Senza investimenti, addio tecnologie salva Pianeta


Le esperienze e le difficoltà delle imprese che puntano sulla sostenibilità all’incontro organizzato da InnoVits


Senza investimenti, addio tecnologie salva Pianeta

L’innovazione sostenibile? Ferma al palo senza investimenti adeguati. A ricordare l’importanza delle tecnologie ‘salva pianeta’ gli speaker della tavola rotonda “Innovazione per una società sostenibile: Il pianeta ha sette miliardi di ospiti e fa del suo meglio per sopravvivere. Innovare per aiutarlo”. L’incontro, organizzato da InnoVits, societá no profit che si occupa di startup, imprenditorialità e sostegno alla ricerca, si è tenuto a Rho Fiera durante la manifestazione Seeds&Chips.

Nel giorno del discorso dell’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, InnoVits ha voluto accendere i riflettori sull’innovazione e su come renderla un volano per trasformare le aziende in aziende green. In particolare la sfida in Italia è rappresentata dalle Pmi. Le piccole e medie imprese del nostro Paese sono infatti le più scettiche quando si parla di introdurre modelli o strumenti ecosostenibili nella filiera produttiva.

Un momento della tavola rotonda

Un momento della tavola rotonda

Quanto costa fare ricerca
Una mancanza di cultura della sostenibilitá nel mondo aziendale che scoraggia i ricercatori. «Oggi gli imprenditori fanno i ‘prenditori’ – spiega Stefania Grandi direttore scientifico del NAM, Nano Analysis & Materials – è difficile che qualcuno rischi e apra il portafoglio. Ragionano sul guadagno immediato e non sul futuro comune. La verità è che fare ricerca costa, così come costa presentare il prototipo di un impianto. Mi piacerebbe aprire la mente delle persone: è come un paracadute se non si apre non serve».

La dottoressa Grandi, che ha ideato l’EcoAereogel, un aerogel prodotto da uno scarto della filiera del riso con processo ecologico, è in attesa di brevettare la propria invenzione e testimonia le difficoltà nel dialogo con il mondo delle imprese. Anche se esistono eccezioni. Come l’azienda green Rivierasca, attiva nel bergamasco e rappresentata nella tavola rotonda da Giacomo Bonati, R&D manager. «Dagli anni Sessanta produciamo laminati in vetroresina, un composito termoindurente difficile da smaltire. Mi sono detto come facciamo a evitare di creare tutti gli scarti che realizziamo o che realizzano i clienti? Così ho introdotto sette tecnologie che ridanno forma a questi scarti – spiega -. Ci tengo però a sottolineare che per un’azienda che vuole innovare è vitale la contaminazione tra settori diversi. Ad esempio la tecnologia che usiamo è nata da una macchina pensata per smaltire l’argilla. Bisogna sempre partire dal confronto tra teste diverse».

img_20170510_100519Il ruolo della politica
Per l’ingegnere ambientale Nicoletta Picone, ricercatrice Itia-CNR, può fare molto la politica. «Per noi, che stiamo realizzando un impianto pilota per rifiuti elettrici ed elettronici – racconta – non esistono solo gli investimenti che pur sono fondamentali. Penso che un ruolo decisivo lo giochino i policy maker. C’è bisogno di incentivi e di agevolazioni all’ingresso sul mercato di queste innovazioni se no é una rivoluzione a metà». Le novitá vanno poi comunicate ed è per questo che InnoVits ha chiesto a Iris Corberi, direttrice della rivista BioEcoGeo , di raccontare la propria esperienza.

«La difficoltà quando si parla di innovazione – spiega – è portare un discorso che appare lontano vicino alla quotidianità del lettore. Noi cerchiamo di farlo attraverso giornalisti specializzati e collaborazioni con le universitá monitorando in modo attento il mondo delle startup. In 8 anni ne abbiamo viste crescere molte». Tra queste Grycle, fondata dall’ingegnere gestionale Edoardo Carlucci che ha messo in pratica quanto imparato al Politecnico di Milano: «La mia idea è trasformare i rifiuti indifferenziati in materiali riciclabili. Grazie a una tecnologia innovativa tritiamo l’indifferenziata, laviamo il tutto, lo sterilizziamo e con sensori colore e dei materiali individuiamo i componenti per stoccarli. Così si recupera molto più materiale riciclabile». Sempre con l’idea di innovare per migliorare la quotidianitá di tutti.

Un atteggiamento fondamentale per favorire la creazione di quell’economia basata sull’innovazione e sulla imprenditorialità che Innovits cerca di promuovere «sostenendo pratiche, metodologie ed approcci derivanti dal mondo delle startup e contaminando filosofie e culture tradizionali di management». Nella speranza che questa volontà di cambiare in meglio il pianeta possa essere condivisa da un numero crescente di persone, non solo da startupper, ricercatori o manager con il pallino per il green.

L'autore

Diana Cavalcoli

dianacavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione