Formarsi per salire (e restare) in sella


Ecco come i lettori hanno risposto alle domande del sondaggio lanciato da LINC, che ha accompagnato il numero in chiusura


Formarsi per salire (e restare) in sella

Qualcuno direbbe “essere sempre sul pezzo”. Ossia formarsi, essere al corrente degli ultimi aggiornamenti, senza accontentarsi o pensare di essere arrivati e sedersi sugli allori. Perché oggi il sapere è in continua evoluzione, così come le competenze richieste dal mercato – fluido – del lavoro. Le aziende lo sanno e investono così nella formazione permanente dei propri dipendenti, che non è un di più, ma una condizione essenziale.

Ne hanno consapevolezza anche i lettori di LINC che hanno risposto negli ultimi mesi al sondaggio lanciato sul tema della formazione, quello che ha accompagnato il numero in chiusura del magazine.

Il concetto di Learnability
Una delle parole chiavi del numero è sicuramente la Learnability che, secondo Stefano Scabbio, presidente di ManpowerGroup per l’Area Mediterranea e l’Europa Orientale è una vera e propria bussola nel mercato del lavoro 4.0. Per il 75% dei lettori di LINC questo concetto è legato alla capacità di essere sempre al passo con i tempi, mentre il il 25% significa puntare tutto sulle proprie capacità.

LINC ha chiesto anche cosa si intenda oggi per “formazione permanente”. Su questa domanda i lettori si dividono: per il 40% si tratta dell’offerta variegata di corsi e scuole intensive, per un altro 40% è “apprendimento continuo” e per il restante 20% formazione permanente è “la voglia di ridefinire gli orizzonti della propria professionalità”.

Su cosa puntano le aziende
La richiesta di una formazione continua, che consenta di aggiornarsi nel proprio settore e, magari, essere in grado di spaziare in più discipline viene richiesta dal mercato del lavoro sempre più fluido, nel quale le soft skills contano almeno quanto le competenze tradizionali. Ecco perché le grandi aziende investono risorse per permettere ai propri dipendenti di continuare a formarsi. Secondo il 67% dei lettori “formazione continua per le aziende” significa mettere la persona al centro, mentre per il 33% utilizzare al meglio le nuove tecnologie.

L’aggiornamento, però, crea nuovi equilibri nelle squadre di lavoro, dove saltano le gerarchie. Sempre più nei luoghi di lavoro c’è contaminazione, tra la capacità di calcolo della macchina e la creatività dell’uomo, tra l’esperienza acquisita dopo anni di “mestiere” e le nuove conoscenze, prima fra tutti l’utilizzo delle tecnologie digitali. Ecco perché, alla domanda “oggi chi insegna a chi” il 57% dei lettori ha risposto che sono i giovani a insegnare ai vecchi, mentre per un altro “significativo” 43% l’uomo insegna alle macchine.

Non è un caso, infatti, che alla domanda su cosa conti di più nell’era dell’Industry 4.0, il 60% dei lettori ha risposto ‘le new skills dei junior’, il 40% ‘Il reverse mentoring’. Percentuale prossima allo zero per ‘l’expertise dei senior’.

La formazione, i robot e la rete
L’importanza della formazione è evidente ancora di più dando uno sguardo all’immediato futuro e all’effetto che l’intelligenza artificiale avrà sul mondo del lavoro. I robot ruberanno il lavoro agli umani? Per il 50% dei lettori di LINC questo sta già avvenendo, per il 37% accadrà in futuro, appunto e solo un 13% pensa che questo non avverrà mai.

A proposito di tecnologie digitali, un ruolo importante per la formazione dei giovani e delle generazioni future è quello affidato alla rete. Che è già una realtà. Basti pensare ai Mooc (Massive open online courses), corsi online aperti a tutti, di alto livello e dedicati a qualsiasi tipo di argomento . Quale la chiave del loro successo? Per il 67% delle persone che ha risposto a questa domanda del sondaggio l’aspetto positivo della formazione online è senza dubbio il poter essere in qualsiasi luogo mentre ci si forma, mentre il restante 33% ne apprezza soprattutto i vantaggi relativi al tempo, dato che per formarsi si può scegliere qualsiasi momento.

L'autore

La redazione di LINC