L’educazione imprenditoriale fa breccia nelle scuole


La mission di Junior Achievement, organizzazione non profit dedicata all’educazione economico-imprenditoriale


L’educazione imprenditoriale fa breccia nelle scuole

Trasferire competenze nei giovani attivando il loro potenziale personale e professionale. È questa la mission di Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nella scuola.

In un contesto socio-economico sempre più complesso e dinamico lo sviluppo del talento per JA Italia significa dotare i giovani delle giuste competenze per fare in modo che siano capaci loro stessi di crearsi il proprio futuro.

Eliana Baruffi

La proposta JA
A raccontarlo è Eliana Baruffi, Corporate Communication Manager di ABB Italia e Presidente di JA Italia che spiega la formula del successo della proposta JA: crea una convergenza fra mondi diversi, quello della scuola, che deve preparare i giovani ad affrontare il futuro, quello degli studenti e delle loro famiglie, che hanno bisogno di poter immaginare che cosa li aspetterà dopo gli studi e il mondo del lavoro, che cerca nei giovani competenze specialistiche e trasversali che oggi fatica a trovare in loro.

Nel dinamico e complesso mercato del lavoro, molte delle occupazioni che i nostri studenti avranno la possibilità di ricoprire, oggi non esistono neppure. Ecco perché favorire lo sviluppo dell’autoimprenditorialità nei giovani è così importante: dobbiamo dare la possibilità al loro potenziale di esprimersi, dobbiamo valorizzarlo e orientarlo e soprattutto instillare in loro una forte dose di intraprendenza e fiducia.

Impresa in azione
JA Italia lo fa grazie al programma didattico “Impresa in azione” che offre l’opportunità di acquisire e potenziare le competenze imprenditoriali – creatività, determinazione, leadership, teamworking, gestione di progetti e dei problemi – attraverso l’apprendimento esperienziale: gli studenti di una classe individuano un’idea di business, prodotto o servizio che sia, e la realizzano concretamente dall’idea alla prototipazione fino al lancio sul mercato, valutandone anche la sostenibilità economica.

Questo modello funziona? La risposta è sì: siamo stati tra i promotori della Ricerca ICEE (Innovation Cluster for Entrepreneurship Education) condotta in 5 Paesi europei tra cui l’Italia grazie alla collaborazione tra JA Italia e il MIUR (Leggi l’intervista alla ministra Fedeli) che ha visto coinvolte, in due anni, 25 scuole e oltre 7100 studenti per studiare gli effetti dell’introduzione dell’educazione imprenditoriale nel loro percorso formativo. I risultati ci dicono che incontrare l’imprenditorialità tra i banchi di scuola riduce il mismatch tra competenze acquisiste durante la formazione e quelle richieste dal mondo dell’impresa.

Lo sviluppo del talento
Gli studenti sono inoltre più intraprendenti, sanno risolvere situazione complesse, non si scoraggiano di fronte alle difficoltà, hanno una visione più ottimista del futuro.
 Per JA lo sviluppo del talento però non è solo una priorità per gli studenti, in una logica di lifelong learning questo approccio deve sensibilizzare anche la popolazione adulta. Per questo coinvolgiamo i dipendenti delle aziende nostre partner, nei nostri programmi didattici. Sono i Dream Coach JA, ovvero mentor che dedicano parte del proprio tempo lavorativo affiancando gli studenti e trasferendo loro la propria esperienza.

Sono molte le aziende che scelgono di sostenere JA Italia condividendone visione e progettualità riconoscendo l’impatto sociale che i programmi di JA creano sul territorio. Nel tempo lo hanno apprezzato anche come programma di crescita professionale dei propri dipendenti nell’ambito della propria politica di welfare aziendale.
 È questo a nostro parere il mix vincente: contenuti didattici di qualità e in linea con le esigenze del mercato del lavoro, una metodologia didattica capace di appassionare gli studenti e renderli ottimisti verso il proprio futuro e una contaminazione tra scuola e impresa che rende l’esperienza concreta.

 

L'autore

eliana baruffi