Mobilità sostenibile, l’Italia in marcia


Gli esempi virtuosi di Milano, Trento, Bolzano e Como. Mentre a Roma è fermo il Grande raccordo anulare delle bici


Mobilità sostenibile, l’Italia in marcia

La rivoluzione è, prima di tutto, culturale: le quattro ruote fanno spazio alle due, il diesel al metano, le corsie automobilistiche a quelle ciclabili. E anche l’Italia inizia a marciare verso una mobilità sostenibile. Come conferma il Rapporto di Euromobility sulla “Mobilità sostenibile nelle principali 50 città italiane”, i veicoli a basso impatto alimentati a Gpl e Metano hanno raggiunto l’8,6% del parco nazionale circolante e quelli ibridi ed elettrici sono aumentati del 37,6% rispetto all’anno precedente.

E anche la mobilità condivisa va bene: secondo il primo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, il car sharing conta più di 700mila iscritti, 5.764 veicoli e 29 città interessate, mentre il bike sharing è attivo in oltre 200 città con quasi 14mila bici condivise. Insomma: muoversi green piace.

car-sharing-elettrico mobilità sostenibileMilano, la città più eco-mobile
Piace così tanto che finanche la città che più di tutte era sinonimo di traffico e smog – Milano – si distingue oggi per essere la più «eco-mobile» dello Stivale. Da diversi anni, infatti, il Comune sta attuando politiche sulla mobilità volte a ridurre l’impatto negativo delle auto sulla vita dei cittadini, raggiungendo risultati importanti in termini di qualità della vita, fruibilità e riduzione del traffico.
In particolare, a Milano è stata aumentata la flotta del car sharing – da 2.944 auto a 3.300 (+ 11%) – e si sta lavorando per sviluppare il car sharing «station based», il sistema di auto condivise a postazione fissa che rende il servizio declinabile anche in ambito aziendale e condominiale.

mobilità sostenibile bike-sharing-2246851_960_720Il bike sharing, a sua volta, ha superato la soglia dei 22mila prelievi e dei 60mila abbonati e a breve partirà il “bike sharing free floating” o “a flusso libero” che si affiancherà alle 4.650 bici gialle e rosse già presenti in città per dare ulteriore sviluppo all’uso delle due ruote anche in periferia. A completare il quadro: Area C, uno strumento che ha consentito di ridurre gli ingressi dei veicoli nella cerchia dei bastioni (il centro città, per i non milanesi) dell’8%, con la diminuzione del 30% del traffico, e il rafforzamento del traporto pubblico.

Dallo scorso gennaio, infatti, è attivo il servizio “Buongiorno Milano” che garantisce l’apertura del metrò tutti i giorni all’alba, anticipando l’orario di circa mezz’ora da tutti i capolinea. Un servizio di cui usufruiscono ogni settimana, secondo i dati forniti da Atm, circa 30mila persone. Entro il 2030, poi, si intende estendere ulteriormente l’area coperta dal trasporto pubblico (+33% dei km) per raggiungere le zone della città metropolitana non ancora sufficientemente servite, realizzando, già nel 2026, ben 149 stazioni e 128,8 km. Da non dimenticare, anche la costruzione di una nuova linea metropolitana: la M4, e il potenziamento della M1 e della M5, con il prolungamento delle tratte.

L'assessore Marco Granelli

L’assessore Marco Granelli

«Per far crescere Milano sotto il profilo della mobilità e dei trasporti abbiamo preso a modello le principali città europee» dichiara a LINC l’assessore a Mobilità e Ambiente del Comune di Milano, Marco Granelli, spiegando come questa visione si sia tradotta in una serie di misure e di investimenti tra loro sinergici. Per l’assessore il potenziamento del trasporto pubblico, la moderazione del traffico e della velocità, la maggiore qualità dei veicoli che attraversano la città, la convivenza fra mezzi di trasporto diversi sia in termini di velocità degli spostamenti, tema sul quale i milanesi sono fortemente sensibili, che di qualità della vita, pensando all’aria che respiriamo e alla sicurezza degli abitanti «sono tutti strumenti fondamentali per creare condizioni di vita e di mobilità per la nuova Milano e per la sua area metropolitana».

Sappiamo che ogni giorno
più di un milione di city users
arriva e esce dalla città

Un tessuto compatto e capace di generare nuova ricchezza e coesione sociale, ma che va gestito. Il numero delle auto di proprietà a Milano, infatti, si attesta su una media di circa 51 auto per 100 abitanti, mentre a Parigi, è di 25 su 100 e a  Berlino di 29 su 100, dunque su questo possiamo e dobbiamo ancora lavorare. Per farlo, puntiamo su due concetti: “connessione” intesa sia tra città e periferia che tra veicoli a motore e diversi sistemi di trasporto, pubblici e privati, e “condivisione”, ovvero “sharing”, che si tratti di biciclette o di auto».

metro3Ancora: qualche settimana fa è stato adottato il Piano urbano per la mobilità sostenibile che affronta in modo sistematico due grandi nodi della mobilità milanese, la congestione e l’inquinamento, con visione a 10-15 anni. Uno strumento che ribadisce il costante sviluppo del trasporto pubblico e introduce la novità della «Circle Line» che prevede un potenziamento del passante ferroviario con più frequenza e più fermate per favorire i collegamenti fra le linee metropolitane. Infine, il passaggio, da qui al 2021, da 215 a 300 km di piste ciclabili con un investimento di 32 milioni di euro e il potenziamento delle colonnine e delle aree per la mobilità elettrica che arriveranno a contare 1.336 punti potenziali di ricarica per 738 stalli, le cosiddette «isole digitali».

Gli esempi di Trento, Bolzano e Como
Ma non solo Milano. A distinguersi sono anche altre città italiane, come Trento e Bolzano con i circa 500 chilometri di piste ciclabili per ciascuna Provincia Autonoma. A Bolzano, solo in città, è possibile percorrere ben 48 km in bici mentre in Trentino, a luglio, è stato lanciato un cicloconcorso promosso dall’assessorato alle Infrastrutture e Ambiente della Provincia che premia chi va a lavoro in bicicletta.

Il Bicigrill di Trento

Un Bicigrill del Trentino

Chi sceglie la via green per raggiungere l’ufficio, infatti, riceverà in premio diversi doni, come una tessera scalare da utilizzare sui mezzi di trasporto pubblici del Trentino, una guida alle piste ciclabili del territorio e un buono per una consumazione nei Bicigrill (nella foto in evidenza), i punti di sosta e ristoro formato bike nati qui quasi vent’anni fa. Ma la vera sfida resta sempre riuscire a percorrere in bici almeno 100 km, da marzo a settembre, registrando periodicamente il percorso fatto sul sito Trentinopedala o attraverso l’omonima App.

E un progetto simile è quello ideato a Como dalla startup Step App nell’ambito dei Green Job di Fondazione Cariplo e InVento Lab, la prima B Corp che si occupa di education sui temi dell’imprenditorialità ambientale e sociale rivolta ai giovani degli istituti superiori, con il coinvolgimento di 30 scuole, 59 classi e più di 1.200 studenti. I ragazzi dell’Istituto superiore “Carcano” di Como, infatti, hanno ideato un’applicazione che conta i passi degli utenti e li monetizza. In pratica, più si cammina e più si risparmia con sconti disponibili nei negozi aderenti. Basta cliccare su logo del negozio nella galleria sconti dell’App per avere tutte le indicazioni sulla modalità di spesa. E l’obiettivo è estendere il progetto anche ad altre città, favorendo un rilancio sostenibile che parta dal basso e dalle nuove generazioni.

Giulia Detomati, CEO di InVento Lab

Giulia Detomati, CEO di InVento Lab

«Come CEO di InVento Lab ho seguito in questi anni lo sviluppo di più di 60 progetti green, alcuni dei quali sulla mobilità sostenibile. Diversi sono degni di nota e risolvono problemi sia sociali sia ambientali: si va da progetti che promuovono la condivisione dei passaggi in macchina in territori che la sera sono poco serviti dai mezzi, ad altri che, come Step App, incentivano la mobilità a piedi e in bicicletta» spiega Giulia Detomati, CEO di InVento Lab, ricordando che puntare sulla mobilità sostenibile, in una città come Como, significa «avere a cuore il proprio centro storico, gli abitanti e la rivitalizzazione turistica».

Rossella Muroni, presidente di Legambiente

Rossella Muroni, presidente di Legambiente

Il Rapporto Mobilità sostenibile e la posizione di Legambiente
Del resto, come conferma Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, «è importante poter contare sulla società reale: è da lì che partono le rivoluzioni. Sono i comportamenti dei cittadini a orientare l’innovazione d’impresa e, mi auguro, il progresso politico e normativo, perché su questi aspetti siamo ancora molto, troppo, indietro». I dati pubblicati nel Rapporto Mobilità sostenibile in Italia sono rincuoranti, ma ben lontani da quelli di altre capitali europee. «Standard a cui dobbiamo puntare – continua Muroni – esigendo cambiamenti profondi. Favorire la ciclabilità urbana, ad esempio, non vuol dire solo costruire nuove piste ciclabili, ma modificare la struttura stessa delle città».

Secondo Muroni, infatti, in Italia si sconta ancora un difetto culturale rispetto alla mobilità, sia a livello pubblico che imprenditoriale: «Pensiamo alla Fiat, che ha scelto di non puntare sull’elettrico, alle grandi città in cui d’estate diminuiscono le corse degli autobus o al fatto che, anziché promuovere una mobilità green, si continuano a dare incentivi ai camion». E a questo si aggiunge il calvario dei pendolari.

Circa 2 milioni di persone
vivono quotidianamente
un’esperienza surreale

Sono i pendolari che viaggiano in treni che sono come carri bestiame. «Persone che vanno aiutate a muoversi meglio, in maniera intelligente e sostenibile, incentivandole a scegliere il treno. E questo, soprattutto al Sud, dove le difficoltà sono maggiori» – affonda Muroni.

stazione3Secondo il rapporto Pendolaria, infatti, le risorse dello Stato per far circolare i treni regionali sono state ridotte del 19,1% tra il 2009 e il 2016 e solo qualche Regione ha investito per garantire il servizio. Nel Meridione si riscontra la condizione peggiore: se in Lombardia si contano 712 mila pendolari (+1,3%) e in Alto Adige si è passati, grazie alle linee riqualificate, da 11mila pendolari nel 2011 a quasi 32mila nel 2016, in Calabria si segna il -26,4% di treni in circolazione che corrisponde a quasi un terzo di passeggeri in meno, in Campania si contano -15,1% treni circolanti e -40,3% di passeggeri. Oltre 1.120 km di ferrovie, inoltre, sono stati cancellati e 412 km restano inagibili.

Infine, guardando alle città, «se Milano – ammette Muroni – merita un plauso già solo per aver dato avvio a una profonda rivoluzione culturale con l’introduzione di Area C, Roma è da bacchettare: il Grab, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, che ha già ricevuto finanziamenti ed è stato premiato anche a livello internazionale, è completamente fermo. Non siamo in grado di fare neanche questo».
Insomma, arriverà un giorno in cui la mobilità sostenibile sarà realtà diffusa anche in Italia. In tutta l’Italia. Nel frattempo, non resta che affidarsi al senso civico dei cittadini, specie a quello dei trentenni. «Perché – conclude la presidente di Legambiente – sono loro il motore propulsivo della nuova rivoluzione green, quella parte di società determinata a cambiare. E a farlo per davvero».

 

L'autore

Silvia Pagliuca

Silvia Pagliuca Giornalista professionista e Comunicatore pubblico, è laureata in scienze e tecnologie della comunicazione, con Master in management della comunicazione sociale, politica e istituzionale e Master in giornalismo presso il campus IULM - Mediaset. Scrive di lavoro, startup, innovazione e imprenditoria per Corriere della Sera, Corriere Imprese e Corriere del Trentino. Collabora come copywriter e consulente in comunicazione per diverse realtà pubbliche e private.