Rivoluzione startup


Ecco come stanno cambiando il mondo del lavoro. E in Italia il numero di innovatori è in costante crescita.


Rivoluzione startup

Correva l’anno 2008. Nove anni fa è apparsa per la prima volta la parola startup nella stampa italiana, secondo il motore di ricerca interno dell’Agenzia Giornalistica Italia. Nove anni per vedere sorgere, crescere e spesso fallire tante iniziative imprenditoriali accomunate dall’obiettivo di creare un nuovo impatto sul territorio e sull’economia italiana.

La rivoluzione? Poter fare impresa a costi limitati grazie alle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica. Poiché il capitale non rappresenta un elemento critico come nelle industrie tradizionali, il settore del digitale permette di valorizzare maggiormente il team e la crescita del gruppo di lavoro.

I nuovi imprenditori
Collaborazione e sinergia tra diversi profili professionali sono le vere armi segrete dei giovani imprenditori, una generazione nuova pronta a sperimentare grazie all’ideazione di modelli di business che solo 10 anni fa sarebbero stati impensabili. E in Italia il numero di innovatori è in costante crescita. A metà del 2017 il numero di startup innovative individuate iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese era pari a 7.394, e a fine agosto il dato era addirittura più alto. Realtà che rappresentano lo 0,46% delle oltre 1,6 milioni di società di capitali attive in Italia.

Le startup continuano a crescere, specialmente in Lombardia, la regione che registra il maggior numero di imprese innovative: 1.694, pari a quasi il 23% del totale nazionale. 
La tecnologia offre inoltre grandi opportunità a livello globale: le imprese innovative che nascono oggi, grandi o piccole, devono da subito entrare nella prospettiva di avere concorrenti in Francia, Stati Uniti o Cina. Per avere successo è fondamentale analizzare il contesto in cui si opera e puntare ad espandere il proprio business e la propria offerta oltre i confini nazionali.

L’Italia e l’innovazione
Secondo The Global Innovation Index 2017, l’Italia è al 29esimo posto nella classifica dei Paesi più innovativi al mondo. Ci troviamo alle spalle di Estonia, Malta, Belgio e Spagna e dobbiamo ancora crescere in molti settori, specialmente quello legato al capitale umano e alla ricerca: siamo infatti al 75esimo posto per investimenti nell’istruzione. Un risultato che ci spinge a riflettere ancora di più sull’importanza del digitale e dell’offerta formativa legata alle nuove professioni.

Ecco perché a TAG Innovation School offriamo corsi e Master dedicati a studenti e professionisti che vogliono specializzarsi e formarsi nelle aree di competenza che il mercato richiede. Marketing, Coding, Data Analysis, Design e Digital Transformation: è impossibile pensare che gli innovatori non siano pronti su questi temi. 
Per avere successo, le startup di ieri, oggi e domani devono quindi cavalcare le opportunità offerte dal digitale, dalle nuove tecnologie e dalla prospettiva globale che queste offrono. Un’opportunità per i singoli imprenditori, una necessità per tutto il nostro Paese.

L'autore

Davide Dattoli

Davide Dattoli Founder e CEO di Talent Garden SpA – la piattaforma fisica dove creativi e professionisti del digitale lavorano, imparano ed entrano in contatto. La rete di Talent Garden conta oggi 18 campus in 6 diversi Paesi europei. Davide è Board Member di Digital Magics, incubatore di startup digitali che forniscono prodotti high-tech, quotato alla Borsa di Milano. Nominato da Wired uno dei TOP 5 innovatori in Italia, ha partecipato come speaker ad eventi nazionali ed internazionali tra i quali Wired Festival, TEDx, Ambrosetti Forum, etc. per parlare di temi quali innovazione, tecnologia e Digital Trasformation. Prima di fondare Talent Garden, Davide è stato senior consultant per il gruppo Condé Nast, Il Sole 24 Ore e Il Giornale di Brescia. Ha tenuto lezioni e conferenze presso le Università di Brescia, Roma, LIUC a Castellanza, l’Università di Economia Bocconi – Milano e la London Business School.


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