Putin e Merkel, così lontani così vicini


Lo storico dualismo russo-tedesco attraverso i ritratti dei due leader, l’uomo e la donna più potenti al mondo


Putin e Merkel, così lontani così vicini

Da anni la rivista americana Forbes accredita Vladimir Putin come l’uomo più potente del mondo e Angela Merkel come la donna più potente del mondo. Il 2016 poteva fare eccezione, se Hillary Clinton avesse vinto contro Trump, ma le cose sono andate diversamente. E così, ancora una volta, lo storico dualismo russo-tedesco si ripropone in questa strana coppia di opposti, di leader che decisamente non si attraggono ma hanno più punti in comune di quanto si sospetti, all’ombra della contrapposizione geopolitica e umana.

Vladimir Putin e Angela Merkel

Vladimir Putin e Angela Merkel

Entrambi sono nati nei primi anni ’50 – Putin nel 1952, la Merkel nel 1954 – e hanno vissuto in Germania dell’Est. La Merkel, nata ad Amburgo, si è trasferita in Ddr con il padre, un pastore luterano. La famiglia si poteva spostare liberamente tra Est e Ovest, circostanza abbastanza singolare, che desta qualche sospetto vista la natura fortemente anti clericale del regime tedesco-orientale e le difficoltà di comunicazione nel periodo del Muro. Se per questo Putin era un agente del Kgb nel regime sovietico, dunque è decisamente più compromesso col comunismo, ma il paragone non si può fare perché la Germania è molto più intransigente rispetto al passato.

Una storica del 1971: Putin a lezioni di judoPutin: il Kgb, la moglie Ljudmila e i rapporti con la Germania
Nato a Leningrado, come allora si chiamava San Pietroburgo, Putin ha passato alcuni anni a Dresda, svolgendo un incarico istituzionale che in realtà serviva solo per coprire la suo missione nel Kgb. Non bisogna pensare a niente di troppo avventuroso: forniva supporto logistico al lavoro delle spie russe che ufficialmente non potevano operare in Ddr. In questa dinamica di destini incrociati, va notato che Putin parla tedesco e la Merkel russo. Lo studio del tedesco per Putin risale a prima della missione nella Ddr, anche se ne avrà tratto giovamento in quella circostanza. Tra la laurea in giurisprudenza e la scuola del Kgb – il master da spia potremmo dire -, Putin ha imparato la lingua di Goethe e di Erich Honecker.

Putin nel giorno del suo matrimonio

Putin nel giorno del suo matrimonio

In quegli anni ha conosciuto Ljudmila, la moglie, originaria di Kaliningrad. Kaliningrad è una exclave russa, cioè un lembo di territorio russo fuori dai confini patrii. Apparteneva alla Prussia orientale con il nome di Königsberg ed è stata annessa all’Urss dopo la seconda guerra mondiale. Con la dissoluzione dell’Urss, si è trovata isolata tra paesi che un tempo erano sovietici (Lituania) o appartenenti alla sfera d’influenza sovietica, come la Polonia. Si tratta di un luogo molto particolare, un avamposto strategico per l’Urss prima e la Russia poi, dove il Cremlino minaccia di collocare missili quando sale la tensione con la Nato. Strano destino per una città che è stata lo sfondo delle leggendarie passeggiate di Immanuel Kant, dei suoi deliri metodici e delle riflessioni sulla “ragion pratica”, vale a dire sull’etica, la base per la filosofia politica moderna, l’Onu e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo (censurata in Urss).

Putin ha sfruttato la conoscenza del tedesco e dei tedeschi lavorando – dopo il crollo dell’Urss – come addetto ai rapporti internazionali del comune di San Pietroburgo. La Germania è diventata presto il principale partner commerciale di molti paesi dell’Est, compresa la Russia, che soffriva di gravi falle nel sistema produttivo avendo abbandonato l’industria statale senza rimpiazzarla. I primi grandi arricchimenti privati sono arrivati in quel periodo tumultuoso e caotico – i mitici anni ’90 delle pistole e del business selvaggio -, quando ingenti risorse statali venivano manovrate senza controllo.

Angela Merkel da giovane

Angela Merkel da giovane

La leadership tedesca dell’Unione Europea e il dominio della Russia
Putin non è solo l’uomo più potente del mondo, al comando della Russia da 17 anni, ma anche uno degli uomini più ricchi del mondo. Non si può dire altrettanto della Merkel, che mantiene un basso profilo e ricorda spesso nel modo di vestire una massaia della Ddr, genere Goodbye Lenin. Il potere della Merkel risiede nella leadership tedesca dell’Unione europea. A livello nazionale (federale), ha vinto le elezioni guidando il partito della Cdu, l’Unione cristiano democratica, in ben tre governi. Putin, leader di Jedina Rossija, Russia unita, domina in modo sempre più ferreo il Paese, bloccando l’accesso elettorale ai partiti degli oppositori e controllando la stampa e le televisioni, arrestando i manifestanti. Questa circostanza dovrebbe portarci a chiedere se sia realmente così popolare e amato.

