Il boom delle mamme blogger


Un fenomeno che fa luce sulle difficoltà a conciliare famiglia e carriera, e che per alcune diventa davvero un lavoro


Il boom delle mamme blogger

(@roberta_vivereunafavola)

All’inizio fu Elasti, Alias Claudia De Lillo. Di giorno giornalista, di notte blogger. Era il 2005 e il suo blog “Nonsolomamma” in pochi mesi arrivò a conquistare più di 3mila visitatori al giorno, raccontando con registro comico e surreale le difficoltà di conciliare famiglia e lavoro. Seguirono diversi libri di successo e una meritata popolarità, complice una narrazione lontana dai cliché del “madre è bello a tutti i costi”. Oggi è conduttrice di Caterpillar e tiene una nota rubrica su D la Repubblica. Tutti conosciamo ormai le vicende quotidiane della sua famiglia, fatta di un marito part-time e di tre “hobbit” (i figli), che Elasti descrive con taglio sapientemente fantasy.

Da allora il fenomeno delle mamme blogger è scoppiato, assumendo tratti nuovi. Il blog, innanzitutto, ha lasciato il passo a nuove forme di comunicazione, da Youtube ai social media, Facebook e Instagram in primis. Ne sono nate delle vere e proprie star. Come Julia Elle, o Disperatamentemamma, da cantante a mamma che canta, 85mila follower e fino a 4 milioni di visualizzazioni a video, mentre Evelina (@evil9225), che star forse ancora non è, ma basta poco per capire che lo diventerà, ha 70mila follower e un profilo Instagram da vera fashion blogger, con tanto di shooting e prodotti di bellezza.

C’è poi chi fa numeri più contenuti ma sta crescendo in fretta: @latendainsalotto, @giorgiaceci e @roberta_vivereunafavola viaggiano tra i 10 e i 15mila follower. Le nuove mamme blogger – o meglio le nuove mamme “influencer” – raccontano gioie e dolori della maternità, chi con un taglio più intimista e riflessivo, chi con molta ironia. A volte il compagno fa parte della scena, altre volte resta in sottofondo. Tutte però hanno un tratto in comune: l’erosione tra il pubblico e il privato. Se infatti Elasti trasformava, anzi trasfigurava, marito e figli, in personaggi di un racconto scritto, le mamme digitali di oggi utilizzano principalmente le immagini, dalla foto al video, e solo a supporto (e non per tutte) il testo.

(@giorgiaceci)

La posta in gioco, insomma, è molto più alta, tanto da dover fare i conti pure loro con gli haters della rete. “Mettersi a nudo sulla rete significa correre il rischio di essere criticata – spiega Giorgia Ceci, 26 anni, madre single della provincia di Frosinone – per di più da altre mamme. All’inizio ci rimanevo male, poi ho imparato a non rispondere”.

Quasi tutte – ed è questo un ulteriore elemento di scarto con Elasti “la pioniera”, complice una crisi economica che nel frattempo ha lasciato strascichi – hanno alle spalle un lavoro che hanno dovuto lasciare a causa della maternità. Gaia Rota, 28 anni, di @latendainsalotto, faceva la fotoreporter, “ma con la nascita della prima figlia ho capito che non potevo più partire e così ho rinunciato a un lavoro in Palestina – spiega – dopo essere diventata mamma ho fatto la fotografa freelance e la commessa, ma in sostanza nel mio campo non ho più lavorato”. Così, assieme al marito Michele, ha deciso di raccontarsi: “E’ il nostro vivere quotidiano – precisa – decidiamo insieme cosa scrivere e quali foto postare”. Una laurea in comunicazione in Svizzera, Gaia utilizza gli skills acquisiti in formazione nella sua attività di mamma blogger: “amo questo lavoro – spiega – mi consente di continuare a coltivare la mia passione per la fotografia e la comunicazione”.

Giorgia faceva la parrucchiera, Roberta l’estetista. Per entrambe stare a casa è stata una necessità. Paghe da fame per la prima che è arrivata a lavorare per soli 10 euro al giorno. Nessuna rete famigliare per la seconda, che da Napoli si è trasferita a Milano con il marito e non trova un lavoro part-time. Anche lei ha “voglia di tornare a fare l’estetista”. “Ho studiato tanto per questo – spiega –ma potrò tornare a farlo solo quando mio figlio sarà un po’ più grande, in modo da potermi gestire gli orari come partita Iva e continuare a fare la blogger”. 

(@latendainsalotto)

Nel frattempo, il social assurge a strumento per fare rete con le altre mamme, rimettersi in gioco, arrotondare. Perché le nuove mamme blogger sono delle vere e proprie influencer e come tali vengono contattate dalle aziende di prodotti per bambini, le quali, in maniera molto diversa a seconda della popolarità della mamma e/o delle sue scelte “deontologiche” in materia di pubblicità, le sponsorizzano.

“Se si vuole trasformare questa attività in un vero e proprio lavoro si può – spiega Gaia – io personalmente faccio fatica ad adattarmi alla vita da freelance, non è per me, lo considero un secondo reddito, se potessi tornare a fare quello per cui ho studiato con un contratto, in un’azienda, ne sarei davvero felice”. La resilienza di una madre ai tempi del lavoro liquido.

 

L'autore

Camilla Gaiaschi

Camilla Gaiaschi Assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano. Ph.D. in sociologia e giornalista professionista. Le sue ricerche vertono sui temi del lavoro, del welfare, del genere e delle pari opportunità. Per il centro di ricerca GENDERS (Gender & Equality in Research and Science) di Unimi si occupa di disuguaglianze di genere nelle carriere scientifiche. È autrice del libro 'La geografia dei nuovi lavori. Chi va, chi torna, chi viene' (Fondazione Feltrinelli). È contributor per due blog del Corriere della Sera: la Nuvola del Lavoro (nuvola.corriere.it) e la 27Ora (27esimaora.corriere.it).