Una scuola per chi vuole cambiare il mondo


Social Innovation Design è il primo corso triennale, ideato da Cittadellarte, dedicato all’innovazione sociale


Una scuola per chi vuole cambiare il mondo

Ci sono diversi modi di fare innovazione. Quello più gettonato oggi riguarda l’innovazione radicale, quella legata a una particolare tecnologia che provoca un miglioramento in termini di efficienza. Ma c’è anche un altro modo di concepire l’innovazione. È l’innovazione sociale, quella che riguarda i nuovi modi per organizzare in un’ottica responsabile la società: sia la Società in senso stretto, che quelle piccole società formate in alcuni casi da migliaia di persone e comunemente chiamate “aziende”.

Di questo secondo tipo di innovazione si occupa il corso di diploma accademico in Social Innovation Design (SID), il primo corso triennale in Europa dedicato all’innovazione sociale. 
«Ci rivolgiamo a studenti che hanno voglia di cambiare il mondo, che vogliono essere attori e autori di un cambiamento. Gli forniamo degli strumenti per portare innovazione sostenibile a livello economico, ambientale e sociale – spiega Valeria Cantoni Mamiani, direttore del corso -. Qui si impara a disegnare una società sostenibile. Per questo, oltre ai corsi di design e di economia, i ragazzi frequenteranno corsi di filosofia, sociologia e antropologia, per esempio per imparare a lavorare con persone di culture diverse».

Cosa si studia per cambiare il mondo
Gli ambiti di applicazione delle competenze acquisite durante il corso sono svariati, dalla Pubblica Amministrazione che vuole sviluppare iniziative di mediazione culturale o di innovazione sociale, come il car sharing, no a quelle Ong che necessitano di figure professionali con capacità di management. Nel corso del triennio, infatti, i ragazzi studieranno anche materie di Economia Gestionale, come Project management ed Economia aziendale. Un altro contesto in cui questi “facilitatori di innovazione” possono trovare impiego è ovviamente il mondo delle imprese.

«L’innovazione sociale non è solo nelle Ong. Si fa anche nelle aziende, per esempio, ridisegnando i processi e il ciclo di produzione in modo da ridurre gli scarti e incrementando il riciclo delle risorse. Oppure aiutando la società a riorganizzare il lavoro in un’ottica di smartworking e di orizzontalità», racconta Cantoni Mamiani. 
Il corso si inserisce nel progetto Cittadellarte, il grande laboratorio creativo realizzato in un ex manifattura laniera a Biella e fondato dall’artista Michelangelo Pistoletto, che ha recentemente visto una delle sue opere più celebri, Il Terzo Paradiso, diventare icona della missione VITA dell’Astronauta italiano Paolo Nespoli e dell’app #SPAC3, ad essa dedicata (leggi l’articolo di LINC). La sede principale del corso è a Biella, ma alcune lezioni, seminari e workshop si svolgono anche a Torino e a Milano. È realizzato in collaborazione con lo Iaad Torino e l’Università di Milano-Bicocca.

Verso un’innovazione sociale ad hoc per l’Italia
Tre anni di studi durante i quali ogni studente può soprattutto trovare e scoprire le proprie capacità e dare voce alle proprie passioni: «Se vogliamo insegnare l’innovazione, bisogna sviluppare un’attitudine al cambiamento – sottolinea Cantoni Mamiani -. Per questo, quando cominciamo a formare questi ragazzi appena usciti, per esempio, dal liceo, uno dei nostri obiettivi è destrutturare alcune competenze verticali acquisite al liceo per restituire ai ragazzi i loro talenti, le cose che sanno fare. L’idea è costruire un’università che non insegna solo competenze verticali sul design ma anche la passione per l’apprendimento. Per farlo non avremo un’aula tradizionale. Avremo uno spazio di condivisione dove fare lezione ma senza banchi o cattedra e in una modalità di apertura e dialogo. Gli stessi docenti sono i primi a voler imparare, ad aprirsi e a volersi mettere in gioco. Vogliamo aiutare i giovani a trovare una dimensione di innovazione dentro di sé. Non è un caso che grandi innovatori siano usciti dalla scuola in maniera un po’ rocambolesca».

L’approccio artistico e creativo di Cittadellarte è la base metodologica per aiutare gli studenti a concretizzare ciò che studiano e a realizzare idee imprenditoriali, attraverso il pensiero laterale e il design thinking. Insomma, SID è un corso che unisce design e management, teoria e pratica, lo sviluppo di capacità tecniche con un sapere umanistico. «La nostra idea è sviluppare un modello di innovazione sociale che non scimmiotti i modelli anglosassoni – chiarisce Cantoni Mamiani – ma che parta, per esempio, dal senso per la bellezza tipico del nostro Paese. In questo senso l’arte e gli artisti avranno molto spazio nel corso. L’arte viene usata come attivatore di pensiero per aiutare a vedere le cose in maniera diversa. Useremo la magia dell’arte per portare nuove visioni a questi ragazzi».

L'autore

Denis Rizzoli

Denis Rizzoli Copywriter e giornalista. Si occupa di Corporate storytelling e di Data journalism, s'interessa di tecnologia e di economia. Ha collaborato con Wired Italia, Lettera 43 e La Repubblica - Bologna @dnsrzz