Dalla metro M4 alle future skill, il viaggio verso l’innovazione è di sola andata


Surfare sull’onda della rivoluzione tecnologica, questo il tema al centro dell’evento “Mind the Gap” di Manpower


Dalla metro M4 alle future skill, il viaggio verso l’innovazione è di sola andata

La metropolitana M4 di Milano come metafora del futuro, il viaggio verso l’innovazione e la necessità di «surfare» sull’onda della rivoluzione tecnologica. Questi i tre elementi al centro dell’evento “Mind the Gap”, organizzato da FuturSkill, la training company di ManpowerGroup. Per riflettere su quanto la formazione possa trasformare le persone, la società ha lanciato, il 12 e il 13 giugno, delle visite interattive al cantiere della metropolitana che collegherà il centro di Milano all’aeroporto di Linate. L’evento, ideato dal direttore e business coach del programma Angelo Sitran, si è tradotto – complici gli occhiali per la realtà virtuale distribuiti ai partecipanti – in una riflessione sulla tecnologia. «La stazione della metropolitana che ci ospita è allo stato grezzo – ha spiegato Sitran in cantiere – ed è un po’ come un’azienda. Per costruirla devi lavorare sodo. E solo nel lungo periodo vedrai gli effetti del tuo impegno. È così anche con le competenze».

Angelo Sitran, responsabile di Future Skill, racconta il progetto

Soprattutto in un contesto come quello del mondo del lavoro dove l’innovazione sta avendo un impatto senza precedenti. «Davanti all’onda digitale si possono avere due atteggiamenti – aggiunge Sitran – se si sa nuotare non si avranno problemi, se invece non si ha questa capacità si avrà paura di affogare». L’unica strada è quindi attrezzarsi prima di essere travolti. «È quello che facciamo a livello formativo con le aziende. Puntiamo sull’effetto wow. Le persone – ne abbiamo incontrate almeno 10 mila in questi anni – devono scoprirsi nuove e dirsi ‘ce la posso fare’».

Condividere per spiegare l’innovazione

Uno modello di treno leggero che correrà sulla linea M4 di Milano

In cantiere anche Riccardo Barberis, amministratore delegato di ManpowerGroup, che ha spiegato quanto la tecnologia sia importante e quanto sia necessario stimolare la curiosità delle persone a riguardo. «So di essere un Naid, nativo analogico invecchiato digitale. La prima volta che ho preso una metropolitana il telefono non prendeva mentre oggi siamo sempre connessi. Per esperienza penso ci sia bisogno di accompagnare le persone verso l’innovazione ed è quindi strategico far conoscere un marchio come FutureSkill che sul mercato della formazione sta sperimentando e facendo meraviglie». Una vision condivisa anche da Guido Mannella, Presidente del Consorzio MM4, che ha raccontato l’importanza di avere cantieri metropolitani aperti. Una scelta pensata «per permettere ai cittadini di vedere, tastare con mano e scoprire l’innovazione che porterà un’opera come quella della metro blu milanese». Grazie alla nuova linea, leggera e ad automazione integrale, si potrà infatti raggiungere Linate dal centro città in una quindicina di minuti.

Il digital mentor Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla racconta la propria esperienza di imprenditore digitale

Ospite d’eccezione delle due giornate Salvatore Aranzulla, l’imprenditore che ha lanciato il più famoso sito italiano di divulgazione informatica. Aranzulla ha raccontato la sua storia straordinaria: dagli inizi come riparatore di computer in un piccolo paesino della Sicilia, allo sbarco a Milano in Bocconi. «Ho scelto di studiare Economia e non Ingegneria perché mi interessava l’aspetto imprenditoriale. Volevo che il sito, che avevo lanciato per dare consigli informatici agli amici, diventasse una vera società e mi servivano quelle competenze».

Da lì, tra sacrifici e un approccio per tentativi, il portale decolla. Oggi è tra i 30 siti più visitati in Italia e la società Aranzulla arriverà quest’anno a fatturare intorno ai 3 milioni di euro. Se Aranzulla riconosce il valore della tecnologia come volano di qualsiasi business spiega anche che non bisogna lasciarsi sopraffare. «Ho un approccio abbastanza rigido. Ad esempio ho disattivato le notifiche delle mail per non essere inondato. Devo decidere io quando leggere e non essere costretto da una notifica ad aprire la posta. In più ho ridotto le riunioni fisiche a chiamate e le chiamate ad sms. È un modo per riprendermi il mio tempo».

L'autore

Diana Cavalcoli

Diana Cavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione