Fatti non foste a viver come bruti


Come la rivoluzione digitale rende accessibili strumenti e contenuti di formazione superiore a costi sostenibili


Fatti non foste a viver come bruti

Se Ulisse non avesse dovuto confrontarsi per dieci anni con la creativa avversità di Poseidone, dopo altri dieci anni trascorsi a Troia a causa della guerra, quanto sarebbe durata la sua permanenza a Itaca, prima di voler ripartire alla volta delle colonne d’Ercole? Desiderāre è una parola meravigliosa, di origine latina, composta da de e sideràre, che si può tradurre in avvertire la mancanza delle stelle, ovvero volgersi con l’affetto verso cosa che non si possiede.

Mettersi alla prova
Posto che la motivazione di Ulisse a superare ogni peripezia fosse il proprio desiderio di tornare in patria a riabbracciare Penelope e Telemaco, c’è una tappa, in particolare, che dà da riflettere. Si tratta di quando egli, in prossimità dello scoglio delle sirene, si fece legare all’albero della nave per ascoltarle. 
Ulisse che si fa spettatore delle proprie tentazioni induce a chiederci quale sia il peso delle motivazioni più intime, quelle più vicine al mondo dei sogni che alla quotidiana prosa dei bisogni brutalmente sintetizzati dalla piramide di Maslow.

Quale il valore dei desideri, rispetto alla ricca esperienza dell’esplorare e conoscere sé stessi? Il sospetto è che le peripezie del viaggio di ritorno a Itaca abbiano in qualche misura cambiato Ulisse, mettendolo alla prova, misurandolo con le proprie fragilità e consapevolezze ma anche inebriandolo del piacere di scoprirsi capace di affrontare sfide sempre nuove e sorprendenti.

Che questa continua scoperta diventi bisogno e dipendenza di mettersi alla prova e conoscersi in quanto esploratori di sé, grazie agli stimoli continuamente cercati e voluti, forsanche provocati, provenienti dall’ambiente che ci circonda? 
Fra le due pulsioni può esservi un’affascinante correlazione. E probabilmente non è necessario che l’avventura e la scoperta diventino ossessione per chi sia consapevole della possibilità di esplorarsi e portarsi lontano da sé, essendo abbastanza coraggiosi da dare un nome ai propri desideri.

La conoscenza sempre più accessibile
Quel che le accomuna è un percorso fatto di esperienza, apprendimento, consapevolezza. 
La cultura è sempre stata elemento fondante, per quanto complementare, della differenziazione sociale. La rivoluzione digitale in atto, nel rendere accessibile strumenti e contenuti di formazione superiore a costi sostenibili, certamente riduce quelle che fino a un paio di generazioni fa erano barriere all’ingresso decisive.

Laddove la connettività a Internet diventa una commodity paragonabile al sale in cucina (deve costare poco e deve esserci), piattaforme come Coursera consentono a chiunque di partecipare a un corso di meccanica quantistica, arte, letteratura medievale, musica, per citarne alcuni. 
Internet è strumento abilitante di una incredibile forma di democratizzazione della cultura che, non più veicolata esclusivamente nei percorsi delle accademie, diventa accessibile a chiunque abbia la volontà di dotarsi di strumenti di comprensione, per conoscere sé stessi ed esplorare i propri desideri.

La conoscenza è, in questi tempi di evoluzione culturale e umanistica, talmente accessibile che l’ignoranza diventa sempre più una scelta. È a un tiro di schioppo un mare di possibili scoperte, in cui il naufragar può esserci davvero dolce.

 

L'autore

Daniele Pes

Daniele Pes Head of Open Innovation and Digital Transformation in Altromercato, Board member in InnoVits, CIO in TAU-MA