Acqua, dall’emergenza allo sviluppo sostenibile


Al Primo Forum internazionale che si è svolto a Milano si è parlato del ruolo chiave della gestione delle risorse idriche


Acqua, dall’emergenza allo sviluppo sostenibile

L’acqua come risorsa e come forza distruttrice. L’acqua da gestire e da proteggere. Quella dell’acqua è un’emergenza al centro della cronaca di tutti i giorni che ripropone il tema in tutta la sua attualità. Il 27 e il 28 settembre si è svolto a Milano il Primo Forum Internazionale dell’Acqua, al quale hanno partecipato 60 esperti provenienti da 14 Paesi del mondo dal titolo “Regole dell’acqua, regole per la vita”.

Due le tematiche cruciali: il governo dell’acqua nella città e le problematiche di genere che attraversano il tema dell’acqua. Una risorsa intesa come bene giuridico e come elemento chiave dello sviluppo sostenibile. Nella prospettiva indicata dagli obiettivi dell’Agenda Globale 2030, il Forum ha affrontato, dunque, il ruolo chiave della gestione delle risorse idriche nelle aree metropolitane e l’implementazione di politiche che orientino la relazione donne e acqua.

Il sottosegretario Ivan Scalfarotto

Il sottosegretario Ivan Scalfarotto

L’innovazione aiuta la sostenibilità
Tra i partecipanti anche il Sottosegretario allo Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni Ivan Scalfarotto. «Passare dalle buone intenzioni alla prassi amministrativa è un esercizio difficile – ha detto – ma il progresso tecnologico ci indica sovente un percorso. Oggi, conciliare le esigenze di imprese e consumatori con le esigenze della sostenibilità è più facile».

L’innovazione può aiutare la sostenibilità. Secondo il sottosegretario «puntare contemporaneamente a prezzi dell’energia contenuti e concorrenziali e a una decarbonizzazione nei processi industriali e nei consumi è possibile, grazie a nuove soluzioni nella logistica e nei trasporti, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nei sistemi di accumulo, nelle tecnologie Ict e nella gestione delle reti distributive».

Oggigiorno non basta concentrarsi sulla produzione e sull’efficienza. Non si può non tenere conto della salvaguardia dell’ambiente, dell’utilizzo sostenibile delle risorse e del rispetto delle comunità locali. Questi temi sono direttamente collegati al nostro presente e al nostro prossimo futuro. Non possono essere ignorati.

Livia Pomodoro e Vincenzo Boccia

Livia Pomodoro e Vincenzo Boccia

Cosa è necessario fare, cosa si fa
«Il tema dell’acqua è strettamente legato alla qualità della vita, ma anche all’economia e allo sviluppo sostenibile di un Paese – ha affermato Livia Pomodoro, Presidente del Milan Center for food law and policy aprendo il convegno – L’imprenditoria italiana sta iniziando a mostrare grande interesse nei confronti di questo tema da un punto di vista di governance e di innovazione. Ma necessitiamo di uno sforzo maggiore di integrazione e di presa di responsabilità».

E il governo, come si muove? «Al tema della sostenibilità – prosegue Scalfarotto – è stato dedicato un tavolo di lavoro all’interno del Comitato Moda italiano, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico. È stato anche lanciato il nuovo progetto “Green Carpet Challenge Fashion Awards” (leggi l’articolo), un contest dove giovani designer e piccole imprese potranno proporre le loro creazioni a patto che siano Made in Italy e con un alto livello di sostenibilità. Il progetto contribuirà a far diventare il Made in Italy sempre di più sinonimo di “bello e – sostenibilmente – ben fatto”».

Insomma sostenibilità in tutti i settori del Made in Italy, sostenuta sì dalle imprese, ma anche dal pubblico: «La qualità della vita non deve essere solo una questione di addetti ai lavori – ha proseguito Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria – ma ci obbliga ad avere un’idea comune di un futuro costruita su un’economia circolare che superi l’ideologia secondo la quale l’ambiente è contro l’industria, e l’industria è contro l’ambiente».

acquaL’hackathon sull’acqua
Il Forum ha visto protagonisti anche i giovani che sono stati concretamente coinvolti nel
Water–Hack, il primo hackathon sull’acqua promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Cento studenti provenienti da 13 scuole italiane si sono riuniti per competere in una maratona progettuale che si è tenuta presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, con l’obiettivo di trovare soluzioni innovative per rispondere a tre grandi sfide di interesse globale e locale: la gestione delle risorse idriche nelle aree urbane e rurali, l’implementazione di politiche sensibili alle questioni di genere in relazione al diritto dell’acqua e la cooperazione internazionale e l’accesso all’acqua.

«Siamo solo all’inizio di un percorso di cambiamento nella logica della sostenibilità – ha concluso Scalfarotto – L’acqua è il fulcro del concetto stesso di questo sviluppo sostenibile che vogliamo, nonché ciò che rende evidente come nostro modello di sviluppo attuale deve cambiare in tutti settori». Scalfarotto ha ricordato i recenti uragani che hanno colpito le isole dei Caraibi e gli Stati Uniti, con una inaudita violenza, probabile segno del cambiamento climatico provocato dalle attività umane.

«L’acqua, che lì ha portato disastri – ha detto – è però anche l’esempio perfetto di ciò che dobbiamo proteggere, perché è ciò che dà la vita e che la rigenera. Spero che questi giorni di dibattito siano uno spunto per una rigenerazione del nostro modo collettivo di pensare, di produrre, di commerciare, acquistare, vendere. Per tutto il nostro agire come grande Paese civile».

L'autore

Giulia Cimpanelli

Giulia Cimpanelli Giornalista e viaggiatrice per passione e per mestiere, non ho ancora compreso per quale delle due attività nutra l'amore più profondo. Scrivo per il Corriere della Sera, mi occupo da anni di argomenti relativi a innovazione, startup, new economy e lavoro. Mentre approfondisco questi temi su testate giornalistiche, approfondisco le altre passioni, viaggi e e moda, sui social network (su Facebook e Instagram: @ioviaggiodasola @dovevofarelafashionblogger).