Residenze per artisti: luoghi e tempi per la creazione


Da TransArtist a Nordic Point, le guide e i programmi previsti nei diversi Paesi d’Europa


Residenze per artisti: luoghi e tempi per la creazione

La cultura può essere uno strumento per “fare l’Europa”? In parte sì, considerando che il settore è sempre più visto come una chiave di rafforzamento dell’identità comunitaria, oggi un po’ traballante. In termini numerici i “lavori culturali” sono più di 6 milioni, circa il 3% sul totale degli occupati europei, con valori di crescita costante anche negli anni in cui gli indicatori generali sull’impiego restavano negativi.

Le statistiche considerano “lavoro culturale” una variegatissima gamma di professioni, dal musicista all’architetto e dai designer ai giornalisti. In quest’ambito, le più tradizionali figure di artisti (compresi attori, ballerini, pittori e scultori) e scrittori rappresentano il 30% (dati 2014).

Europa Creativa e le residenze per artisti
Numeri alla mano e considerando il ruolo dei “creativi” nel favorire l’esplorazione di nuovi parametri del sentimento europeo, le attività di Europa Creativa (programma quadro della Commissione Europea per il sostegno alla cultura) possono svolgere un ruolo fondamentale. Il programma, tra le altre cose, si occupa di semplificare la mobilità degli artisti – un po’ quello che sono stati e continuano a essere Erasmus ed Erasmus+ per gli studenti.

Approfondendo il tema, mi sono trovata a riflettere sul valore che le residenze per artisti svolgono poiché offrono possibilità tangibili di costruire ponti di dialogo attraverso la produzione artistica, capace di superare, per esempio, le differenze linguistico-culturali, che pure fanno parte del Dna e della ricchezza del vecchio continente. 
Si tratta di programmi di finanziamento offerti generalmente tramite bando, da organizzazioni di diversa natura e dimensione e che, solitamente, garantiscono fondi, coprono spese di alloggio e forniscono ambienti di lavoro congeniali ai selezionati, permettendo loro di concentrarsi sulla produzione e ideare, per esempio, progetti specifici, connessi con la realtà ospitante.

I programmi in tutta Europa
Si tratta, per la carriera di molti, di passaggi obbligati, di percorsi che hanno spesso l’obiettivo più o meno intrinseco di favorire il confronto tra culture e Paesi. 
Sono talmente tante le iniziative sparse in tutta Europa, da quelle di dimensione decisamente locale a quelle che travalicano i confini nazionali (come Funding for Artist Recidencies del Nordic Culture Point di Helsinky, a sostegno della cultura e dello spirito di collaborazione tra Paesi nordici e baltici) che è impossibile definire una tendenza unica.

Eppure è diffuso ed evidente – e su questo le istituzioni sono state spronate ad attivarsi per legiferare – l’interesse ad allargare lo sguardo oltre il proprio confine fisico/culturale attraverso il confronto con l’opera, sia essa visiva, musicale o narrativa. Per farsi una idea delle possibilità esistenti, un punto di partenza aggiornatissimo è il progetto olandese TransArtist che raccoglie tutte le proposte di residenza. 
Volendo fare qualche esempio concreto, iniziative degne di nota, oltre al già citato esempio del Nordic Point, sono il Visegrad Fund basato a Bratislava, i programmi del Digital Arts Studio per gli artisti irlandesi e l’NXT Residency programme, ospitato dalla University of the Arts di Vienna. In quest’ultimo caso il bando per la residenza primaverile chiude a novembre.

L'autore

Maria Paola Mosca

Maria Paola Mosca Appassionata di arte contemporanea, è giornalista freelance e si occupa di comunicazione, creatività e grafica. Vive in una città a sud di Rotterdam, su un'isola del delta del Reno @emmepi