Non solo robot, il lavoro del futuro ha bisogno di leader digitali


Durante il World Economic Forum di Davos si è parlato di lavoro partendo dal concetto di transizione


Non solo robot, il lavoro del futuro ha bisogno di leader digitali

 

«Il lavoro del futuro coinvolgerà 30 milioni di robot». Così si leggeva nel rapporto “The future of Jobs” presentato al World Economic Forum di Davos di due anni fa. Una previsione quanto mai attuale che ha spinto l’organizzazione internazionale a trattare il tema del lavoro, nell’edizione 2018, partendo dal concetto di transizione e dall’esigenza di Reskilling e Upskilling. Parliamo di quell’adattamento e rafforzamento delle competenze dei lavoratori in grado di prepararli al mondo disegnato dal digitale. Entro il 2019 infatti la tecnologia sarà la normalità in casa e in ufficio: solo nell’industria sbarcheranno 2,6 milioni di macchine intelligenti e il 65% dei bambini di oggi svolgerà una professione che ancora non esiste. La buona notizia è che gli esperti sono concordi: per non essere travolti dalla rivoluzione tecnologica l’unica strategia possibile è prevederne gli effetti.

La formazione è l’unica strategia

In breve, se è vero che la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e il machine learning sono le sfide, la formazione, le nuove competenze e la digital leadership sono le soluzioni. Non a caso ManpowerGroup ha deciso di trattare questi temi al meeting di Davos, nella consapevolezza che l’innovazione può dare impulso alle imprese. Le aziende che introducono nuovi modelli di business hanno infatti performance migliori del 26% rispetto alle concorrenti tradizionali. A patto che il cambiamento sia a 360° e arrivi dall’alto, dai cosiddetti leader digitali. Professionisti di talento che, secondo Jonas Prising, Presidente ManpowerGroup, devono possedere quattro caratteristiche fondamentali per farsi interpreti della digital revolution: adattabilità, capacità di ispirare, attitudine al comando e resistenza. «Ciò che ci ha portato fin qui – ha spiegato Prising in Svizzera – non ci porterà oltre. Nell’era digitale i leader devono essere aperti al cambiamento. Questo non vuol dire sostituire la leadership tradizionale: la perseveranza e l’adattabilità resteranno centrali. Tuttavia, bisognerà lavorare per liberare il talento e per guidare le imprese con audacia, talvolta anche fallendo. E sempre con l’idea di accelerare le prestazioni».

La ricerca

La strada però è ancora lunga. Secondo la ricerca del Gruppo, «From C-Suite to Digital Suite How to Lead Through Digital ¢Transformation», 9 responsabili delle risorse umane su 10 pensano di non essere pronti alla sfida tecnologica. Per avvicinare le persone alle macchine l’approccio deve quindi essere graduale. Stefano Scabbio, Presidente Area Mediterranea e Nord-Est Europa di ManpowerGroup, spiega che «la rivoluzione delle competenze, dettata dall’economia digitale, marcia a una velocità mai vista. Bisognerebbe lavorare tutti assieme, Governi, imprese e professionisti per ridurre il tempo necessario a far acquisire alle persone le skills necessarie». La Digital Room presentata al meeting svizzero è un esperimento in questa direzione. Una «stanza digitale», creata attraverso strumenti di intelligenza artificiale, che analizza la propensione di un candidato alla leadership del futuro. Interfacciandosi con l’avatar Zara, si viene valutati a partire da un quiz sulla propria visione del mondo. La particolarità della macchina è che non si limita a registrare le parole ma legge il linguaggio del corpo e interpreta la mimica facciale per poi confrontare i dati raccolti con i profili dei leader internazionali. Un sistema inedito per selezionare una guida, un manager, un capo davvero «a prova di digitale».

L'autore

Diana Cavalcoli

Diana Cavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione