Capo carismatico o manipolatore? La leadership in tv


Regine, politici e boss: alcuni dei protagonisti più amati delle serie televisive seguite da milioni di telespettatori


Capo carismatico o manipolatore? La leadership in tv

Serie Tv che guardi, leadership che trovi. Nel copione di ogni show del piccolo schermo è sempre possibile rintracciare tra i protagonisti il leader carismatico. Prende le decisioni, guida il team, si assume la responsabilità delle sue azioni e si pone come modello per gli altri personaggi nel bene e nel male.

Tra caratteri eroici e figure ambigue, abbiamo selezionato i leader delle più famose serie tv in circolazione. Personaggi che ben rispondono alla storica descrizione del sociologo Simon Sinek durante il TED Talk 2009: «Soltanto i leader sanno ispirarci. Seguiamo coloro che ci guidano non perché dobbiamo ma perché vogliamo».

 the-walking-deadThe Walking Dead: Rick capobranco
In The Walking Dead, serie tv tratta dalla graphic novel di Robert Kirkman, Rick Grimes è il leader della comunità dei sopravvissuti all’apocalisse zombie che ha colpito il pianeta terra. Rick è astuto e carismatico, doti che fanno di lui un leader naturale. Da ex poliziotto è esperto nell’uso delle armi da fuoco, nel combattimento corpo a corpo e ha un forte senso della gerarchia e del dovere.

Nel corso delle stagioni lo vediamo assumere sempre maggiori responsabilità all’interno del gruppo dei superstiti fino a diventare il capo della comunità. In parallelo, però, a causa della vita violenta diventa sempre più spietato. Una caratteristica che se da una parte lo fa apparire meno umano dall’altra lo rende rispettato e temuto dai nemici. Centrale nella leadership di Rick il forte senso di appartenenza alla squadra, al branco. Lo si vede più volte incoraggiare i compagni a non agire in solitudine e per interesse personale.

game-of-thrones-daenerys-targaryen-emilia-clarkeGame of Thrones: Daenerys, leader del confronto
La madre dei draghi, Daenerys Targaryen, è il leader femminile per eccellenza nella serie tv HBO Game of Thrones tanto da essere spesso indicata come modello femminista. In principio fragile e passiva diventa forte e risoluta dopo le prime stagioni. Come reggente di Meereen, città da lei conquistata nel Continente Orientale, si dimostra abile nel trasformare le difficoltà in opportunità senza dimenticarsi di ascoltare i bisogni del popolo. La vediamo spesso intrattenere conversazioni con consiglieri o rappresentati locali e il suo atteggiamento di apertura si riflette anche nella scelta di ingaggiare come stratega Tyron Lannister.

La leadership di Daenerys è basata sul rispetto e sulla capacità di fungere da esempio. È il caso della reclusione dei suoi draghi, Rhaegal e Viserion, divenuti troppo aggressivi per essere lasciati liberi. Una scelta sofferta, presa per proteggere la popolazione di Meereen, che conferma l’immagine di Daenerys come leader altruista che mai antepone i propri bisogni a quelli collettivi.

house-of-cardsHouse of Cards: leader manipolatore
Frank Underwood è il leader manipolatore e diabolico della serie americana House of Cards – Gli intrighi del potere. Una produzione di Beau Willimon basata sull’omonimo romanzo di Michael Dobbs. Frank, interpretato dall’attore Kevin Spacey, è un ambizioso deputato del Congresso nel V Distretto della Carolina del Sud, vuole fare carriera ed è disposto a tutto per diventare Segretario di Stato. Per la sua intelligenza politica Frank è temuto e rispettato dai colleghi e dagli oppositori.

Emblema dell’ambizione di Frank, il discorso che apre la quarta stagione: «Dicono che abbiamo i leader che ci meritiamo. Bene, ecco quello che penso meriti l’America. Un leader che non abbia paura di guardavi negli occhi e dirvi ciò che pensa. Credo nel mettere al primo posto le persone. Credo nel mettere l’America in pista. Credo nell’apertura delle porte. E sono disposto a lavorare con entrambe le parti in modo che tutti noi otteniamo quello che vogliamo. Dicono che abbiamo i leader che ci meritiamo? Credo che l’America meriti Frank Underwood. E nel tuo cuore, tu sai che ho ragione».