Sicuramente, appena prima della guerra in Ucraina, scoppiata nel 2014, molti si chiedevano che cosa si sarebbe inventato il presidente russo per restare in sella, vista la crisi economica e una certa stanchezza riscontrabile nella leadership putiniana. Se lo chiede per esempio la giornalista russa Masha Gessen, che conclude con questo interrogativo il libro Putin. L’uomo senza volto (Bompiani), pubblicato proprio in quel periodo. Il richiamo politico del nazionalismo non ha mai fallito tra gli Urali e il Mar Nero; e con la guerra in Ucraina è tornato a farsi sentire fortissimo, mentre Putin diventava l’eroe di un paese troppo calpestato nella dignità. La “superpotenza sottosviluppata” (definizione coniata per l’Urss) aveva smesso di essere superpotenza, continuando a essere sottosviluppata. Ora è tornata superpotenza anche se le condizioni di vita fuori dalle grandi città (Mosca e San Pietroburgo) possono essere disastrose, soprattutto nella provincia profonda.

Un'altra immagine di Angela Merkel

Un’altra immagine di Angela Merkel

Due leader a confronto, tra picchi e cali di popolarità
La Merkel è in calo di popolarità, soprattutto per le politiche a favore dei migranti e un impoverimento del ceto medio – la sua base elettorale – che non ha risparmiato neanche la Germania. Non si può comunque dire che abbia fallito la missione di assicurare stabilità, ma è una stabilità più misera di quella prevista e percorsa da inquietudini sulla tenuta del patto finanziario europeo e l’islamizzazione di intere aree urbane. Resta in sella anche per incapacità dell’opposizione. Putin invece attinge a piene mani nel populismo e la prima frase memorabile da lui pronunciata dopo l’arrivo al potere è stata “Li affogheremo nel cesso”, riferita ai terroristi ceceni.

putin-f1Se la Merkel è la prima donna a ricoprire il ruolo di cancelliere tedesco, Putin non esita ad atteggiarsi da macho facendosi ritrarre alla guida di un caccia o di una macchina da formula 1, su un gommone mentre impugna una fiocina o nella taigà mentre si appresta a sparare un siringa anestetizzante a una tigre. Putin ama i cani, mentre la Merkel ha una vera e propria fobia. Putin ha portato a un incontro nel 2007 a Sochi il suo labrador nero. Forse per scatenare la reazione della Merkel e ridicolizzarla, forse perché non sapeva della sua “cinofobia”. Comunque il messaggio per i russi è stato chiaro: come si può temere una signora che ha paura di un labrador?

L'incontro tra i due leader, con il labrador portato da Putin

L’incontro tra i due leader, con il labrador portato da Putin

Quanto alla vita privata, la Merkel ha divorziato dal primo marito, Ulrich Merkel, conosciuto durante un soggiorno di studio a Mosca, e si è risposata con Joachim Sauer, pur mantenendo il vecchio cognome. Entrambi i mariti sono fisici, come la stessa Merkel. Putin ha lasciato Ljudmila, la prima moglie, scomparsa in modo graduale dalla scena pubblica; e si dice che abbia un relazione, forse un matrimonio e un figlio con Alina Kabaeva, campionessa di ginnastica ritmica, due ori olimpici, molto bella naturalmente. Il più grande riserbo grava sulla vita del presidente e un giornale che aveva pubblicato una indiscrezione in proposito è stato chiuso.

Due mondi opposti
Russia e Germania sono due mondi opposti, così vicini così lontani. I russi da sempre guardano con ammirazione e diffidenza i tedeschi. Nel romanzo Il giocatore Dostoevskij descrive vari personaggi che affollano i tavoli da gioco della immaginaria città di Roulettenburg, in Germania. I tedeschi sono rappresentati come duri e inflessibili sul denaro, capaci di lasciar morire di fame i figli pur di non venir meno al rigore finanziario famigliare (c’è anche un italiano cialtrone, un Barberini, che fugge per non pagare i debiti della sua accompagnatrice).

In Oblomov, un capolavoro che racconta lo spirito russo più di migliaia di saggi, Ivan Gončarov presenta invece il personaggio del tedesco in maniera più favorevole ma in fondo simile. Stolz, l’amico di Il’ja Oblomov, è di origine tedesca e dotato di tutte quelle virtù che mancano al protagonista. Attivo, organizzato, intraprendente, Stolz sposa la bella Ol’ga. Oblomov, pigro e rinunciatario, condannato a restare tutto il giorno sul divano a San Pietroburgo, mentre la tenuta in campagna va a pezzi, se la lascia scappare. Con l’amore perde l’ultima occasione di vivere veramente, di prendere in mano il destino.
A breve sia la Merkel che Putin affronteranno la prova delle urne.

 

L'autore

Antonio Armano

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli