Le assunzioni estive? Stabili ma in calo nelle micro imprese


La sintesi del rapporto Meos: tra luglio e settembre i datori di lavoro non hanno intenzione di correre rischi


Le assunzioni estive? Stabili ma in calo nelle micro imprese

Poche assunzioni e con prudenza. Tra luglio e settembre i datori di lavoro italiani non hanno intenzione di correre rischi. A dirlo è l’indagine Meos di ManpowerGroup, realizzata su un campione di  60 mila aziende in 44 paesi. Secondo il report il 5% dei datori si aspetta di incrementare il proprio organico, il 5% prevede un calo mentre per l’89% non vi sarà alcuna variazione. Risultato? La previsione netta sull’occupazione si attesta a quota -2%, in linea con i trimestri precedenti.

Tra i motivi di questa sostanziale stabilità il periodo di caos politico seguito al voto del 4 marzo. In particolare i dubbi rispetto alla formazione del nuovo governo hanno messo sull’attenti le micro aziende, storicamente restie a investire in capitale umano in tempi d’incertezza. Non a caso si legge nella ricerca «le grandi aziende riferiscono piani di assunzione positivi, con una previsione netta sull’occupazione pari a +21%. Le medie prevedono un +15% e le piccole aziende segnalano una previsione del +5%. Problematica la situazione delle micro imprese che prevedono un calo del personale del 4%».

‘Cautela’ sembra essere quindi la parola chiave che guiderà le decisioni dei datori in quest’estate 2018 con qualche eccezione nei comparti più innovativi dell’industria. «Dal nostro osservatorio percepiamo una situazione di stabilità e, in diversi settori come Tech e ICT, di aumento delle richieste – afferma Riccardo Barberis, Ad Italia di ManpowerGroup. Alcuni dei profili più richiesti come il Tecnico Meccatronico e il Big Data Analyst rappresentano un’opportunità e allo stesso tempo una sfida, è necessario investire sulla specializzazione e il training in partnership con le aziende e nell’upskilling all’interno delle organizzazioni».

Le differenze regionali

La ricerca evidenzia però uno spaccato territoriale molto differenziato. I datori di lavoro più ottimisti sono quelli del Nord Est e del Centro Italia. Nel corso del terzo trimestre 2018 stimano un modesto aumento degli organici. La previsione netta sull’occupazione segna +2% nel Nord-Est e +1% nel Centro. Calo invece a Sud e nelle Isole, con una previsione del -4%, mentre per il Nord-Ovest si attesta a -3%. Rispetto al secondo trimestre del 2018 quindi  le prospettive di assunzione si indeboliscono di 3 punti sia nel Nord-Est che nel Nord-Ovest. Mosca bianca il Centro Italia che, per la prima volta, migliora e lo fa con un salto in avanti di 3 punti percentuali.

Estrazioni e agricoltura in crisi

Su 10 settori industriali si prevede che il numero degli occupati calerà in 6 e aumenterà in 3. In particolare sono i datori del settore minerario ed estrattivo ad essere scettici con una previsione netta sull’occupazione pari a -14%. Negativi anche i settori di agricoltura, caccia e pesca con prospettive di assunzione pari al -11%. Non va meglio agli aspiranti lavoratori del settore del commercio all’ingrosso che segna -6%. Assunzioni negative anche nel settore elettricità, gas e acqua ( -5%) e nel settore trasporti e comunicazioni (-5%). In chiusura le buone notizie. È prevista una crescita, con previsioni intorno al 6%, in tre settori: ristorazione e hotel, finanza e assicurazioni, immobiliare e servizi aziendali.

L'autore

Diana Cavalcoli