Il cambiamento culturale in ufficio? È top down


In azienda il cambiamento culturale arriva dall’alto, conta l’impegno di chi gestisce il team


Il cambiamento culturale in ufficio? È top down

 

«Non esiste cambiamento importante che non sia top down, nel senso della volontà e dell’impegno di chi gestisce la squadra». Federico de Nardis, allora Ceo EMEA di Maxus Global, oggi Ceo dell’area Sub-Saharan Africa di GroupM rappresenta un esempio perfetto di cultural change basato su impegno e volontà condivisi, che l’ha portato ad affrontare una trasformazione importante della sua struttura: da singola agenzia a branch italiana associata a un network che stava nascendo, con l’opportunità di portare in 24 altri paesi il più importante cliente che gestivano in Italia.

Federico De Nardis, Ceo dell’area Sub-Saharan Africa di GroupM

«È stata come una valanga generata da una palla di neve iniziale», commenta De Nardis, che imputa questa crescita anche a «un processo illuminante, molto più profondo di qualunque altro training, basato su una padronanza personale che abilita il team a crescere in un contesto di fiducia, condividendo aspetti importanti della propria vita, comprese paure, obiettivi, aspirazioni».

«I percorsi di Team in Vision di LOL (Leadership Organizational Learning) che abbiamo sperimentato – conferma Paola Macchi, allora International Coordinator e poi Global Trading Account Director di Maxus – hanno portato a un vero e proprio cambio culturale: da una forma mentis aziendalistica a una forma mentis di agenzia». Con il suo giovane team hanno realizzato un progetto di empowerment per capire come volevano lavorare insieme e come volevano costruire il rapporto con il cliente, prendendo accordi su come agire insieme e come essere trusted advisor e non solo fornitori.

Di conseguenza hanno anche condiviso quali accordi volevano prendere con il cliente, coinvolgendolo profondamente. «Da un mindset individualistico e reattivo – continua Macchi – il nostro team internazionale ha così posto le basi per un progetto condiviso, che ci ha permesso non solo un cambio importante di marcia e di business ma di ritrovare Happy@Work e Happy@Life, perché lavorare con un linguaggio comune e un livello di comprensione delle dinamiche individuali molto più profonde abilita un livello di conoscenza reciproca di altro livello, basato sulla fiducia e comprensione anche delle reazioni altrui». «Il metodo LOL è talmente potente – conclude Macchi – che dopo 15 anni nei settori Marketing & Media di grandi multinazionali, ho deciso di diventare un coach, proprio perché penso che l’ambiente professionale sia vera palestra per la vita: trascorriamo più di un terzo della nostra esistenza al lavoro e nella mia esperienza personale ho imparato che è proprio l’ambito lavorativo il luogo con le maggiori opportunità di evoluzione personale. Perché negarsi questo cambio professionale, culturale ed esistenziale?»

L'autore

Margherita Pogliani

Margherita “Credo che un approccio centrato e sistemico al brand sia un volano di comunicazione, posizionamento e ingaggio straordinario”. Questa è la filosofia di Margherita Pogliani, maturata dopo vent’anni di esperienza nel mondo della comunicazione digitale.