Nasce l’Academy dell’Industria 4.0


Fare sistema per preparare i professionisti del futuro: il caso Experis Academy con Microsoft al Kilometro Rosso


Nasce l’Academy dell’Industria 4.0

 

Secondo il McKinsey Global Institute entro il 2030 in America saranno quasi 54 milioni le persone che dovranno cercare un nuovo lavoro per ‘colpa’ dell’innovazione tecnologica. Il termine tecnico usato dagli esperti per descrivere il fenomeno è “obsolescenza delle competenze”. In sostanza, le abilità richieste sul mercato del lavoro o le skill ricercate dalle imprese cambiano in modo repentino e i lavoratori sono costretti a una continua rincorsa per restare al passo coi tempi. Uno scenario che inizia a concretizzarsi ora che gli effetti della rivoluzione 4.0 iniziano a vedersi anche nelle nostre aziende.

L’importanza della formazione

L’unico antidoto che abbiamo a disposizione oggi è la formazione. Chi non ha sentito pronunciare questa frase durante convegni o nei panel dedicati al lavoro? Ma al di là degli spot il tema è già attuale. Bisogna preparare oggi i professionisti e le imprese di domani. In Italia qualcosa si sta muovendo: per proporre soluzioni condivise, ad esempio l’Experis Academy, il training center specializzato nei settori Engineering e IT di ManpowerGroup, ha avviato una collaborazione con il parco scientifico Kilometro Rosso, con Confindustria Bergamo e con Microsoft. La partnership nasce da una duplice esigenza: aiutare le persone a riqualificarsi sul mercato del lavoro e aiutare le aziende a trovare profili specializzati. Per dirla all’inglese un reskilling e un upskilling che nel concreto si tradurranno in tre master presentati in conferenza stampa il 19 marzo nel polo di Bergamo.

Nello specifico i corsi, in partenza a fine marzo, saranno dedicati alla Cyber Security, ai Big Data Analytics e Oracle Certified Java Architect. «È arduo pensare di rallentare la velocità del progresso tecnologico e della globalizzazione – ha spiegato Stefano Scabbio, Presidente Area Mediterranea, Nord ed Est Europa di ManpowerGroup -. Possiamo e dobbiamo, però, agire immediatamente per individuare quelle competenze che devono essere sviluppate e rimodellate, in modo da disporre di lavoratori preparati per il futuro. L’ambizione condivisa in questo progetto con i numerosi partner del panorama imprenditoriale nazionale ed internazionale è quella di costruire un Ecosistema al cui centro resta la Persona».

Le aziende in cattedra

Non parliamo di mera formazione teorica ma di un’iniziativa che tiene insieme ricerca sul campo, didattica e orientamento al lavoro. «Alla fase degli investimenti – spiega il presidente di Kilometro Rosso e Brembo Alberto Bombassei – deve ora seguire la fase della formazione, qui siamo in un territorio di eccellenza ed è un dovere muoversi da ‘primi della classe’. Sviluppare un know-how adeguato è cruciale per tutti: per il Paese si tratta di una sfida epocale, perché è in gioco la nostra permanenza ai vertici della manifattura mondiale».

(Yumi)

A parlare ai corsisti attraverso workshop pratici saranno così colossi come ABB, Avanade, Brembo, Dallara Automobili, Hewlett Packard Enterprise, Hitachi Italy, Microsoft e Oracle. «La nostra esperienza – sostiene Andrea Pontremoli, Amministratore delegato e Dg di Dallara Automobili – in una zona a bassa occupazione è diventata un caso di successo, che stiamo gemmando anche in altre zone d’Europa. Il modello mette insieme il valore che in Italia c’è in ottica di sistema».

Entusiasta anche Alessio Radice, responsabile risorse umane in Italia per ABB, azienda che a Kilometro Rosso ha portato anche Yumi, un robot collaborativo a due bracci utile per l’assemblaggio di piccoli pezzi e in grado di firmare i documenti come una persona in carne e ossa. Nonostante la robotica sia cruciale per Abb il manager ha sottolineato il bisogno di figure tecniche. «Non per forza ingegneri, cerchiamo persone che possano lavorare sulla macchina o che sappiano gestire ingenti moli di dati. Per capire quanto sono necessari questi profili, vi dico che su 300 posizioni aperte in Italia un 30-40% sono legate all’industria 4.0». La sfida sarà quindi vedere se si arriverà davvero alla creazione di nuove traiettorie formative e se, a master ultimato, avremo davvero lavoratori indispensabili e «a prova di tecnologia».

L'autore

Diana Cavalcoli

Diana Cavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione