Tre sfide per la Settimana della sostenibilità


Giovani e mercato del lavoro, formazione continua e gender gap i temi cardine dell’iniziativa di ManpowerGroup


Tre sfide per la Settimana della sostenibilità

Preparazione dei giovani al mercato del lavoro, formazione continua e superamento del gender gap in ambito professionale. ManpowerGroup accende i riflettori su questi tre temi durante la settimana della sostenibilità. Un’iniziativa, lanciata dal gruppo, che mira a rinnovare l’impegno dell’azienda per il benessere condiviso e il progresso. «Il nostro obiettivo è semplice» racconta Jonas Prising, Chairman e Ceo di ManpowerGroup (Guarda la sua videointervista a LINC, a margine dell’evento “Skills Revolution: it’s time to develop future talent”). «Da sempre – aggiunge – crediamo che portare avanti un’attività di successo contribuisca al benessere della società. Garantire un’occupazione di qualità e di lunga durata è il cardine di quello che siamo sin dalle nostre origini».

settimana-sostenibilitaFormazione continua e innovazione, il caso Experis Tech Academy
In un report della Conferenza delle Nazioni Unite si legge che «bisogna ridisegnare i sistemi educativi in modo da creare le competenze manageriali e professionali per lavorare con le nuove tecnologie». Una sfida non semplice che ha spinto ManpowerGroup a rivoluzionare la formazione intesa come ‘allenamento’ dei lavoratori verso le professioni del futuro.

Ne è un esempio il caso di Dallara, azienda che produce vetture da competizione e da strada. «Negli anni – spiegano da ManpowerGroup – la società ha iniziato ad aver bisogno di laminatori specializzati, Cad designers, ingegneri, analisti, progettisti, programmatori e specialisti IT. Così abbiamo iniziato a formare persone per i lavori di domani». Per riuscirci il gruppo ha stretto legami con scuole tecniche, università e amministrazioni locali creando un network radicato sul territorio. Da queste sinergie è nata l’Experis Tech Academy, un training center che accoglie oltre 500 “alunni” ogni anno con l’obiettivo di potenziarne le capacità tecniche, rendendoli competitivi sul mercato. E i risultati iniziano ad arrivare: secondo gli ultimi dati il 55% dei corsisti trova lavoro proprio nel campo dell’high engineering.

Giovani pronti al mercato del lavoro: il premio “Ready for Work Award”
Per preparare le nuove generazioni alle sfide di un mercato del lavoro imprevedibile, ManpowerGroup ha deciso di presentare per la prima volta il premio “Ready for Work Award” nel contesto della JA Europe Company of the Year Competition 2017 (la premiazione nella foto in evidenza). Oltre 200 studenti hanno lavorato a progetti innovativi, realizzando business plan e scavalcando oltre 300mila partecipanti da 37 Paesi. Un modo per sfidare i più giovani, per aiutarli a mettersi in gioco e consentire loro di sviluppare le cosiddette soft skills. Tra tutte, la capacità di lavorare in squadra evitando i conflitti. Qualità dimostrate dal Team Flair di Malta, premiato a Bruxelles da Prising, per aver ideato un sistema innovativo di studio legato a delle schede-bigino: le A-cards contro lo stress da esami. «Il livello di talento era estremamente alto quest’anno – ha detto Prising durante la cerimonia – siamo elettrizzati nel vedere l’entusiasmo di questi futuri leader che hanno dimostrato di sapersi adattare, collaborare, perseverare e innovare».

settimana-3Superamento del gender gap, la Difesa Australiana
Da tempo gli esperti sostengono che per arrivare a “una cultura dell’inclusione cosciente” serve tempo ma anche capacità di darsi obiettivi concreti. E il superamento del gender gap, ovvero la disparità di trattamento tra uomini e donne sul posto di lavoro, è uno dei principali per ManpowerGroup. Tra le azioni concrete messe in campo dal gruppo c’è la collaborazione con la Difesa Australiana (ADF). Una sinergia tra pubblico e privato, che prosegue da quattordici anni e che mira ad arruolare i migliori talenti del paese indipendentemente dal sesso.

Dall’ufficiale al soldato semplice, la missione comune è garantire la parità di trattamento e al momento in Australia – fa sapere il Gruppo – una recluta su quattro è donna. Inclusione vuole però dire anche superamento degli stereotipi e capacità di accogliere persone di tutte le etnie. Per questo accanto al programma legato alle donne la Difesa lavora con ManpowerGroup anche per avvicinare al servizio militare gli aborigeni, che rappresentano il 3% della popolazione.«Stiamo cercando di raggiungere anche chi vive in zone isolate – spiega Glenn McPhee, direttore del servizio selezione reclute – ed è estremamente sfidante sia per via delle grandi distanze sia perché parliamo di persone profondamente legate al territorio di origine».

L'autore

Diana Cavalcoli

dianacavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione