Festa della mamma, i Paesi dove è più facile esserlo


Dal lavoro ai servizi: ecco le politiche più efficaci per le donne che vogliono crescere figli ed essere felici


Festa della mamma, i Paesi dove è più facile esserlo

La mamma è sempre la mamma, si sa. Ma ci sono Paesi in cui essere mamme è un po’ più facile, bello e socialmente gratificante. Per questo, in occasione della Festa della Mamma 2017, LINC affronta il tema della disparità e delle opportunità della maternità worldwide. Per capire dove e come vivere da mamme felici. Si scopre, così, che sul podio dei Paesi a prova di mamme svettano Svezia, Norvegia e Finlandia. È tra fiordi e aurore boreali, infatti, che la maternità – anzi, la genitorialità – è più riconosciuta e tutelata.

mother-1440745_1920Il paragone con la Svezia
Mentre l’Italia esulta per la recente estensione dei congedi obbligatori per neo-papà da 1 a 2 giorni (due!), pronti a diventare 4 nel 2018 e gode di un congedo obbligatorio per maternità di 5 mesi, la Svezia supporta i neo genitori con ben 480 giorni di congedo parentale pagato, di cui 90 giorni riservati alle mamme, 90 giorni ai papà e i restanti da dividere liberamente tra i genitori. Il tutto, con l’ausilio del «Jämställdhetsbonus», bonus dell’uguaglianza di genere, ovvero un contributo finanziario in più per i genitori che condividono il congedo parentale equamente.

Obiettivo: favorire l’uguaglianza di genere e, al tempo stesso, supportare i bambini nella crescita. I bimbi, infatti, possono frequentare l’asilo per tutto il tempo che i genitori trascorrono al lavoro: se il lavoro è full time, il nido sarà full time. E i giorni di permesso riconosciuti ai genitori per restare a casa e prendersi cura dei propri figli quando sono malati, sono pagati e illimitati.

In Norvegia
Poco diversa la situazione della Norvegia dove, oltre a essere previsti congedi parentali di 12 mesi pienamente retribuiti sia per la madre che per il padre e assegni familiari sullo stipendio, ogni neomamma che non lavora riceve 6mila euro per i bisogni dei primi mesi. Successivamente, nel caso non abbia un lavoro e stia aspettando un posto al nido pubblico, lo Stato concede alla mamma un assegno di 750 euro mensili (dai 13 ai 23 mesi) e versa 200 euro al mese su un conto corrente aperto dai genitori a favore del bambino, soldi che saranno vincolati fino alla maggiore età del bebè. E per la conciliazione, la situazione è altrettanto semplice: in Norvegia non esistono straordinari e le banche del tempo sono molto diffuse per cui i genitori riescono a organizzare al meglio i propri bisogni.

child-1073638_960_720In Finlandia
Non è da meno la Finlandia, dove lo Stato coccola la neo-mamma fin dai primi momenti: già in gravidanza le regala un “pacco maternità” con gli oggetti più importanti per i primi mesi di vita del bambino, a cui farà seguire un assegno di maternità per un periodo totale di 263 giorni lavorativi, 150 dei quali in congedo. Anche il papà avrà diritto all’assegno di paternità di 6-12 giorni lavorativi al momento della nascita del figlio e uno dei due genitori potrà scegliere di restare a casa per prendersi cura del bambino fino ai suoi tre anni di vita, conservando il posto di lavoro. Attenzione, meglio non dare per scontato che a rimanere a casa sia la mamma: nei paesi scandinavi vige una cultura molto diversa rispetto a quella italiana, tale per cui il papà che delega la gestione dei figli esclusivamente alla donna non è visto di buon occhio.

