Il futuro del lavoro nell’editoria: più qualità ed eventi pubblici


«Il futuro delle case editrici indipendenti? Qualità dei testi ed eventi per uscire dalla propria nicchia». Non ha dubbi Pietro Biancardi, direttore di Iperborea, quando si tratta di promuovere autori e letteratura la strategia migliore è puntare sui festival e sulle manifestazioni pubbliche. Ecco perché ha scelto di fare rete con i comuni, con i…


Il futuro del lavoro nell’editoria: più qualità ed eventi pubblici

«Il futuro delle case editrici indipendenti? Qualità dei testi ed eventi per uscire dalla propria nicchia». Non ha dubbi Pietro Biancardi, direttore di Iperborea, quando si tratta di promuovere autori e letteratura la strategia migliore è puntare sui festival e sulle manifestazioni pubbliche. Ecco perché ha scelto di fare rete con i comuni, con i media, con le ambasciate e con gli altri editori per parlare di cultura a 360°. Il risultato è un «festival dedicato alla cultura nordeuropea», ovvero «I Boreali», la quattro giorni organizzata da Iperborea per parlar di letteratura, musica e cinema al Teatro Franco Parenti di Milano.

Il festival si fa multidisciplinare

«Si può dire che negli anni abbiamo ampliato i nostri orizzonti. I primi eventi del 2009 erano monotematici, dedicati ad esempio solo alla letteratura norvegese o islandese. Nel tempo siamo diventati sempre più multidisciplinari. Oggi organizziamo momenti di incontro per discutere non sono di libri ma anche di film o di cucina». Protagonisti della manifestazione, che durerà fino al 25 febbraio, artisti, traduttori, giornalisti, scrittori ed esperti di cultura nordica. Nomi celebri come lo scrittore islandese Jón Kalman Stefánsson, lo svedese Steve Sem-Sandberg e la scrittrice norvegese Hanne Ørstavik. Ma anche musicisti che si esibiranno durante I Boreali Party, la serata dedicata alla musica nordeuropea. A intrattenere il pubblico ci penseranno infatti le performance live della coppia elettro pop Man Duo e i rocker olandesi Bruxas. 

Il lavoro in casa editrice? Specializzato

«L’idea è uscire un po’ dagli schemi anche se la selezione degli autori rimane la nostra attività principale – spiega Biancardi -. E per farli conoscere quest’anno porteremo il festival in diverse città italiane come Venezia e Cagliari. Racconteremo i classici, i premi Nobel ma anche gli scrittori inediti». Per riuscire nell’intento è indispensabile però avere una squadra di professionisti del libro, meglio ancora se specializzati. «Iperborea è una casa editrice con un’identità ben definita per cui ricerchiamo figure che abbiano competenze specifiche. In genere sono profili usciti da master in Editoria o corsi ad hoc. Per fare un esempio oggi abbiamo due traduttori dal finlandese, se arrivasse una terza persona la inonderemmo di lavoro». La buona notizia è che i candidati non mancano, spiega Biancardi. «Anche se l’editoria è un settore povero l’idea di lavorare in una casa editrice è ancora popolare tra i giovani. Il mio consiglio è di non puntare solo al ruolo di redattore. Ci sono tante figure diverse da considerare: dall’ufficio marketing, alla comunicazione. Sono profili fondamentali e in realtà molto più ‘vicini al libro’ di quanto non si possa pensare».

L'autore

Diana Cavalcoli

Diana Cavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione