Le aziende che aiutano a coltivare un sogno


Offrono spazi per esposizioni, seguono i talenti e mettono insieme collezioni. Così si fanno affari e si vincono premi


Le aziende che aiutano a coltivare un sogno

“Vissi d’arte” cantava Maria Callas in una memorabile interpretazione della Tosca di Puccini. Un sogno molto complicato e ne sanno qualcosa le migliaia di giovani che provano a realizzarlo. Emergere dalla massa degli aspiranti e quindi affermarsi è davvero dura, soprattutto in tempi in cui si ripete che “con la cultura non si mangia”.

Tuttavia ci sono realtà aziendali che cercano di investire sui giovani artisti e non stiamo parlando solo del collezionismo delle opere di chi ha già un grande nome. Tantomeno parliamo semplicemente di “vivere d’arte”, quanto di emergere in un circuito nazionale e internazionale, facendo un pezzo del percorso insieme a un’azienda.

Il Corporate Art Awards
Un progetto interessante per esempio è quello di Banca Sistema. Rivolto ai nuovi talenti nel campo dell’arte contemporanea, ha da poco ricevuto una menzione speciale al Corporate Art Awards, il premio che valorizza il rapporto creativo tra azienda e artisti, andando oltre il mero mecenatismo o sponsorizzazione, come ha spiegato Luca Desiata, docente di corporate art alla Business School della Luiss. Le categorie sono diverse e premiano il rapporto con i musei, il décor aziendale, l’educazione artistica dei dipendenti, l’utilizzo dell’arte nel training del management. Ottanta le aziende partecipanti da oltre 22 nazioni.

La Fondazione Piaggio

La Fondazione Piaggio

Piaggio, ad esempio, ha ricevuto un riconoscimento per il coinvolgimento degli stakeholders attraverso i social network. D’altro canto, la Fondazione Piaggio, ospita da tempo esposizioni temporanee e mostre di grandi artisti, sia di geni del passato, sia di giovani emergenti, magari  coinvolgendoli in progetti educativi e scolastici. Tanto che, negli anni, la fondazione ha messo su una collezione di pitture, sculture e installazioni. Al centro la storia di Piaggio con diversi veicoli interpretati o dipinti da artisti, il più famoso dei quali è la Vespa decorata da Salvador Dalì nel 1962.

Il caso di Banca Sistema
Visitiamo Banca Sistema, la cui sede si trova in corso Monforte a Milano. L’istituto è nato nel 2011 ed è specializzato nell’acquisto dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. Dunque una banca giovane, con una missione nuova, che si distingue anche per un progetto nel campo artistico volto a dare sostegno e spazio agli artisti che non sono ancora delle star. Si chiama Banca Sistema Arte e offre la possibilità di esporre nelle sedi della banca. Una mostra aperta al pubblico, con catalogo bilingue, edito da Vanillaedizioni, e contenente uno o più contributi critici. Un’occasione di visibilità ma anche di vendita, perché per ogni esposizione, almeno un’opera viene acquistata dalla banca e poi esposta permanentemente in una delle sedi; le altre opere in mostra possono essere vendute dall’artista stesso. Le mostre sono in ogni caso aperte a tutti.

Alessia Barrera

Alessia Barrera

Alessia Barrera, direttore marketing e comunicazione della banca, mostra i cataloghi di alcune esposizioni – il progetto è iniziato nel 2011, è nato insieme alla banca. Tra gli artisti ospitati Julian T, nome d’arte di Julian Tiscione, che ha realizzato la serie Impact, con una esplosione monocromatica al centro della foto di un’icona pop contemporanea. Da Marylin a Totò, da James Bond a Freddy Mercury. Ci sono anche icone classiche come il David di Michelangelo e la Gioconda. Così come l’attuale Ceo della banca, che si è prestato al gioco. La serie è stata esposta fino al gennaio scorso.

Ci sono poi gli oscuri Ossimori di Thomas Scalco. I manifesti dove Federico Unia ha dipinto figure animali – scimmie soprattutto -, ma anche squali, rinoceronti e galline, sulla stampa pre-esistente. L’elenco sarebbe molto più lungo e comprende artisti come Elisa Bertaglia, Thomas Berra e altri. Per un totale di trenta giovani (età media 30 anni, 28 le donne), 425 opere esposte. Prevale la pittura (otto casi su dieci) ma ci sono street-art, fotografia, scultura, scenografia.

L'opera 'elefante surfista' di Martin Resende

L’opera ‘elefante surfista’ di Martin Resende

L’elefante surfista conquista il premio Bmw
L’autore del quadro sull’elefante surfista ha 12 anni e si chiama Martin Resende. Ha vinto la sezione dedicata al “talento más joven”, al talento più giovane del premio Bmw, uno dei più radicati che il mondo aziendale dedica agli artisti emergenti, consegnato dalle mani della regina Sofia, al Teatro Real. «Mi sono divertito a immaginare un elefante che fa surf nel mare – ha dichiarato – Volevo trovare qualcosa che fosse insieme folle e divertente. L’idea della pittura è nata in estate sulla spiaggia, i surfisti attiravano la mia attenzione, e guardandoli ho cominciato a immaginare un elefante sulla tavola da surf».

Le opere che hanno vinto quest’anno – il primo premio (25mila euro) è andato al pittore andaluso Miki Leal – sono in mostra a Madrid al Centro Galileo. Il premio Bmw è alla trentunesima edizione. Vuol dire che è nato nel 1985, dieci anni dopo la morte del dittatore Francisco Franco. Si pone come riconoscimento sganciato dai circuiti prevedibili dei critici e dei collezionisti. E, di certo, nel riconoscere il talento, non è legato a vincoli di età.

L'autore

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli