“Tempo di libri”, specchio dell’editoria in fermento


Si inaugura oggi l’evento con cui Milano, sulla scia di Expo, recupera il terreno perduto. All’insegna dell’interattività


“Tempo di libri”, specchio dell’editoria in fermento

Si inaugura oggi la prima edizione di “Tempo di libri”, la fiera che raccoglie 2mila autori e 524 espositori. Con questa manifestazione, Milano si appropria del ruolo di capitale dell’editoria non solo dal punto di vista produttivo. Un colpo di reni degli editori – riuniti nell’Aie -, storicamente concentrati a Milano, ma anche un percorso iniziato con la fine dell’era berlusconiana, l’elezione di Pisapia e la nascita di Bookcity, manifestazione “diffusa” che ha tolto dalla solitudine la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi, unica kermesse della città dedicata ai libri, che quest’anno è alla diciottesima edizione.

Milano era diventata una città dove gli scrittori non abitavano più e che gli scrittori non raccontavano quasi più. Il mantra lamentoso è noto: il Salone del libro è a Torino, così come la principale scuola di scrittura creativa, la Holden di Alessandro Baricco, il festival della Letteratura a Mantova, lo Strega e quel che resta della “società delle lettere”a Roma, il Campiello a Venezia. Milano si limitava a rispondere un po’ grettamente con il primato industriale editoriale: “Il resto è solo vetrina”.

La conferenza stampa di presentazione della Fiera

La conferenza stampa di presentazione della Fiera

La sfida di Milano
Molte cose sono cambiate negli ultimi anni: in questi anni così difficili da vivere e da capire; e Milano ha recuperato il terreno perduto e anche qualcosa di più sulla spinta di Expo. La sfida non è dunque da poco, ma in fondo ormai la linea rossa è attraversata, vada come vada. Ormai chi vuole scrivere in Italia dovrà sciacquare i panni nel Lambro. Non pochi toccano ferro. “Tempo di libri” si tiene subito dopo il Salone del mobile, tra Pasqua e il ponte del 25 aprile. Come il Salone del Mobile la fiera avrà il fulcro nel polo di Rho e una galassia di eventi sparsi per la città.

Bisognerà poi vedere – tra circa un mese – come andrà il Salone di Torino, rinato sulle proprie ceneri. Chiara Valerio, direttrice del programma principale di “Tempo di libri”, ha voluto fin da subito tenere lontano ogni contrapposizione. Nessuna sovrapposizione temporale. Nessun tentativo di soppiantare nessuno. Il mondo dell’editoria è inquieto, in fermento e stanco allo stesso tempo. Sta succedendo tutto e il contrario di tutto, ma sullo sfondo la crisi economica e dei lettori non smette di proiettare ombre.

Il mondo dell’editoria in fermento
Mentre si accendeva la contrapposizione tra fiere, c’è stato l’accorpamento di Rizzoli in Mondadori. Tutti gridavano al monopolio, ma alla fine Adelphi è andata per proprio conto, Marsilio è andata per proprio conto, entrambe sono tornate del tutto indipendenti. Elisabetta Sgarbi è uscita da Bompiani fondando “La nave di Teseo”, e Bompiani è stata acquisita da Giunti dove un editor del peso di Antonio Franchini proverà a creare casi come quelli che aveva lanciato a Segrate: Saviano, Piperno, Giordano… C’è stato un effetto paradosso.

Non meno sorprendente è stata la nomina di due scrittori come Nicola Lagioia e Chiara Valerio rispettivamente a Torino a Milano, classe 1973 e 1978. Una scelta coraggiosa, bisogna dire, nel segno della discontinuità rispetto ai vecchi riti: “Lardo ai giovani”, come diceva Leo Longanesi. Tutt’e due hanno una esperienza in editoria, in minimufax e Nottetempo, e sono autori Einaudi. Posseggono un bagaglio culturale e generazionale molto diverso da quello della vecchia guardia che occupava posizioni di potere. Non sono outsider, ma neanche personaggi istituzionali.

tempo-di-libri-3 Fiera libri Milano editoriaNicola Lagioia ha vinto lo Strega nel 2015 con un romanzo molto duro, intitolato La ferocia, e viene fuori dalla scuola di Goffredo Fofi, da riviste come Lo straniero. Chiara Valerio ha una personalità forte, una formazione matematica, ha tradotto Virginia Woolf, non ha neanche quarant’anni, ha appena pubblicato una Storia umana della matematica, che contempla la bellezza del fallimento e dell’imperfezione. In questi giorni compaiono sue foto mentre stringe tra le labbra una papiroska, la sigaretta fatta a mano dei romanzi russi. Si è occupata di nuovi narratori italiani per Nottetempo.

Tra l’altro anche Nottetempo si è trasferita a Milano, venendo acquisita da Andrea Gessner, che insieme a Pietro e Tomaso Biancardi di Iperborea e ad altri soci (il critico del Corriere Alessandro Beretta e la photoeditor Lisa Sacerdote), ha creato “Verso”, una bellissima libreria indipendente con bar proprio nel mezzo della movida più scatenata dei Navigli, in posizione di sfida, quasi provocatoria. Non lontana dalle colonne di San Lorenzo. Se vogliamo anche il nome “Tempo di libri” è provocatorio, qualcosa di più di una sfida. Il tempo è proprio quello che manca oggi. Il tempo di leggere libri.

Nuovi esperimenti per i lettori
Siamo dominati dalla comunicazione concitata dei social e il numero di lettori non è certo in aumento, soprattutto tra i giovani, se mi passate la litote. Capita sempre più raramente di vedere gente che legga sui mezzi pubblici, storica riserva indiana della lettura. I più tormentano lo schermo dello smartphone. I singoli titoli vendono sempre meno, anche se il calo viene in parte compensato dall’aumento di titoli in rapido turn-over sugli scaffali a scapito spesso della qualità. Le classifiche sono dominate dai gialli e da anni non emerge un besteller italiano di narrativa pura, non di genere. Fazi ha appena rinunciato alla figura dell’ufficio stampa.

“Tempo di libri” cerca anche di coinvolgere il pubblico in una maggiore interattività e sperimentando strade diverse di esperienza di lettura. Molto risalto viene dato all’audiolibro. Chiara Valerio lavora al programma “Ad alta voce” di Radio Raitre, una trasmissione al confine tra passato e futuro che nobilita la funzione del servizio pubblico. Oggi si possono ascoltare narrazioni come nella notte dei tempi, ma da un iPod subacqueo nuotando: La Pelle di Malaparte o I piccoli maestri di Meneghello, podcast di Ad alta voce.

tempodibacioGli ospiti della fiera
Ci saranno naturalmente ospiti di livello anche se nessun colpo di teatro. Non verrà Stephen King a festeggiare i 70 anni… Tra i duemila nomi Irvine Welsh, lo scrittore di Trainspotting, Mohsin Hamid, l’autore del bestseller Il fondamentalista riluttante, atteso con il nuovo romanzo Exit West, la grande irlandese Edna O’Brien, il poeta siriano Adonis, lo spagnolo Javier Cercas con i suoi esperimenti di autofiction (si ricordi il bellissimo Soldati di Salamina), gli israeliani David Grossman e Abraham Yehoshua.

Sul fronte italiano, in scena il racconto alternativo, tra gioventù bruciate e orizzonti di speranza, di Roberto Saviano. Ci saranno anche i duellanti allo Strega, il “montanaro milanese” Paolo Cognetti e la orbetellese Teresa Ciabatti, che ha appena pubblicato un romanzo (La più amata) sul padre, primario ospedaliero piduista, Francesco Piccolo e Walter Siti. Siti in qualche modo è stato un indicatore dello spostamento a Nord del peso letterario dell’asse Milano-Roma. Si è trasferito da Roma a Milano ed è al centro delle polemiche con un romanzo Rizzoli, Bruciare tutto, ambientato qui. Insegna a Belville, una scuola di scrittura nata di recente in zona Porta Venezia. Grandi movimenti sullo sfondo della crisi. “Allegria di naufragi”, per dirla con Ungaretti?

 

L'autore

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli