Decreto Dignità, il sì della Camera. Fornero: il lavoro stabile non aumenterà


Il parere dell’ex ministro Elsa Fornero sulla nuova misura approvata alla Camera


Decreto Dignità, il sì della Camera. Fornero: il lavoro stabile non aumenterà

 

Con 312 sì, 190 no e un solo astenuto, la Camera ieri sera ha approvato il decreto Dignità. Adesso, mentre il testo vola al Senato dove si punta a ottenere l’approvazione prima della pausa estiva, c’è chi come l’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, mette in guardia il governo: «La precarietà non si riduce per decreto, chi c’è passato prima lo sa. È tempo di uscire dalla propaganda e fare qualcosa di concreto».

Le vicinanze alla legge Fornero

Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica e politica italiana. Ha ricoperto la carica di Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Monti dal 2011 al 2013

Sono diversi gli aspetti del nuovo decreto che richiamano il testo della professoressa Fornero, a partire dalla reintroduzione delle causali, passando per l’aggravio contributivo dello 0,5% e infine per i voucher. La legge Fornero, infatti, aveva reso più costoso per i datori di lavoro il tempo determinato prevedendo il contributo aggiuntivo dell’1,4%. Secondo quanto previsto dalla normativa, il primo contratto temporaneo poteva essere sottoscritto anche senza indicare la causale e poteva durare al massimo un anno, dal secondo in poi, invece, era necessario riportare la causale. Tra un contratto e l’altro, poi, dovevano trascorrere almeno 90 o 60 giorni (a seconda che il contratto avesse o meno superato i 6 mesi). Ora, invece, la durata massima prevista per i contratti a termine è di 2 anni, e non 3, con un totale di 4 proroghe (e non 5) e con la reintroduzione delle causali dopo i primi 12 mesi. Quanto al contributo, si prevede un + 0,5% per ogni rinnovo contrattuale da aggiungersi all’1,4%, anche se dal versamento di questa cifra sono esentate le famiglie che assumono colf e badanti.

Quanto ai voucher, la riforma Fornero prevedeva la possibilità di utilizzarli in tutti i settori produttivi con l’unico limite economico del tetto massimo di 5 mila euro. Oggi, invece, dopo che il governo Gentiloni, per evitare il referendum promosso dalla Cgil, li aveva aboliti, i voucher tornano in auge con la possibilità che a utilizzarli siano le imprese agricole e  alberghiere con massimo 8 dipendenti e solo per remunerare il lavoro di pensionati, disoccupati, studenti fino a 25 anni e percettori di forme di sostegno al reddito per una durata massima di utilizzo che passa da 3 a 10 giorni.

A queste misure si aggiungono: la bocciatura dell’emendamento presentato per il ripristino dell’articolo 18, l’esonero della disciplina dello stop per il lavoro in somministrazione, le sanzioni per chi delocalizza tali per cui l’azienda, se porta le attività fuori dall’Unione Europea, dovrà restituire quanto ricevuto e pagare una sanzione fino a 4 volte la cifra incassata dallo Stato. Ancora: lo sgravio contributivo al 50% per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori under 35, esteso fino al 2020, (costo fino a 600 milioni di euro) di cui potranno beneficiare anche le famiglie che assumono colf, badanti e babysitter nonché il tetto massimo di contratti a tempo determinato, inclusi quelli in somministrazione, che dovrà essere pari al 30% dei contratti a tempo indeterminato nella stessa azienda con multe di 20 euro al giorno per la somministrazione fraudolenta e l’esclusione delle agenzie di somministrazione dall’obbligo di indicare le causali per il rinnovo dei contratti a termine. E per dare la possibilità agli imprenditori di digerire tutte queste novità, si è previsto fino al 31 ottobre un periodo di transizione per poi far scattare le nuove misure dal primo novembre 2018.

I rischi

Ma cosa ne pensa chi, come Elsa Fornero, già in passato aveva provato a dare una sferzata al mercato del lavoro italiano? «Temo che il testo sia intriso di propaganda e che ci sia una forte discrasia rispetto alle reali possibilità di incidere sul precariato. Obiettivo, questo, assolutamente condivisibile, ma poco realizzabile con queste misure» – dichiara la professoressa. E aggiunge: «In questa fase economica di ripresa incerta e fragile, in cui il rischio di una nuova stagnazione è dietro l’angolo, dare la sensazione di voler irrigidire i contratti più flessibili può ridurre l’occupazione. La mia scelta rispetto alle causali fu fatta per ragioni diverse e in un contesto diverso. Nella situazione attuale andranno ad aumentare il contenzioso e le imprese cercheranno di tutelarsi riducendo il numero delle persone impiegate con questo tipo di contatti».

Dunque, per l’ex ministro Fornero esiste un reale rischio che aumenti la disoccupazione: «La relazione tecnica della Ragioneria Generale dello Stato l’ha previsto e credo che i numeri possano essere anche più alti» – afferma. E neanche l’estensione degli sgravi riuscirà a limitare il pericolo: «È una misura che ogni governo propone ma che può garantire solo per un periodo limitato di tempo. È un piccolo beneficio, ma da qui a dire che le imprese saranno più propense a trasformare i contratti da temporanei a tempo indeterminato, ce ne passa. Diciamo che è più un’azione fatta per ridurre lo scontento degli imprenditori che per creare nuova occupazione stabile». Infine, i voucher. In questo caso, il giudizio è meno amaro: «Io decisi di estenderne l’utilizzo per far emergere il lavoro nero, quindi hanno fatto bene a reintrodurli anche se avrebbero dovuto farlo in maniera più ampia. Adesso, mi aspetto di vedere quale sarà la reazione della Cgil. Con una consapevolezza: governare non è come stare in piazza, non è possibile mettere d’accordo tutti. Credo che anche il nuovo governo se ne stia rendendo conto», conclude.

L'autore

Silvia Pagliuca

Silvia Pagliuca Giornalista professionista e Comunicatore pubblico, è laureata in scienze e tecnologie della comunicazione, con Master in management della comunicazione sociale, politica e istituzionale e Master in giornalismo presso il campus IULM - Mediaset. Scrive di lavoro, startup, innovazione e imprenditoria per Corriere della Sera, Corriere Imprese e Corriere del Trentino. Collabora come copywriter e consulente in comunicazione per diverse realtà pubbliche e private.