MANPOWER PORTA A DAVOS LA DIGITAL LEADERSHIP


ManpowerGroup a Davos per affrontare le sfide tecnologiche con i digital leader del futuro.


MANPOWER PORTA A DAVOS LA DIGITAL LEADERSHIP

 

La digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e il machine learning sono le sfide. La digital leadership e le competenze hi-tech le possibili soluzioni. ManpowerGroup ha deciso di presentare questi temi a Davos in occasione del World Economic Forum 2018. Dopo un’attenta analisi delle criticità connesse alla rivoluzione tecnologica, il Gruppo si è focalizzato sul superamento delle problematiche nella consapevolezza che l’innovazione può dare impulso alle imprese e al mondo del lavoro guardando ai leader digitali del futuro. Da un recente sondaggio è infatti emerso come le aziende che introducono nuovi modelli di business abbiano performance migliori del 26% rispetto alle concorrenti tradizionali.

Come trovare i leader di domani

«Ciò che ci ha portano fin qui non ci porterà oltre – ha spiegato Jonas Prising Chairman & CEO di ManpowerGroup -. Nell’era digitale i leader di oggi e di domani devono essere aperti al cambiamento e devono assumersi dei rischi calcolati. Questo non vuol dire sostituire la leadership tradizionale: la perseveranza e l’adattabilità resteranno centrali. Tuttavia bisognerà lavorare per liberare il talento e per guidare le imprese con audacia, talvolta anche fallendo. E tutto questo con l’idea di accelerare le prestazioni».

Chi è pronto per le sfide tecnologiche?

Secondo Prising il primo passo è formare i dipendenti e il management applicando il modello P3 (People, Purpose, Performance). Per mappare le esigenze dei professionisti ManpowerGroup ha effettuato la ricerca «From C-Suite to Digital Suite How to Lead Through Digital Transformation». Un’analisi sull’impatto del digitale nella vita dei lavoratori. Il risultato più preoccupante è che 9 responsabili delle risorse umane su 10 pensano di non essere pronti alla sfida tecnologica.

Leader digitali

Ecco perché la multinazionale ritiene strategico inserire in azienda dei leader digitali. Persone di talento che devono possedere quattro caratteristiche fondamentali: adattabilità, capacità di ispirare, capacità di guidare e resistenza. In breve l’obiettivo sintetizzato da Prising resta «sviluppare il talento umano e poi accoppiarlo alla tecnologia».

La Stanza digitale e il Quoziente di leadership

Muove in questa direzione anche l’ultima innovazione di ManpowerGroup, la Digital Room presentata a Davos. Si tratta di una «stanza digitale», creata attraverso strumenti di intelligenza artificiale, che analizza la propensione di un candidato alla leadership del futuro. Interfacciandosi con l’avatar Zara, una persona viene valutata sulla base delle risposte date a una serie di domande sulla sua visione del mondo. La particolarità della macchina è che non si limita a registrare le parole, è in grado di leggere il linguaggio del corpo e interpretare la mimica facciale.

Combinando i dati raccolti la Digital Room fornisce così un risultato e lo confronta con i profili dei leader internazionali. Una profilazione che si affianca al DigiQuotient, l’altra innovazione presentata in questi giorni dal Gruppo. Si tratta di un test in 34 domande da compilare online per conoscere i punti di forza o meno della propria leadership. «Siamo felici di testare nuove tecnologie a Davos – il più grande momento di incontro per i leader mondiali – vogliamo aiutare le aziende a consolidare la loro capacità di reazione ai cambiamenti dell’era digitale», conclude Prising.

Cambiamenti che arrivano anche in Italia dove, secondo il presidente dell’area Mediterraneo, Europa del Nord e dell’Est di ManpowerGroup Stefano Scabbio, presente al World Economic Forum, «la rivoluzione delle competenze, dettata dall’economia digitale, marcia a una velocità mai vista e bisognerebbe lavorare tutti assieme, Governi, imprese e professionisti per ridurre il tempo necessario a far acquisire alle persone le skills necessarie o per aggiornarle».

Nella foto Gillian Tett, Jonas Prising, Will.i.am

L'autore

Diana Cavalcoli

Diana Cavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione


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