Se il prodotto diventa un capolavoro


Dai fiori d’autore al catering cinematografico e alla wedding planner che non concede repliche: lavori a regola d’arte


Se il prodotto diventa un capolavoro

Donne come le altre, alle prese con i problemi di tutti i giorni: lavoro, casa, figli e le grane piccole o grandi che la quotidianità comporta. Ma accomunate da una stessa passione: l’arte e la voglia di trasformare il loro prodotto in un capolavoro. Già, perché i mestieri che svolgono possono sembrare normali, ma nelle loro teste e mani si plasmano, dando vita a opere uniche nel loro genere.

E qualcuna di loro ha fatto anche scelte estreme, abbandonando professioni più canoniche per seguire il proprio cuore. Le abbiamo incontrate, ed ecco cosa hanno raccontato a Linc.

Giorgia Fantin Borghi

Giorgia Fantin Borghi

Una wedding planner che non concede repliche
La sua società si chiama Cinquevie, e sta proprio nel centro più “in” di Milano. Ma Giorgia Fantin Borghi, volto noto al grande pubblico per aver condotto su La5 il programma “La sposa più bella”, non ha sempre organizzato matrimoni. «Ho lavorato dieci anni nella banca d’affari Merrill Lynch, dove sono entrata cintura nera di fotocopie sino ad arrivare a essere responsabile eventi», spiega Giorgia. «Gestivo un ufficio numeroso fino a quando ho avuto la prima figlia».

E allora cosa è successo? «Ero a casa in maternità e tanti ex colleghi, approdati a nuove realtà lavorative, mi cercavano chiedendomi di aiutarli a organizzare i loro eventi. Così ho fatto il grande salto e nel 2004 ho aperto la mia agenzia. Fino al 2008 è stato un crescendo», prosegue, «mi dedicavo soltanto a eventi per il mondo della finanza e del lusso. Poi il crollo di Lehman Brothers e mi ritrovo da mille a zero. Avevo sempre rifiutato eventi personali, non mi sentivo abbastanza preparata perché era molto diverso da ciò che facevo».

Quindi Giorgia si rimette a studiare e per due anni si dedica al galateo del matrimonio e al cerimoniale degli eventi, ed ecco fatto. «Senza volerlo mi sono ritrovata addosso la qualifica di wedding planner, accorgendomi nel frattempo di avere una visione molto personale dell’organizzazione di un matrimonio». In che senso? «Ho acquisito la consapevolezza di lavorare per le persone, quelle vere. Quindi le repliche non sono ammesse, ogni volta creo qualcosa di unico, come uniche sono le persone con cui ho la fortuna di lavorare».

giorgia-fantinQuali sono i requisiti per svolgere questo mestiere? «Fondamentalmente si deve amare l’amore con la A maiuscola. Poi mani, testa e cuore, ovvero affidabilità, impegno e passione», risponde Giorgia. «Ho un’ossessione per la perfezione che mi fa sentire eccitata come una bambina quando lavoro, ma anche ogni volta felice per aver reso visibile a tutti l’intensità di un sentimento. Il mio ruolo è un po’ quello del direttore d’orchestra. Coordino una squadra numerosa composta da una trentina di persone (di cui tre collaboratori fissi, gli altri possono cambiare a seconda delle esigenze, ndr) che si devono muovere in armonia suonando note ogni volta differenti».

 coralQuanti sacrifici per fare un fiore, d’autore
Paola Roganti Spoletini e Tiziana Temporali (nella foto in evidenza) sono le titolari della Coral, un’impresa con sede in viale Pasubio a Milano che realizza composizioni floreali per tutte le occasioni, dai matrimoni alle idee regalo, dagli allestimenti agli shooting fotografici. Paola e Tiziana sono due ragazze di talento che non si sono montate la testa. Come si legge nel loro sito Internet: «Coral siamo noi, semplicemente noi, Paola e Tiziana o Tiziana e Paola. Amiamo creare ed essere ispirate da tutto ciò che ci circonda. Prendiamo un’idea e la facciamo nostra

Ci piace sognare
e lavorare
a progetti originali

Si sono conosciute mentre erano impegnate su uno stesso lavoro e «abbiamo fatto subito comunella», esordisce Paola. «È un mestiere bellissimo ma anche molto duro, che richiede tanti sacrifici e tanta manualità», le fa eco Tiziana. Come vi è venuta l’idea di aprire un negozio? «Già da tempo collaboravamo insieme per matrimoni o eventi, e un giorno abbiamo deciso di dare vita alla nostra piccola bottega», rispondono in coro. «Diciamo che il posto ci è capitato tra le mani un po’ per caso e ci è piaciuto subito. Ormai ci sentiamo parte della via anche se è solo tre anni che siamo qua», sottolinea Paola.

Dicembre è per loro un periodo molto concitato, e in bottega si respira aria di festa ma anche di grande fatica. «Lavorare con i fiori non è facile perché si tratta di un materiale vivo che subisce le variazioni del tempo e va trattato con cura e rispetto», afferma Tiziana. «Tanti clienti entrando ci dicono quanto sembri un mondo fatato il nostro negozio e che anche a loro sarebbe piaciuto lavorare in un contesto simile». E voi come reagite? «Sorridiamo, perché sappiamo che non hanno idea delle nottate, delle alzatacce, del freddo, del caldo, delle mani sempre rovinate, della stanchezza. Detto questo, è anche vero che ci riempie di soddisfazione sapere di rendere felici le persone», conclude Paola.

