa che bolle in pentola…
«Non posso ancora svelare tutti i dettagli, ma sicuramente andrà in scena a breve. Si tratta di un’installazione nata dall’ispirazione della regista e artista Illy Colzani. Significativo il titolo, “Gli occhi che non apriamo. Vedere ciò che non vediamo”, che rappresenta con forte impatto e armonia, e con tecnologie d’avanguardia, il rapporto dialogico costante tra il desiderio e il rifiuto che ognuno di noi ha tra il voler guardare e l’incapacità di osservare la realtà che ci circonda. E la medesima difficoltà che abbiamo nel guardare noi stessi. La regista, inoltre, con la sua opera ci pone di fronte alla vertigine di essere guardati mentre guardiamo mettendoci in una condizione contemporanea di soggetti che osservano ma al contempo scrutati come oggetti».

L'autore

Simona Cornaggia Nata a Milano, dove ha sempre vissuto, dopo la maturità classica si laurea a pieni voti in filosofia. Giornalista professionista, è specializzata nel settore economico-finanziario. Ha lavorato al Mondo (Rcs Mediagroup) e poi fino al 2012 è stata caporedattrice del settimanale Borsa&Finanza. Ora è attiva come freelance