L’insostenibile leggerezza del tempo


Il concetto di sostenibilità non riguarda solo temi economici o ambientali, ma anche la gestione delle nostre vite


L’insostenibile leggerezza del tempo

La mia tesi di maturità era dedicata al tema del Tempo: in copertina avevo inserito l’immagine degli orologi molli di Salvador Dalì (“La persistenza della memoria”), e all’interno avevo ripercorso le opere di Italo Svevo, Giuseppe Ungaretti, Nietzsche, Orazio e Seneca.

Se dovessi riscriverla oggi partirei da un’immagine diversa ma altrettanto liquida: quella dei tantissimi orologi digitali che ci accompagnano sempre e ovunque, e che dal polso al taschino della borsa, dalla scrivania al comodino, ci ricordano il trascorrere dei minuti, gli appuntamenti, la temperatura, o che un amico aspetta da noi una risposta su qualcosa – qualsiasi cosa – di più o meno importante. 
Inoltre citerei: Zygmunt Bauman, Dave Eggers, Paolo Sorrentino, Lewis Carrol, Marina Abramović, Steve Jobs, Mark Zuckerberg.

C’era una volta il tempo libero
In un long read pubblicato dal “Guardian” e riproposto da “Internazionale” nel primo numero di maggio del 2017, Oliver Burkerman spiega come tutti gli sforzi per organizzare meglio il nostro tempo ed essere più efficienti siano controproducenti, e come ci facciano sentire solo più indaffarati e stressati. «Una delle più subdole insidie dell’approccio al tempo basato sull’efficienza è che cominciamo a sentirci obbligati a usare anche il nostro tempo libero in modo produttivo, come se godersi il tempo libero per amore del tempo libero non fosse sufficiente. E così ci troviamo a viaggiare in posti sconosciuti non per il puro piacere del viaggio ma per arricchire il nostro archivio mentale di esperienze o il nostro account Instagram».

La sostenibilità nella vita di tutti i giorni
Da questa prospettiva il concetto di sostenibilità tradizionalmente legato ai temi economici, ambientali e sociali, diventa molto più complesso: riguarda la vita di tutti i giorni, la gestione del nostro tempo, la costruzione delle relazioni umane, delle nostre emozioni. Se prima – come mi ha fatto notare lo scrittore Federico Baccomo – provavamo meno emozioni in un arco di tempo più lungo, oggi non solo ne proviamo molte di più, ma in un lasso di tempo ristrettissimo, quello della lettura di un messaggino su Whatsapp o di un tweet.

Il lavoro no stop
Burkerman fa notare come spesso ci convinciamo del fatto che un giorno potremmo finalmente avere tutto sotto controllo, mentre la realtà ci dice che il lavoro è sempre più caratterizzato dall’assenza di limiti. In un articolo dal titolo “The psychological importance of wasting time” pubblicato da “Quartz”, Michael Guttridge, psicologo del comportamento sul posto di lavoro, conferma proprio questo: «Viviamo con l’idea che dobbiamo essere sempre online, e lavorare tutto il tempo. È sempre più difficile staccare e andarsene al parco. Ma gli svantaggi sono evidenti: finiamo per stare al computer ma con la testa da un’altra parte, distraendoci continuamente con i social media, e convincendoci che siamo multitasking mentre stiamo solo utilizzando più tempo di quello realmente necessario per svolgere la maggior parte dei nostri compiti».

Vivere in modo sostenibile oggi significa porre dei limiti prima di tutto a noi stessi, magari provando a lasciar scorrere il tempo lentamente ogni tanto, mettendo da parte tutti i nostri orologi molli.

L'autore

Serena Scarpello

Serena Scarpello Esperta di Media e di Digital Pr, Direttrice Responsabile del magazine di cultura del lavoro LINC per il Gruppo Manpower. È stata conduttrice televisiva per il canale finanziario di SKY Class CNBC. Si è laureata presso l’Università LUISS Guido Carli in Relazioni Internazionali e specializzata in Comunicazione Economica, Politica e Istituzionale. Ha studiato a Madrid e a Bruxelles, e lavorato per la Farnesina. Giornalista pubblicista e docente presso l’Accademia di Scrittura Tralerighe Lab, nel tempo libero organizza presentazioni letterarie, pratica yoga e SUP.


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