PSA e Intel, due volti della sostenibilità


Dall’attenzione al cliente ai tagli agli sprechi con alti impatti ambientali: essere sostenibili in modi diversi


PSA e Intel, due volti della sostenibilità

I business sono diversi, la nazione di origine è diversa (nonostante siano grandi multinazionali), i clienti sono diversi, ma entrambe fanno parte del 2017 Global Most Sustainable Corporations in the World Index di Corporate Knights, che seleziona le 100 aziende più attente allo sviluppo sostenibile. E i motivi sono molti.

«Groupe PSA ha da sempre al centro del proprio sviluppo la mobilità sostenibile. Recentemente OEKOM, un’agenzia tedesca di rating non finanziario, nella sua classifica internazionale delle imprese socialmente più responsabili ha indicato PSA come leader del settore automobilistico per il secondo anno consecutivo» osserva Carlo Leoni, Head of Communication del Gruppo PSA in Italia.

Carlo Leoni, Head of Communication del Gruppo PSA in Italia

Carlo Leoni, Head of Communication del Gruppo PSA in Italia

Le performance ambientali di PSA
«Secondo OEKOM ci siamo distinti in 4 diversi ambiti: il consumo di carburante dei veicoli, le analisi del ciclo di vita dei prodotti, gli standard sociali e ambientali nella catena di approvvigionamento e lo sviluppo di motorizzazioni alternative e di soluzioni di mobilità. Performance ambientali che garantiscono la leadership in materia di emissioni di CO2 della flotta in Europa, con emissioni medie omologate di 102,4 g/km di CO2 nel 2016, quando la media di mercato è di 118,2 g/km. Come si può vedere, per il nostro Gruppo sostenibilità dei prodotti coincide con la performance economica: i grandi investimenti in ricerca e sviluppo sono funzionali alla crescita virtuosa del business».

Argentina, India, Giordania, Ghana, Kenya, Costa Rica, Malesia, Romania, Ruanda, Filippine, Sri Lanka, Sud Corea. Sono solo alcuni dei Paesi nei quali Intel ha sviluppato progetti di sostenibilità grazie all’impegno dei propri dipendenti. Il colosso tecnologico americano è impegnato da decenni sia nella sensibilizzazione di clienti e stakeholder sia nel coinvolgimento dei dipendenti, a partire dagli oltre 7mila presenti nella sede principale. Proprio qui, nel 2013 è stato lanciato un progetto per il risparmio idrico.

Nel giro di 4 anni
è stato tagliato del 30%
l’utilizzo di acqua potabile

I progetti di conservazione energetica e lo sguardo al futuro
Ma non è tutto. «Molte delle nostre strutture di produzione sono state insignite del certificato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design)», affermano da Santa Clara. «Dal 2008, abbiamo riciclato oltre il 75% dei rifiuti totali generati dai nostri processi e i progetti di conservazione energetica, per i quali abbiamo investito più di 175 milioni di dollari, hanno portato a risparmi per oltre 3 miliardi di kWh. Siamo anche il più grande acquirente di energia green degli Stati Uniti, nel 2016 abbiamo comprato 4,3 miliardi di kWh di energia pulita, in modo da coprire il 100% dell’utilizzo di elettricità negli States, e abbiamo aumentato del 50% le installazioni di energia pulita negli edifici del Gruppo».

Non soltanto performance, servono anche sguardo rivolto al futuro e lavoro a contatto con altre aziende ed enti, spiega Leoni. «In un contesto come quello dell’automotive è essenziale condividere con altri soggetti i progetti di sviluppo sostenibili, soprattutto in ambiti sempre in evoluzione come, ad esempio, quelli legati alla mobilità elettrica. Cito l’ultimo, appena partito, GridMotion, un progetto di ricarica intelligente per ridurre i costi di utilizzo. Per analizzare meglio questo aspetto della motorizzazione elettrica, Groupe PSA, Enel ed altri partner come Direct Energie (il terzo polo francese dell’elettricità e del gas), Nuvve (società statunitense focalizzata sul bilanciamento dei costi di utilizzo delle auto elettriche), Proxiserve (gruppo francese leader dei servizi per l’habitat) e l’Università Tecnologica di Danimarca testeranno soluzioni di carica intelligente che possa avvenire negli orari in cui il prezzo dell’elettricità è più basso sfruttando i momenti di surplus di produzione elettrica sulla rete».

I dipendenti di Intel nell'headquarters di Santa Clara, in California

I dipendenti di Intel nell’headquarters di Santa Clara, in California

Intel punta su equilibrio e inclusione
Ma per Intel (nella foto in evidenza) la sostenibilità è anche una questione di equilibrio e inclusione. «Nel 2015 ci siamo dati un obiettivo ambizioso: essere la prima azienda high-tech a avere una piena rappresentazione femminile e delle minoranze etniche nella nostra forza lavoro entro il 2020», spiegano da Santa Clara. «Per farlo, abbiamo stanziato 300 milioni di dollari, in modo da accelerare l’inclusione sia in Intel sia nell’industria tecnologica e nel 2016 oltre il 46% dei nuovi assunti è donna o di una etnia sottorappresentata. Il nostro successo futuro dipende dalla piena rappresentazione di diverse prospettive ed influenze creative: Intel è impegnata nello sviluppo di una cultura in cui i dipendenti possano portare tutte le proprie esperienze a lavoro. Così possiamo essere innovativi e far progredire la nostra azienda». Essere sostenibili significa anche questo.

L'autore

Stefano Glenzer

Stefano Glenzer Giornalista professionista, laureato in filosofia a Pavia e a Pisa, è specializzato in tematiche economico-finanziarie e in Corporate Communications