Viaggio sostenibile, addio all’estate cafona


Nella Giornata mondiale del turismo, LINC incontra le realtà che lavorano per il rispetto dei territori


Viaggio sostenibile, addio all’estate cafona

La cultura del viaggio, per il benessere delle persone e del pianeta, deve essere un’opportunità e non un problema: ecco perché l’Assemblea generale della Nazioni unite ha deciso che il 2017 sarebbe stato l’Anno internazionale del Turismo sostenibile per lo sviluppo. Oggi, 27 settembre è tra l’altro la Giornata mondiale del turismo.

Il concetto di turismo sostenibile è stato introdotto nel 1988, circa un anno dopo la definizione di sviluppo sostenibile, dall’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto). Indica un modo di viaggiare rispettoso del pianeta, che non impatta sull’ambiente e sulle popolazioni locali, ma anzi, favorisce lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche.

viaggio turismo-sostenibile-2I viaggiatori sostenibili
Secondo l’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile di LifeGate ed Eumetra Monterosa il 19% della popolazione adulta è ben informato su cosa sia il turismo sostenibile e il 4%, vale a dire circa 2 milioni di italiani, organizza abitualmente viaggi e vacanze verso destinazioni selezionate secondo criteri di sostenibilità. Ma chi è il viaggiatore che pensa alla sostenibilità? La categoria più rappresentata dal punto di vista professionale è quella dei dirigenti, imprenditori e liberi professionisti con il 48%. Tuttavia il turismo sostenibile attrae larghe quote di impiegati, quadri, docenti e studenti.

Il 33% degli italiani valuta la sostenibilità di una destinazione o di una struttura ricettiva dalla possibilità di entrare a contatto con l’ambiente naturale e le peculiarità paesaggistiche del territorio. Percentuali analoghe di risposte indicano come rilevanti ai fini della scelta la possibilità di gustare le specialità enogastronomiche locali, l’offerta di cibi da agricoltura biologica e la disponibilità a venire incontro a necessità ed esigenze dietetiche particolari (allergie e intolleranze alimentari). Il 30% del campione dà importanza all’esistenza di servizi di mobilità alternativa ed ecologica per gli spostamenti sul territorio quali il noleggio di biciclette e bici elettriche, car sharing, auto elettriche e relative colonnine per la ricarica. Il 28% degli italiani, infine, privilegia il soggiorno presso strutture che siano costruite e gestite con criteri ecologici, nel rispetto del territorio in cui sono inserite.

plastic-bottle-606881_1280Il rispetto dei territori contro l’estate cafona
Ma il turismo sostenibile non riguarda solamente l’attenzione a tematiche ambientali: «È importante considerare anche quella economica sociale e culturale – commenta Maurizio Davolio, presidente dell’Associazione Italiana del Turismo Responsabile – in Italia c’è molta attenzione alla sostenibilità ambientale, un po’ meno al rapporto tra popolazioni locali e turisti». Un’evidenza, viste le numerose polemiche nate quest’estate sul comportamento dei turisti nelle città d’arte e nei luoghi di villeggiatura. «Da Venezia a Barcellona, da Roma a Firenze sono stati tanti gli episodi di incuria e mancato rispetto: bagni nelle fontane, schiamazzi, scene di sesso in pubblico, immondizia su spiagge e nei parchi. Turisti maleducati spesso accompagnati da popolazioni impreparate all’arrivo delle masse con conseguenti casi di turismo-fobia sempre più frequenti».

L’associazione promuove l’ascolto delle popolazioni locali: «Tutti devono trarre beneficio dal turismo – prosegue – anche chi non lavora nel settore, dal commercio, all’agricoltura, alla pesca, ai trasporti. Bisogna fare in modo che tutti ne traggano vantaggio». La loro proposta di sostenibilità? «La tassa di soggiorno dovrebbe essere usata esplicitamente per migliorare qualità della vita residenti e la qualità del soggiorno dei turisti. Grazie al gettito dell’imposta di soggiorno deve migliorare la città». L’associazione veicola formazione e informazione sulla sostenibilità del viaggio con incontri e un vademecum e collabora con master e corsi universitari sul comportamento responsabile del viaggiatore. E propone incontri tra turisti e popolazioni locali in Italia.

Chi premia le strutture più virtuose
Ma le realtà che nel Belpaese si occupano di turismo sostenibile e responsabile sono diverse. Anche le strutture ci pensano e molte richiedono la certificazione da enti come l’Icea (Istituto per la Certificazione Etica Ambientale), che premia le strutture turistiche che abbattono i consumi energetici, fanno un uso razionale dell’acqua e si impegnano nella riduzione dei rifiuti e nella raccolta differenziata.

piscina-hotel-le-grotte-1440x506Istituzionale e molto rigoroso è Ecolabel, che compie ora 25 anni. È il marchio della Comunità Europea che certifica il ridotto eco-impatto di beni o servizi nel loro intero ciclo produttivo. Anch’esso parte dall’auto segnalazione delle aziende ma viene poi confermato dagli esperti. Quest’anno l’hanno conquistato fra le altre strutture d’eccellenza come l’Hotel Spa Le Grotte di Genga, in provincia di Ancona (nella foto al lato), o esperimenti come l’Open 011, ostello e spazio culturale di Torino. Ma a orientare chi viaggia ci sono anche il marchio internazionale Green Globe, o le “foglie” con cui il network Lifegate, tra i primi a parlare in italia di biologico e sostenibilità, premia chi rispetta il suo Rating di Sostenibilità e il suo Manifesto del Turismo sostenibile.

Differente è l’approccio al turismo di Movimento Lento, associazione piemontese che promuove la cultura del viaggio lento a piedi o in bici, in particolare sulla via Francigena. «Abbiamo aperto una scuola di viaggio lento sulla via Francigena piemontese a Roppolo – racconta Alberto Conte – Si cammina insieme e si va dal corso di introduzione al cammino a corsi come “Bagno di foresta”, immersione curativa in natura, al corso sul viaggio in bici». Le motivazioni? Stare insieme tra persone appassionate, godersi il paesaggio e la natura e viverci a stretto contatto. E disfarsi di tutto, per un weekend ma soprattutto per un viaggio a piedi: «Magari viaggi per un mese con uno zaino da 7 kg, e ti accorgi di quanto di tutto ciò che abbiamo sia superfluo. Anche questo, in fondo, è un passo verso la sostenibilità».

L'autore

Giulia Cimpanelli

Giulia Cimpanelli Giornalista e viaggiatrice per passione e per mestiere, non ho ancora compreso per quale delle due attività nutra l'amore più profondo. Scrivo per il Corriere della Sera, mi occupo da anni di argomenti relativi a innovazione, startup, new economy e lavoro. Mentre approfondisco questi temi su testate giornalistiche, approfondisco le altre passioni, viaggi e e moda, sui social network (su Facebook e Instagram: @ioviaggiodasola @dovevofarelafashionblogger).