Da 20 anni costruiamo il futuro del lavoro


Il bilancio del percorso di ManpowerGroup dal suo arrivo in Italia, con uno sguardo alle prossime sfide


Da 20 anni costruiamo il futuro del lavoro

Se dovessi scattare una fotografia dei primi 20 anni di Manpower in Italia avrebbe le seguenti sembianze: tre milioni e mezzo di contratti di lavoro stipulati, oltre un milione e mezzo di persone avviate ad un’occupazione, più di 500mila persone formate. Sono questi i numeri di ManpowerGroup in Italia, frutto di un lavoro che dura da due decenni.

Un lavoro che abbiamo portato avanti insieme e per oltre 100mila aziende e sul quale, in occasione del 20° anniversario dall’arrivo in Italia, vogliamo tirare le somme. Per analizzare i cambiamenti che si sono avuti nel mercato del lavoro e affrontare le sfide dei prossimi 20 anni, che sono già iniziate con la digitalizzazione, i progressi dell’intelligenza artificiale e la realtà virtuale. La quarta rivoluzione industriale farà aumentare i posti di lavoro o il tasso di disoccupazione? La verità è che dobbiamo farci trovare pronti.

I primi 20 anni di ManpowerGroup in Italia
Molto è cambiato da quel 23 dicembre 1997, quando Manpower fu la prima azienda ad ottenere dal Ministero del Lavoro l’autorizzazione a operare in qualità di agenzia di fornitura di lavoro temporaneo. Oggi in Italia abbiamo 230 uffici e circa 1800 dipendenti diretti. Il gruppo può contare su 13mila clienti l’anno, oltre 300mila contratti stipulati ogni anno e più di 45mila persone al lavoro ogni giorno.
Diverse le tappe che hanno segnato questo percorso. Nel 2014, tanto per citarne una, siamo stati Official HR Premium Partner di EXPO Milano 2015 (nella foto al lato). Abbiamo selezionato oltre 600 lavoratori per Expo 2015 S.p.A. e oltre 5mila figure professionali per aziende e Paesi partecipanti.

Negli ultimi vent’anni, Manpower in Italia ha anticipato i trend del mercato, ha assecondato i cambiamenti che si sono susseguiti e  profondamente rinnovato il proprio modo di lavoro, abbracciando l’innovazione tecnologica. Siamo stati pionieri nell’affermazione della cultura della flessibilità del lavoro, supportando in questo aziende e lavoratori nella comprensione delle dinamiche e dei tecnicismi, favorendo la costruzione di un sistema di tutele e diritti per i lavoratori temporanei.

Abbiamo investito in innovazione per essere all’altezza delle sempre più sofisticate soluzioni richieste dalle aziende, adeguando i nostri servizi e strumenti per clienti e candidati alle novità introdotte dal digitale. Un percorso fatto insieme e intorno alle nostre persone, che abbiamo accompagnato nella crescita, aggiornandone le competenze e attraendo i migliori talenti. In questo è stata Manpower stessa protagonista del cambiamento epocale del mondo del lavoro.

L’evoluzione dei lavoratori e dei settori
Una crescita che ha accompagnato l’evoluzione dei lavoratori e dei settori nell’ultimo ventennio. Se ieri il 62% dei lavoratori erano uomini e il 38% donne, oggi queste ultime hanno superato il 40%. Vent’anni fa il 43,6% dei lavoratori aveva meno di 25 anni, il 40,8% tra i 25 e i 35, l’11% tra i 35 e i 45 e appena il 3,8% aveva più di 45 anni. Oggi c’è molto più equilibrio tra le percentuali relative a ciascuna fascia d’età. Basti pensare che il 25,9% dei lavoratori ha meno di 25 anni, il 32,5% ha tra i 25 e i 35 anni, il 22,8% tra i 35 e i 45 anni e il 18,8% ha più di 45 anni.

I settori tradizionali quali la metalmeccanica e la manifattura che occupavano le prime posizioni per numero di contratti stipulati, hanno lasciato il passo ai servizi e al commercio.
E analizzando i dati, non stupisce che sia proprio il settore manifatturiero ad aver risentito per primo dell’impatto delle nuove tecnologie. Tra il 1990 e il 2014 il numero totale degli addetti del settore è calato in molti Paesi chiave, dal Giappone (-34%) alla Francia (-33%), dagli Stati Uniti (-31%) alla Germania (-25%). Allo stesso tempo, però, l’innovazione tecnologica ha migliorato le condizioni di lavoro nelle fabbriche e trasformato il lavoro dei tecnici nelle industrie.

Altri settori hanno subito dei profondi mutamenti in questi anni, come ad esempio il Legal, dove un numero crescente di controversie legali vengono oramai gestite online e l’intelligenza artificiale viene utilizzata per generare report legali. Gli effetti della digitalizzazione si vedono anche nel settore Finance, dove oltre il 54% dei vecchi lavori è a rischio, anche se assistiamo all’evoluzione dei ruoli impiegatizi verso profili che richiedono competenze diverse. Fanno i conti con l’automazione anche il settore Retail e quello amministrativo.

I prossimi 20 anni e le sfide del futuro
Altri e più rivoluzionari cambiamenti aspettano il mondo del lavoro e avranno un forte impatto soprattutto sui lavoratori poco qualificati, poco istruiti e sulle donne. Questo mentre nei Paesi OCSE, i posti che richiedono livelli di competenze più elevati stanno crescendo più velocemente. Le aziende devono puntare alla formazione continua per restare competitivi e sviluppare nuove skills, perché in futuro ci saranno interi settori di cui oggi non abbiamo nemmeno sentito parlare.

Il World Economic Forum di Davos

Di questo abbiamo ampiamente parlato a seguito della pubblicazione del report Skills Revolution che ManpowerGroup ha presentato nel corso del World Economic Forum di quest’anno a Davos. La ricerca ha evidenziato come sia in atto una vera e propria rivoluzione delle competenze imposta proprio dalla crescente digitalizzazione introdotta dalla Quarta Rivoluzione Industriale e che non necessariamente impatterà sull’occupazione nei prossimi anni. Anzi l’Italia è tra i Paesi più ottimisti su questo fronte, facendo parte dell’83% delle aziende convinte che la digitalizzazione aumenterà i posti di lavoro. D’altro canto la tecnologia sostituirà le attività di routine cognitive e quelle manuali. Creatività e flessibilità sono competenze invece irrinunciabili.

Alla luce della rivoluzione in atto, siamo sempre più convinti che il miglioramento continuo di ciascun individuo rappresenti la chiave di volta per il progresso sociale e la crescita economica. Il nostro impegno in questo senso è quello di accompagnare e supportare il percorso professionale dei nostri candidati e lavoratori, mettendo a loro disposizione, la nostra esperienza, la formazione, gli strumenti per lo sviluppo delle competenze del futuro, le opportunità di lavoro più stimolanti, ma soprattutto ed essere ispiratori di quella attitudine al miglioramento continuo.

La presentazione di PowerU Digital

I progetti portati avanti
Per questo la skill revolution è una scelta obbligata. È in questo contesto che lo scorso anno ManpowerGroup ha lanciato il progetto PowerYou Digital, una piattaforma di e-learning dedicata alle otto competenze chiave delineate dalla Commissione Europea per integrare la formazione scolastica con le competenze richieste dal lavoro. Perché è ancora una volta dall’education che bisogna ripartire per formare adeguatamente le future generazioni. Non è un caso che Paesi come la Svizzera e l’Austria, in possesso di un sistema educativo all’avanguardia, abbiamo risposto meglio alle sollecitazioni di un mercato del lavoro profondamente cambiato.

Tanti altri sono i progetti che Manpower ha voluto realizzare in questi anni con l’obiettivo di preparare i giovani ed i professionisti ad affrontare le sfide del mercato del lavoro, garantendo orientamento e sviluppo delle competenze. Basti pensare al programma Young Talent in Action, che orienta e forma centinaia di ragazzi in tutta Italia ormai da più 5 anni e che sarà sempre più focalizzato sulle professioni del digitale e la MotorSport Academy, fiore all’occhiello di Experis che – giunta già alla sua terza edizione – forma i tecnici e ingegneri specializzati, impiegati in aziende leader del settore MotorSport.
Su queste solide fondamenta continueremo a costruire il percorso dei nostri candidati e lavoratori. A breve infatti lanceremo il nuovo progetto MyPath, attraverso il quale Manpower accompagnerà le persone nella scelta del proprio percorso professionale, sostenendone lo sviluppo delle competenze, attraverso un’offerta formativa qualificata.

Questo anniversario è dunque l’occasione non solo per raccontare i cambiamenti che hanno segnato il mercato del lavoro e caratterizzato l’evoluzione di Manpower stessa, ma anche di pensare alle sfide dei prossimi 20 anni, che sono già iniziate con la digitalizzazione, i progressi dell’intelligenza artificiale e la realtà virtuale.
Manpower c’è, con una forte convinzione: #MigliorareSempre

L'autore

Stefano Scabbio

Stefano Scabbio Presidente Area Mediterranea, Europa del Nord e Orientale di ManpowerGroup e membro del Comitato esecutivo BAA dell’Università Bocconi con delega all’International Employability. Dal 2014 è alla presidenza di Assolavoro, l'Associazione Nazionale di Categoria delle Agenzie per il Lavoro (ApL)