Apprendimento continuo, la chiave per il futuro


Per proiettarsi verso un futuro di crescita è necessaria una scelta obbligata verso la rivoluzione delle competenze


Apprendimento continuo, la chiave per il futuro

Come ogni anno ormai il World Economic Forum di Davos anticipa i temi che verranno maggiormente dibattuti nel corso dell’anno. Nella quattro giorni di inizio gennaio il tema che ha animato i dibattiti è stato la leadership, quale assunto di base per garantire visione prospettica e capacità di guida in un mercato in continua evoluzione. È soprattutto l’assenza di una leadership adeguata e in possesso di competenze al passo con i tempi, che rischia di rappresentare il limite più grande per la crescita economica.

La scommessa delle competenze
In questo contesto ManpowerGroup ha reso pubblico il suo ultimo Report “Skills Revolution” che sottolinea l’importanza dello sviluppo personale e la necessità di adeguare le competenze al contesto, a partire dai leader che devono essere responsabili, pronti e reattivi allo stesso tempo, quella di affrontare un cambiamento culturale.

Questo vale sia per le aziende, che hanno il compito di accompagnare i propri dipendenti verso un aggiornamento del set di competenze, che per gli individui stessi proiettati verso il futuro.

La formazione così come
l’abbiamo intesa fino ad oggi
non è più sufficiente

In questo percorso la digitalizzazione e l’automazione del lavoro possono, anzi devono rappresentare un’opportunità.

Gli effetti della Quarta rivoluzione industriale
Nella classifica dei 43 Paesi analizzati tramite un’indagine condotta tra 18.000 datori di lavoro emerge come oltre il 90% dei datori di lavoro intervistati prevede che la propria azienda verrà impattata dalla Quarta rivoluzione industriale nei prossimi due anni e che questo fattore influenzerà la caratterizzazione delle competenze dei lavoratori verso una sempre maggiore digitalizzazione, creatività, agilità e “learnability” – l’attitudine a rimanere costantemente aggiornati e a continuare ad imparare.

Ad aspettarsi il maggior incremento di nuovi posti di lavoro al netto di un upskillng è il Paese Italia che prevede un range di crescita nei posti di lavoro tra il 31% e il 40%. Seguono Portogallo, Guatemala, Perù e Panama, e subito dopo Stati Uniti, Sud Africa, Messico e Nuova Zelanda che prevedono una crescita compresa tra l’11 e il 20%. A beneficiare degli effetti positivi della digitalizzazione del lavoro, conclude l’analisi, le professioni in ambito IT, Risorse Umane e Customer Facing, che si prevede registreranno un aumento di nuovi occupati del 26, 20% e 15% rispettivamente.

Il ruolo dei leader
Ora tocca a tutti noi, leader aziende e istituzioni intraprendere percorsi formativi rivolti alle nuove professioni e/o all’aggiornamento delle esistenti – o almeno di quelle che non verranno sostituite completamente dall’automazione. Secondo un report presentato da McKinsey alla vigilia del Forum, “il 60% degli attuali ruoli avrà almeno il 30% di attività che potranno essere automatizzate”. Occorreranno decenni, ma l’indirizzo è chiaro. L’accelerazione è stata dettata dai progressi rapidissimi dell’intelligenza artificiale.

Gli androidi vengono ormai utilizzati non soltanto nell’industria manifatturiera, ma cominciano ad essere sperimentati anche in settori ad alto capitale umano come la medicina. Il World Economic Forum è stata dunque la prima grande occasione di confronto di questo 2017 appena iniziato, sulle sfide che abbiamo davanti: le più grandi aziende del mondo hanno messo sul tavolo le loro chiavi di lettura, le loro risposte, le loro strategie di social innovation (dalla finanza etica allo sviluppo dei talenti), le loro perplessità. Come ha affermato Jonas Prising “non siamo in grado di rallentare l’avanzamento della tecnologia e della globalizzazione, l’unica cosa che possiamo fare è cavalcarle”.

L'autore

Stefano Scabbio

Stefano Scabbio Presidente Area Mediterranea, Europa del Nord e Orientale di ManpowerGroup e membro del Comitato esecutivo BAA dell’Università Bocconi con delega all’International Employability. Dal 2014 è alla presidenza di Assolavoro, l'Associazione Nazionale di Categoria delle Agenzie per il Lavoro (ApL)