Germania: tra Merkel e Schulz la partita del lavoro


Le politiche sull’occupazione nei programmi dei due principali candidati cancellieri alle prossime elezioni tedesche


Germania: tra Merkel e Schulz la partita del lavoro

Il 24 settembre 2017 in Germania si eleggono i deputati del Bundestag, il ramo elettivo del parlamento tedesco. La grande sfida è tra l’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) della cancelliera Angela Merkel in cerca del quarto mandato consecutivo, e il Partito Socialdemocratico Indipendente (Spd) dell’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.

In corsa anche Christian Lindner per il Partito Democratico Libero (FDP), Dietmar Bartsch & Sahra Wagenknecht per La Sinistra, Katrin Göring-Eckardt & Cem Özdemi di Alleanza90/Verdi e il duo Alexander Gauland & Alice Weide del partito nazional populista Alternative für Deutschland (AfD). Una novità per l’estrema destra. La candidata ideale era infatti la leader storica Franke Petry che ha però rinunciato alla corsa per conflitti interni al partito. Netto il suo post su Facebook ad aprile: «Dall’autunno 2015 non esiste più una strategia comune, l’immagine esterna che diamo è caratterizzata da provocazioni massimaliste non concordate di pochi nostri rappresentanti».

Una spaccatura nell’estrema destra che secondo i sondaggi polarizza il confronto tra i primi due partiti di Germania. Si prospetta quindi un duello senza esclusione di colpi tra Angela Merkel e Martin Schulz. In attesa di entrare nel vivo della campagna elettorale, si può già fare un’analisi sulle posizioni dei due candidati sul tema del lavoro.

Angela Merkel

Angela Merkel

Angela Merkel, madre del Paese e dello status quo
Disoccupazione in calo ed economia stabile. È sui numeri che, secondo gli esperti, si giocherà la strategia elettorale di Angela Merkel. La cancelliera di 62 anni, dopo la vittoria alle elezioni del Nord Reno-Vestfalia, roccaforte dei socialdemocratici, ha inquadrato i temi della campagna in vista del voto. Una sfida ha spiegato Merkel in conferenza stampa «incentrata sul futuro del lavoro e sulla giustizia sociale».

In particolar modo rispetto al lavoro Merkel vuole tutelare le nuove generazioni dal precariato attraverso un programma, ancora in via di definizione, che porrà in risalto il tema dell’equità intergenerazionale. Tanto che la cancelliera si è detta favorevole a sostenere in Europa la nascita di un «Erasmus dell’occupazione». La scommessa, insomma, sembrano essere i giovani. Secondo un sondaggio dell’Istituto Forsa la cancelliera ha il 47% di consensi tra i votanti nella fascia di età 18-21 anni mentre il suo rivale socialdemocratico Martin Schulz arriva solo al 29 per cento. Prevale tra i ragazzi l’idea della “Die Mutti” (la Mamma) ovvero Angela Merkel come madre del Paese in cui sono cresciuti.

Dalla parte della cancelliera giocano soprattutto i risultati positivi sul mercato del lavoro: la disoccupazione è in calo e i salari sono stabili. Ad aprile, secondo la Bundesagentur für Arbeit, l’agenzia federale per l’impiego, il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,8%, al livello più basso dalla riunificazione del Paese. Merkel si propone così come la candidata dello status quo e sta scommettendo sul fatto che la maggioranza dei tedeschi sia soddisfatta. Lo slogan della campagna ufficiale è quindi tradizionale come la CDU: la libertà, la prosperità, la sicurezza e, vien da aggiungere, nessun esperimento.

Martin Schulz

Martin Schulz

Martin Schulz, il potente rimasto umile che vuole rifare l’Agenda 2010
«Contratti a tempo indeterminato», «pensioni di solidarietà» e «assegni di disoccupazione più lunghi» per «costruire famiglie e fare progetti per il futuro anche nei momenti di difficoltà». Sono questi i primi tre grandi impegni di Martin Schulz, 61 anni, candidato socialdemocratico (Spd) a cancelliere di Germania. Nel suo programma ha presentato un progetto di riforma del lavoro il cui obbiettivo è solo uno: smontare l’Agenda 2010.

L’ex presidente del Parlamento Europeo vuole ripensare il pacchetto di riforme del lavoro introdotte dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder nel 2003. Schulz punterà sulla necessità di contrastare le disuguaglianze sociali e ha promesso di restringere la forbice tra i ricchi e chi, pur lavorando, ricorre all’assegno sociale. Non a caso Schulz vuole introdurre un tetto massimo agli stipendi dei dirigenti d’azienda, prospetta una pensione di solidarietà estesa e si schiera in favore dei contratti a tempo indeterminato che giudica «una questione di rispetto tra lavoratori e datore di lavoro».

In campagna elettorale lo si vede spesso visitare le fabbriche e parlare con i lavoratori a cui racconta la propria esperienza personale: di umili origini ha vissuto in gioventù un periodo di disoccupazione da cui è uscito solo con un impiego come bibliotecario. Un riscatto passato anche attraverso la militanza politica e culminato con la nomina a presidente del Parlamento Europeo. In breve un candidato che propone l’immagine del potente rimasto persona semplice. Il suo motto? «Tempo per maggior giustizia. Tempo per Martin».

L'autore

Diana Cavalcoli

Diana Cavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione