Se i talenti dominano il cambiamento


L’innovazione e la formazione dei giovani al centro dell’incontro con Pietro Guindani, presidente Vodafone Italia


Se i talenti dominano il cambiamento

“Attaccare l’aratro alle stelle”. Pietro Guindani, presidente Vodafone, ricorda il proverbio arabo durante l’incontro che si è svolto alla sede milanese di ManpowerGroup con il presidente Area Mediterranea, Nord ed Est Europa Stefano Scabbio (nella foto in evidenza, un’immagine dell’incontro) ed è ha avuto come tema la ricerca del talento in un momento di grande cambiamento. La frase ha guidato la campagna Omnitel del 1995. Dunque gli albori della digitalizzazione. «Anche creare reti di connessione è un po’ come arare un terreno», spiega Guindani.

C’è un altro aspetto che riguarda il proverbio arabo e guida le politiche aziendali: avere radici locali e obiettivi globali. Essere aperti, nella ricerca dei talenti, alla multiculturalità, alla ibridazione di esperienze diverse. Questo consente di portare al cliente il meglio dell’innovazione globale facendoglielo sentire come qualcosa che nasce vicino a lui, dietro la porta di casa.

19Cambiano le regole del gioco
Le sfide sono molte. Internet delle cose, Cloud: sono solo alcune delle novità che stanno cambiando il modo di vivere della gente oltre che il mercato. Lo stesso mondo delle telecomunicazioni sta di nuovo cambiando: oggi ci sono operatori di messaggistica gratuita, come Whatsapp, che sostituiscono gli operatori tradizionali. La matematica, la fisica e il linguaggio dei computer sono sempre più fondamentali. Introdurre una novità nel passato richiedeva tempo e coinvolgeva catene decisionali complesse e rigide.

Oggi tutto avviene in modo fluido e rapido. La sperimentazione avviene grazie a modelli matematici, a simulazioni con il computer. Guidani, che fa parte del consiglio di amministrazione Eni, ricorda il caso del grande giacimento di gas trovato in Egitto. Là dove altri si erano arresi, Eni ha trovato un giacimento applicando modelli matematici nell’analisi dei fondali marini. Senza spendere milioni in trivellazioni, ma semplicemente inserendo dati in un computer.

La platea durante l'incontro di Stefano Scabbio e Pietro Guindani

La platea durante l’incontro di Stefano Scabbio e Pietro Guindani

La formazione e l’alternanza scuola-lavoro
Si è parlato naturalmente di formazione. In particolare della novità introdotta dalla “buona scuola” dell’ex premier Matteo Renzi: l’alternanza scuola-lavoro. Diversamente dalla Germania, il Paese che ha ispirato la riforma, in Italia è mancata una strategia, una “cabina di regia”. Soltanto una percentuale ridotta degli impieghi trovati dagli studenti sono stati portati avanti in realtà professionali. Altre esperienze hanno riguardato associazioni di volontariato o culturali.

Guindani si è tenuto lontano dalla parola “fallimento” per mantenersi sempre in un ambito di positività: «La legge è ancora in fase sperimentale, iniziale, anche se ha coinvolto fin da subito migliaia di scuole su tutto il territorio nazionale», ha detto. La cosa importante è l’avvicinamento dei ragazzi al mondo del lavoro che consente di orientare le loro scelte di studio. Questo fa sì che siano candidati migliori quando si avvicinano alle aziende, alla fine del loro percorso formativo.

Le aziende «più orientate verso il futuro» hanno tutto l’interesse a far sì che la riforma decolli, e non solo – secondo Guindani – per una ragione di responsabilità sociale, che già basterebbe, ma anche egoistica. Uno dei temi evocati è stata la paura del futuro. Secondo Guindani, spesso prevale un messaggio di incertezza e minaccia nella percezione del futuro. Un atteggiamento, in parte veicolato dai mezzi di comunicazione, che non possiamo permetterci se vogliamo essere un Paese competitivo nel grande cambiamento in atto nel pianeta.

Stefano Scabbio e Pietro Guindani

Stefano Scabbio e Pietro Guindani

La visione ottimistica del cambiamento
Il problema non riguarda solo l’Italia. Eventi come la Brexit e l’elezione di Donald Trump sono la spia di un sentire diffuso e forte. Che viene proprio da Paesi guida del processo di cambiamento.
Quanto invece le aziende sono state responsabili di una percezione del futuro non sempre positiva? In fondo il cambiamento è stato veicolato da loro. «I ritrovati scientifici e tecnologici emersi negli ultimi anni hanno avuto un effetto dirompente sull’economia e la società», osserva Guineani, secondo cui «il cambiamento va visto in chiave positiva perché la società si evolve quando si evolve la conoscenza».

Tuttavia il cambiamento in atto è stato molto rapido e massivo e la gestione da parte delle aziende non può che essere un percorso: «Bisogna fare tutta una serie di scelte difficili che non si può pensare siano corrette sin dal giorno uno». Il processo di apprendimento continuo che caratterizza la vita dei lavoratori nelle aziende oggi è interattivo. Non c’è una conoscenza che viene calata dall’alto in modo fisso e unidirezionale. Si parla molto di reverse mentoring: «Non si dice più I teach, ma You learn». Guindani fa l’esempio dei figli che gli sono stati molto utili per capire come i servizi della Vodafone si adattavano alla realtà dei clienti.

La stessa cosa avviene in azienda, dove i lavoratori più avanti con gli anni interagiscono con quelli più giovani da un punto di vista meno gerarchico. Esiste una tendenza a resistere al cambiamento, ad arroccarsi in una posizione di potere rispetto alle nuove generazioni, ma è una scelta miope. Se si vuole sopravvivere alla mutazione tecnologica, conclude Guindani, bisogna saper dare spazio a chi ha competenze perché «in caso contrario, si diventa un problema per l’azienda e si viene fatti fuori».

L'autore

Antonio Armano Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere dopo il crollo del Muro viaggiando in Est Europa e studiando lingue slave. Collabora e ha collaborato con diverse testate, tra cui il Venerdì di Repubblica, Il Sole-24 Ore, Il Secolo XIX, Touring Magazine, Fatto Quotidiano. È stato redattore di Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano uscito nel 2011-2012 e diretto da Riccardo Chiaberge. Ha pubblicato "Hotel Mosca", "Vip. Voghera important people", "Maledizioni" e recentemente "Sex Advisor". Insegna italiano in una scuola per stranieri dell'associazione Arcobaleno ed è nella giuria del premio letterario intitolato a Guido Morselli