In Olanda
Del resto, ingrediente primario per creare un solido rapporto con i figli è il tempo. Ed è proprio questo a essere tutelato e valorizzato da un altro Paese a misura di genitori: l’Olanda. Il congedo di maternità qui è di 16 settimane, ma da quando il bimbo ha 3 mesi e fino ai suoi 8 anni, si può chiedere la maternità facoltativa che funziona come una sorta di part-time verticale. È questa una modalità lavorativa socialmente gradita, tanto che lo stesso Governo la promuove. E sempre lo Stato dona un piccolo sussidio alle famiglie con bambini, circa 70 euro al mese per bebè, indipendentemente dal reddito, e promuove sgravi fiscali consistenti per le tariffe degli asili (tutti gli asili in Olanda sono privati con tariffe omologate per legge, pari a circa 7 euro l’ora. I bambini frequentano per tre giorni alla settimana come, appunto, un part-time verticale).

mother-2199995_1920Le performance peggiori
Ma spostando lo sguardo al resto del mondo, non si trovano performance tanto eccellenti: secondo il rapporto ILO (Organizzazione internazionale del lavoro), gli Stati Uniti d’America sono l’unico Paese con un’economia avanzata in cui non esiste un congedo di maternità o paternità pagato; nel Regno Unito, le autorità che si occupano dei diritti umani hanno stimato che il 7% delle donne incinte ogni anno perde il lavoro a causa della gravidanza (circa 30mila persone); in Corea del Sud almeno un terzo delle lavoratrici che ha avuto una gravidanza non ha richiesto un congedo per paura delle possibili discriminazioni. E anche rientrando in Italia, tanta strada resta ancora da fare, specie per i servizi pubblici. Basti pensare che solo un bambino su 10 può andare all’asilo e il dato diventa ancora più drammatico in regioni come la Calabria e la Campania dove rispettivamente, appena 2 e 3 bambini su 100 possono accedere al nido (fonte Save the Children).

Qualche passo in avanti
Recentemente, però, sono stati fatti due piccoli passi avanti grazie al cosiddetto Jobs Act dei lavoratori autonomi e al bonus mamma domani. Nel primo caso, vengono – finalmente – tutelati i freelance stabilendo che, durante la maternità, la lavoratrice autonoma può continuare a fatturare percependo l’indennità; il congedo parentale è esteso dagli attuali tre a sei mesi e sarà possibile usufruirne entro i tre anni dalla nascita del figlio e la lavoratrice potrà concordare con il committente di essere sostituita da una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali. Nel secondo caso, invece, si potrà ricevere un importo di 800 euro per ogni figlio nato o adottato nel corso del 2017. Una misura che è già piaciuta tantissimo agli italiani tanto che nei primi quattro giorni di entrata in vigore, il bonus mamma domani è stato richiesto da quasi 30mila persone, anche perché non è legata al reddito né tanto meno allo status di occupazione della futura mamma e non è soggetta a tasse.

In ogni caso, per essere mamme felici in Italia, pare ci sia un solo posto davvero perfetto: Lambrugo, 2.500 abitanti, comune in cui l’anno scorso sono nati 35 bambini e morte 21 persone con un saldo naturale inaspettatamente positivo rispetto al trend italiano. A favorire le nascite: un costo della vita più basso, una comunità ancora di prossimità e investimenti dedicati all’infanzia, dalla biblioteca a misura di bambino ai 40mila euro all’anno di contributi comunali per l’asilo, passando per le aree gioco, i centri estivi, gli eventi sociali. Insomma, non bisogna necessariamente volare nel gelido nord Europa per trovare luoghi a misura di mamma. A ben vedere, basta fermarsi nella più vicina Brianza.

 

L'autore

Silvia Pagliuca

Silvia Pagliuca Giornalista professionista e Comunicatore pubblico, è laureata in scienze e tecnologie della comunicazione, con Master in management della comunicazione sociale, politica e istituzionale e Master in giornalismo presso il campus IULM - Mediaset. Scrive di lavoro, startup, innovazione e imprenditoria per Corriere della Sera, Corriere Imprese e Corriere del Trentino. Collabora come copywriter e consulente in comunicazione per diverse realtà pubbliche e private.