La banca si fa bandiera di sostenibilità


Intesa Sanpaolo confermata per il settimo anno in Dow Jones Sustainability Index Europe e World


La banca si fa bandiera di sostenibilità

Una banca italiana tra le aziende più sostenibili. In un contesto mondiale caratterizzato dal riscaldamento climatico e dall’aumento delle diseguaglianze sociali, i grandi gruppi aziendali si trovano di fronte alla sfida della sostenibilità, cui non possono sottrarsi dato l’impatto della loro attività. Il primo gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo ha ottenuto un importante riconoscimento nell’ambito di queste politiche etiche venendo inserita nell’indice Dow Jones con punteggi molto elevati.

L’adesione a importanti iniziative internazionali, come il Global Compact delle Nazioni Unite e gli Equator Principles, volte a promuovere il dialogo fra imprese, organismi sovranazionali e società civile e a perseguire il rispetto dell’ambiente e dei diritti umani, è uno degli elementi che ha portato la banca al riconoscimento ottenuto per il settimo anno consecutivo.

Non solo. Intesa Sanpaolo è stata inserita, unica azienda italiana, nella classifica delle 100 imprese più sostenibili al mondo stilata da Corporate Knights, la rivista canadese specializzata in capitalismo sostenibile. La classifica è stata presentata a Davos nell’ambito del World Economic Forum ed è frutto di un’analisi che ha preso in esame 3mila imprese a livello mondiale. L’analisi si è svolta sulla base di undici indicatori che riguardano l’ambiente, le risorse umane, la politica delle retribuzioni, l’impegno del management per la sostenibilità, l’innovazione e la trasparenza.

Il riconoscimento è ancora più significativo perché, oltre alla banca italiana, sono solo altre sei quelle presenti nella classifica, complice la crisi finanziaria che lo scorso anno ha minato in modo significativo la credibilità del settore. Ne parliamo con Elena Flor, alla quale fa capo il Corporate Social Responsability del gruppo bancario con sede a Torino.

Elena Flor

Elena Flor

Qual è il livello di coinvolgimento dei dipendenti della banca nelle politiche di responsabilità ambientale?
«Una delle nostre attività su cui stiamo puntando maggiormente è quella della comunicazione interna, che viene fatta su vari canali: le applicazioni, gli house-organ, sia italiani che esteri. Prendiamo spunto da notizie o iniziative del gruppo, per coinvolgere i dipendenti. Per esempio, dopo il riconoscimento ricevuto dal gruppo sulla sostenibilità, abbiamo fatto informazione interna spiegando che cosa sono gli indici di sostenibilità Dow Jones, che cosa valutano. Sono attività a cavallo tra comunicazione e formazione».

Quali aspetti del lavoro dei dipendenti vengono investiti da questa opera di sensibilizzazione?
«È un’opera di sensibilizzazione delegata direttamente al principio di autoresponsabilità, insito nel nostro codice etico. Il nostro codice etico è un codice di valori e principi a cui si devono ispirare le azioni del gruppo nel suo complesso ma in primo luogo di tutti i collaboratori. Ogni struttura e ogni singolo dipendente è libero di portare avanti quell’insieme di principi e valori del comportamento. È chiaro che la conoscenza è molto importante all’interno del gruppo per poter applicare il codice etico. Il coinvolgimento non è solo normativo».

Quali sono i ritorni in termini di appetibilità per i clienti dei principi di sostenibilità?
«Credo sia molto importante per i clienti riconoscere certi comportamenti. Le iniziative del gruppo per il sostegno alle vittime di terremoti e alluvioni sono importanti per la clientela. La sostenibilità ambientale, sia per quanto riguarda la diminuzione dell’impatto, sia per le azioni di stimolo della green economy, ha un ritorno in termini di appetibilità per clienti. Così come la possibilità di investire in fondi socialmente responsabili.

Siamo stati i primi in Italia
a offrire la possibilità
di investire in fondi etici

Sono iniziative che portano affari, con volumi documentati. L’anno scorso ci sono state erogazioni alla green economy per 1,7 miliardi di euro. Circa il 3% del totale annuo. L’emissione del green-bond a giugno ha raccolto richieste per oltre due miliardi di euro. I vantaggi aziendali non sono solo in termini di immagine e reputazione, ma incidono direttamente sugli affari del gruppo».

intesa-san-paolo-1Siete stati premiati anche per la politica di inclusione dei disabili e di genere. In che cosa si esplicano e quando sono state introdotte?
«Siamo anche entrati nell’indice che riguarda questi temi. Il quattro per cento dei dipendenti Intesa Sanpaolo è composto da lavoratori disabili. L’1,6 per cento circa di categorie protette. Dobbiamo anche rispettare dei requisiti normativi minimi, le leggi specifiche. Stiamo lavorando da tempo sui temi della accessibilità delle filiali e delle strutture. Non solo nei confronti dei dipendenti, ma anche dei clienti. Stiamo portando avanti iniziative di formazione specifiche per dipendenti ipovedenti. Per quanto riguarda il gender, le donne rappresentano il 54 per cento dei dipendenti. Nell’ultimo triennio le promozioni femminili sono state superiori alle promozioni maschili. Sicuramente si parte da una situazione dove nelle posizioni di vertice prevalgono le figure maschili, ma si sta andando progressivamente a promuovere la componente femminile. Ci sono tutta una serie di iniziative per la conciliazione casa-lavoro, il lavoro flessibile, che vanno in questa direzione. Si può lavorare da casa fino a otto giorni al mese. Circa 5.700 persone sono interessate da queste politiche aziendali. C’è il part-time, diffuso particolarmente tra le donne. Nel grattacielo di Torino dove lavoro io stessa c’è un nido aziendale. Chiaro che si parte da una situazione di predominanza maschile».

L'autore

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli