Tutto iniziò con un algoritmo


“Il talento (che si occupa) di AI si raggruppa là dove ci si aspetterebbe e dove non ci si aspetterebbe di trovarlo” 



Tutto iniziò con un algoritmo

Dalle auto che si guidano da sole alle predizioni sulla ricerca online solo digitando qualche lettera, le macchine imparano e diventano sempre più “intelligenti”. Con il principale scopo di facilitare tutti gli aspetti della nostra vita, lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (AI) sta correndo velocissimo avvicinandoci, per esempio, a una maggiore sicurezza stradale attraverso automobili che prevedono gli incidenti, alla comprensione accuratissima del genoma, all’esecuzione efficiente di mansioni ripetitive e alla gestione ottimizzata dei dispositivi casalinghi.

Lasciando le questioni etiche ad altri luoghi di discussione, probabilmente il 2017 sarà l’anno dell’AI, o volendo essere più precisi del machine learning (ML) cioè lo sviluppo di tecnologie e metodi di calcolo che abilitano l’apprendimento da parte delle macchine.

Intelligenza artificiale: dove vanno gli investimenti
In questo ambito l’Europa sta vivendo una sorta di nuovo Rinascimento grazie sia a investimenti importanti in startup che di “deep tech” si occupano, che a una diffusione capillare di competenze e a contaminazioni continue tra vecchi e nuovi progetti. 
Il panorama è interessante per ragioni alquanto differenti tra loro tra cui la diversificazione dei settori in cui scorrono i capitali, o la grande disponibilità di professionisti di qualità, maggiore di quanto ci si potrebbe aspettare e comunque più che negli Stati Uniti (dati Stack Over ow Insight), o la diffusione su tutto il territorio di centri dove nascono iniziative ad alto contenuto innovativo.

Di contro, oltreoceano soldi e competenze confluiscono principalmente in Silicon Valley. Gli investimenti in AI e ML piovono prima di tutto nel Regno Unito, nazione preferita anche dalla maggior parte dei professionisti del settore, europei e non, che emigrano per motivi di lavoro. Gli altri però non stanno a guardare: Francia, Germania e Olanda in testa, ma anche Spagna e Svizzera per esempio, hanno accelerato il passo creando in breve concentrazioni i talenti, progetti e risorse attorno a Berlino, Anversa, Copenhagen, Barcellona, Parigi, Zurigo… Rende l’Europa un luogo così interessante inoltre la presenza di università molto specializzate che affiancano le startup sperando di diventare centri attraenti proprio anche per tutti quei “rifugiati tecnologici” colpiti dalle restrizioni all’immigrazione statunitensi.

Chi punta sulla rivoluzione tecnologica
Se servissero altre prove di come lo sviluppo di AI e ML sia sempre più intrigante per l’economia continentale, basti ricordare che negli ultimi anni i cinque titani del digitale (Google, Amazon, Microsoft, Facebook e Apple) hanno acquisito cinquantatre imprese innovative europee, come le britanniche DeepMind e SwiftKey, e hanno piantato le tende installando poli di ricerca sull’AI e il ML un po’ in tutto il continente, dal centro per i droni a Cambridge di Amazon al Google Research Lab Europe fuori Zurigo e al Facebook AI Research di Parigi.

L’Europa è oggi molto attraente per chi sta guidando la rivoluzione tecnologica forse proprio perché qui, in un ambiente ricettivo, si trovano capitale umano specializzato e città dall’alta qualità di vita dotate di strutture, competenze collaterali e condizioni socio-economiche vivaci pronte ad abbracciare il cambiamento in atto.

L'autore

Maria Paola Mosca

Maria Paola Mosca Appassionata di arte contemporanea, è giornalista freelance e si occupa di comunicazione, creatività e grafica. Vive in una città a sud di Rotterdam, su un'isola del delta del Reno @emmepi