Sandra Varisco

Sandra Varisco

Il libro si veste di nuovo e diventa unico
Originaria di un paesino nel Bresciano, ma da anni in viaggio e da qualche tempo a Roma, Sandra Varisco fa un mestiere decisamente originale: prende un libro malconcio e gli dà una nuova vita o, meglio, una nuova veste. Un esempio? «Se di un testo è rimasto solo il corpo, gli ricostruisco la copertina. Questo spesso significa montare un libro e ricucirlo, come ho fatto con un Pinocchio del 1883, la prima edizione, il pezzo più antico che ho trattato». In altri casi, il progetto nasce e si sviluppa ex novo, spesso in collaborazione con artisti.

Sandra racconta a Linc di essere sempre stata attirata dalle arti applicate. «È stato poi un evolversi di casualità che mi hanno portato alla folgorazione per la legatura contemporanea. Un giorno infatti», spiega l’artista-artigiana, «durante la visita alla Biblioteca Wittockiana di Bruxelles ho capito cosa avrei voluto fare da grande». Ma tra il volere e il fare, c’è di mezzo l’imparare. «In Europa ci sono università prestigiose dedite alle arti del libro, ma vivendo allora a Madrid decisi di andare a bottega: prima da una legatrice, che mi introdusse alle basi di questo artigianato, poi da un maestro, uomo burbero con un sapere immenso, che mi consentì di dare sfogo alla mia immaginazione insegnandomi le tecniche giuste».

Ma Sandra a tutto ciò ha aggiunto la sua passione per l’arte urbana, che ha arricchito i suoi metodi di rilegatura. «Si tratta quindi di esemplari interamente realizzati a mano, con materiali come pelle, carta, plastica, ma anche plexigas o specchi. Ore di lavoro infinite, attenzione ai particolari, tecnica e creatività per creare oggetti d’arte unici». I committenti di queste opere sono bibliofili, collezionisti e persone desiderose di un oggetto speciale. «Recentemente ho realizzato per la galleria d’arte Wunderkammern di Roma, infatti, una serie di dieci pezzi unici legati agli artisti che negli ultimi anni hanno lavorato su progetti della galleria».

Elisa Schianchi

Elisa Schianchi

Catering di charme a tema cinematografico
Professione precedente: avvocato. Mestiere attuale: chef a domicilio, con una predilezione particolare per la pasticceria, quella artistica si intende. Questo in sintesi è Elisa Schianchi, romana, con un passato anche di critica cinematografica. Un amore, quello per il cinema appunto, che lei ha portato anche ai fornelli. «Ho sempre pensato che il cibo, quello preparato con cura e messo in scena con sentimento, potesse diventare una forma d’arte vitale che si compone di percezioni sensoriali, di teatro e cinema», dichiara la chef.

Così, dopo oltre dieci anni di onorato servizio e in concomitanza con la nascita della figlia Fiammetta, nel 2008 Elisa ha lasciato le aule dei tribunali per dedicarsi alla cucina. «Ma trovando un modo creativo di condividerla con gli altri: per immagini che accompagnassero i sapori proposti». Si è così inventata “La scena di Babette”, prendendo spunto dal celebre Pranzo del regista Gabriel Axel, la sua proposta di arte culinaria che ha fatto dei piatti del cinema, raccontati agli ospiti delle sue cene a domicilio, i cavalli di battaglia di serate fra amici, feste ed eventi.

torta-di-chantilly-e-panna-alla-vatel-1«Per farlo», spiega Elisa, «ho unito due grandi amori della mia vita, tavola e cinema, e realizzato tanti menù a tema capaci di coinvolgere l’ospite-spettatore in uno spettacolo di gusto ma anche di memorie ed emozioni. Il cibo nei film ha tante funzioni e io le esploro tutte durante le mie degustazioni-evento, allestite in campagna, dove gli invitati possono assaggiare nuove pietanze, ascoltare storie, assistere a scene e ricostruzioni d’ambiente e costume, sognando di essere i protagonisti di un’avventura di celluloide».

Insieme alla collega e amica Laura Esu, incontrata alla Scuola di arte culinaria Cordon Bleu di Roma, hanno creato il marchio Les, con cui offrono il servizio di catering di charme e chef a domicilio «che, meglio di ogni altra performance, consente alla cuoca di illustrare ai convitati i piatti, dalle materie prime fino alla presentazione come visual art», conclude Elisa.

L'autore

Simona Cornaggia Nata a Milano, dove ha sempre vissuto, dopo la maturità classica si laurea a pieni voti in filosofia. Giornalista professionista, è specializzata nel settore economico-finanziario. Ha lavorato al Mondo (Rcs Mediagroup) e poi fino al 2012 è stata caporedattrice del settimanale Borsa&Finanza. Ora è attiva come freelance