the-crownThe Crown: Elisabetta leader silenziosa tra duty e feelings
Un continuo bilanciamento tra sentimenti e dovere. È questa la vita da leader di Elisabetta II in The Crown, tra le serie Netflix di maggiore successo del 2016. Elisabetta è una figura inizialmente delicata e silenziosa. Prima offuscata dalla presenza ingombrante del padre e poi da quella del Prime Minister, con il passare delle puntante la regina acquista consapevolezza. Comprende il peso della Corona e scopre cosa significa essere il Capo della Chiesa Inglese.
Da leader impara a distinguere cosa deve fare, come agire, cosa è giusto e soprattutto cosa non lo è. Le sarà chiara in più occasioni la necessità di tacere, «il lavoro più difficile di tutti», come lei stessa ammetterà durante la serie.

ciro-di-marzio-genny-savastanoGomorra: Ciro, leader assetato di potere
Ciro Di Marzio è il leader assetato di potere della serie Gomorra, basata sull’omonimo best seller di Roberto Saviano. Cresciuto nel contesto criminale di Napoli è un uomo deciso, sprezzante e astuto: sin da giovane ha l’attitudine giusta per gestire gli affari del clan camorristico. Le sue doti da leader sono da subito apprezzate da don Pietro Savastano che lo considera il suo braccio destro. Ciro però ha autonomia di pensiero e fame di potere e dopo l’arresto del boss diventa spietato. Agisce nell’ombra per portare gli appartenenti al clan verso una guerra intestina.

L’obiettivo di Ciro è quello di diventare capo clan al posto di Genny, figlio di Savastano, e per raggiungere la meta sarà disposto a tutto. Traditore e uomo di camorra, Ciro non segue la vecchia mentalità, ma sceglie l’arrivismo spietato e senza scrupoli dell’individualismo criminale. È pero leader nella capacità di stringere alleanze. Caso emblematico la nascita dell’associazione tra camorristi da lui promossa per regolare la spartizione di territori e denaro.

 breaking-bad-heisenbergBreaking Bad: Walt, boss oscuro e carismatico
Breaking Bad – Reazioni collaterali è una serie tv statunitense ideata da Vince Gilligan e lanciata nel 2008. La leadership del protagonista Walter Hartwell White è un prodotto dell’evoluzione della sua personalità scissa: ha un lato remissivo, quasi accondiscendente, e uno rancoroso e crudele. La serie si apre con Walt che pur essendo un chimico brillante è un professore incapace di farsi rispettare dai suoi allievi. Non ha polso e viene considerato un inetto.

Nell’arco della prima stagione vediamo Walt iniziare a produrre metanfetamina per potersi permettere le cure mediche. Colpito dal cancro, non ha infatti i mezzi per coprire i costi della chemioterapia. Stringe così rapporti sempre più stretti con la criminalità organizzata. In questo contesto spietato la personalità di Walt muta radicalmente. Nell’ultima stagione il lato oscuro prende il sopravvento: il remissivo professore diventa un boss del narcotraffico e usa la sua intelligenza per mettere in soggezione i sottoposti. Nonostante la crudeltà dimostrata in più episodi, il riscatto di Walt è nel finale: si sacrifica per salvare il suo aiutante Jesse durante lo scontro finale con la banda White Supremacy.

bf407974cdc55011bf7a91aa8c9fa1eeLost: Jack, mediatore razionale
Serie tv americana, creata da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber nel 2004, Lost ha tenuto con il fiato sospeso una generazione tra gli intrighi e le battaglie per la sopravvivenza dei naufraghi dell’isola. Leader indiscusso dello show il dottor Jack Shephard, ex neurochirurgo spinale, divenuto punto di riferimento dei superstiti del volo Oceanic 815.

Più che sull’autorità la leadership di Jack si basa sulla capacità di mediazione. Con la parola riesce in più occasioni a contenere le divergenze e le liti tra i naufraghi. Grazie a questa abilità di problem solving che poggia sulla logica e sulla razionalità, Jack è capace di gestire le crisi e di pianificare diverse operazioni di salvataggio. L’altra caratteristica che lo contraddistingue è il forte senso di responsabilità: dopo la fuga dall’isola, avvenuta in una delle ultime stagioni, è colpito da un esaurimento nervoso per non essere riuscito a riportare a casa tutti i naufraghi.

L'autore

Diana Cavalcoli

dianacavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione