Cento storie di donne: la fiaba insegna la tenacia


A Milano Francesca Cavallo ed Elena Favilli hanno presentato il loro libro insieme a Luciana Littizzetto


Cento storie di donne: la fiaba insegna la tenacia

La Rizzoli in Galleria Duomo, a Milano, era piena ancora prima che Luciana Littizzetto iniziasse a presentare Francesca Cavallo ed Elena Favilli, autrici di “Storie della buona notte per bambine ribelli”, il caso editoriale del 2017, una galleria di cento ritratti di donne che rivoluziona il mondo dello story-telling per l’infanzia portando la fiaba sul terreno della vita reale (docu-fairy-tale) e della narrativa militante.

Il ritratto di Malala Yousafzai

Malala Yousafzai, illustrazione di Sara Bondi

I personaggi del libro sono realmente esistiti e tra i volti noti – Malala Yousafzai, Virginia Woolf, Frida Kahlo… – si inseriscono quelli meno noti o sconosciuti uscendo da un’ottica nazionale. Nessun italiano ha dimenticato Margherita Hack, ma quanti la conoscono fuori dai nostri confini? Lo stesso vale, a parti invertite, per personaggi femminili (e le loro storie) del resto del mondo.

La copertina del libro

La copertina del libro

Una favola anche per adulti
Il libro, come nota Luciana Littizzetto, «ha un taglio trasversale e globale». Questi ingredienti fanno di Storie della buonanotte un cocktail anche per adulti, come nella migliore tradizione: non pochi critici letterari considerano Pinocchio una delle migliori opere italiane dell’Ottocento. I personaggi che emergono non sono cento, ma centodue.

Anche le autrici sono parte della fiaba. Il loro progetto editoriale, il più grande risultato della storia del crowdfunding per i libri – ha superato subito il milione di dollari -, non partiva dal nulla. Timbuktu, la società di Cavallo & Favilli, con sede in California, è ormai una realtà affermata e non più una start-up. Il magazine Timbuktu ha vinto nel 2013 il titolo come miglior magazine della categoria kids.

La presentazione del libro

La presentazione del libro

Il titolo, l’idea, il progetto
Ma lasciamo da parte la parola fiaba, le principesse che baciano rospi e i vecchi stereotipi inculcati fin dalla più tenera età per non regredire proprio sul terreno che viene superato. Qui si parla di passione e dedizione, non di attese di principi azzurri. Tutto ha inizio alla fine del 2016, racconta Francesca Cavallo. E ha inizio nel modo in cui spesso hanno inizio i libri più felici: con il titolo. A volte il titolo viene scelto all’ultimo momento, come per certi genitori indecisi davanti al funzionario dell’anagrafe. Altre volte viene fuori subito, come in questo caso.

Francesca ed Elena pensano “Good night stories for rebel girls”. Suona bene. Pensano a come si trovi in difficoltà chi oggi vuole far scivolare un bambino tra le braccia di Morfeo senza precipitarlo nelle crudeltà stile Grimm o Hoffman o in quel sapore plasticoso di politically correct che emana dalle favole contemporanee.

L’idea, racconta Francesca, è creare un libro che ricordi i vecchi libri di favole, ma solo dal punto di vista grafico e stilistico: «Un libro bello anche dal punto di vista estetico, come quelli che ci venivano letti da bambine». Il budget della raccolta lanciata su kickstarter serve anche per pagare le illustratrici. Naturalmente donne. Sessanta in totale. Nel giro di pochi mesi arrivano trentamila ordinazioni e le autrici devo preparare tutto per la stampa e la spedizione in modo che arrivi per Natale. Costo a copia 35 dollari. Panico, emozione, lavoro e sempre più richieste. Sold out, diventa il banner che accompagna la quotidianità di questa avventura. Il libro viene stampato in Canada. Arrivano richieste dall’estero di editori. In Italia lo distribuisce Mondadori. Sono in corso traduzioni in molte lingue.

«Come è avvenuta la selezione delle illustratrici?» chiede Luciana Littizzetto. «Via Internet. Ormai gli illustratori mettono i loro lavori su Pinterest e altri social», risponde Francesca. Il libro ha genitori virtuali, ma gli avi sono atavici. Tra La Fontaine e gli hipster, nel solco di una nobile tradizione: le favole sono un importante strumento formativo e su questa scia si sono impegnati scrittori come Puškin (sia pure in chiave maschilista a volte, basta pensare alla favola “Il pesciolino d’oro”).

Le cento storie di donne vere
Qui il valore pedagogico aumenta abbandonando la frontiera della fiction. Un lettore italiano sarà contento di conoscere i personaggi meno noti. All’estero qualcuno scoprirà Alfonsina Strada, pioniere italiana del ciclismo femminile. Si evita l’effetto noir che avrebbero alcune esistenze tragiche condensate in poche righe, si risparmiano ai bambini i dettagli più crudi e pessimisti (pur spiegando cos’è la depressione che colpisce la Woolf), ma la storia di partenza è quella e tale resta.

Il ritratto di Frida Kahlo

Frida Kahlo, illustrazione di Helena Morais Soares

Luciana Littizzetto legge ai presenti la favola Frida Kahlo: «Una che gliene sono capitate più che a Bertoldo», premette ironicamente. Non si nascondono le difficoltà che l’artista ha dovuto superare: l’incidente in autobus quando non aveva neanche vent’anni che le ha causato una lunga immobilità. Una dannazione e una occasione: si fa costruire un “cavalletto da letto”, per continuare a dipingere sdraiata.

Poi l’incontro con il pittore Diego Rivera. Non si dirà, naturalmente, che l’uomo, grande, grosso e vitalistico, l’ha tradita con diverse donne mettendosi a un certo punto persino con la sorella. I due comunque sono rimasti insieme e Frida è diventata una delle artiste più famose del mondo dipingendosi in centinaia di autoritratti pieni di colore tropicale. Più del marito, che allora la sovrastava, non solo come statura.

La nota di fondo che emerge leggendo le storie è la tenacia. Non si combina qualcosa nella vita solo per la musica del caso, anche se la fortuna conta, ma per la capacità di continuare a credere nelle proprie passioni.

Vincere non è poi
così importante
quanto andare avanti

Vedi Alfonsina Strada: maglia nera al giro d’Italia, va bene, ma intanto è riuscita a partecipare arrivando in fondo in pieno Fascismo. Viene letta la storia della donna saudita che ha violato il divieto integralista per le donne di guidare. Un movimento di protesta che dura da anni. Le femministe islamiche dicono che anche ai tempi di Maometto c’erano donne che guidavano il cammello. L’importante è rompere un tabù. La donna non si è limitata a guidare – probabilmente altre lo avranno fatto, protette da vetri scuri e dalla rarefazione del deserto -, ma ha messo su Facebook le testimonianze visive dell’impresa. Anche le raccolte di ritratti, così come le favole, sono genere letterario con una storia nobile: Vite immaginarie di Marcel Schwob, Eminenti vittoriani di Lytton Strachey (del giro di Virginia Woolf), Narrate, uomini, la vostra storia, di Alberto Savinio.

Hilary Clinton in un'illustrazione di Justine Lecouffe Storie della buonanotte per bambine ribelli, di Elena Favilli e Francesca Cavallo 2016 Timbuktu Labs, Inc

Hilary Clinton in un’illustrazione di Justine Lecouffe

La scelta di Hillary Clinton
Narrate donne, le vostre storie, dunque. Luciana Littizzetto su un nome protesta: poco romantica, un po’ istituzionale, la scelta di inserire Hillary Clinton. Francesca Cavallo: «Sono sempre stata di sinistra, ho molto apprezzato la campagna elettorale di Hillary, la sua storia, il suo coraggio nel mettere la questione della parità di genere al centro del dibattito politico».

Quindi una scelta meno istituzionale di quanto potrebbe sembrare, almeno dall’Italia, dove è passato il messaggio di una candidata conservatrice, upper-class e così via. «Una cosa ho imparato vivendo e lavorando a Los Angeles. Anche negli Stati Uniti la parità tra uomo e donna è lontana, sul lavoro e non solo». Come è stato detto al tempo della campagna elettorale, un presidente americano donna sarebbe ancora più rivoluzionario di un presidente di colore.

L'autore

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli