Libri da leggere, tre visioni diverse sul futuro del mondo del lavoro


I consigli di un critico letterario per un’estate di letture che fanno riflettere


Libri da leggere, tre visioni diverse sul futuro del mondo del lavoro

Un attimo prima (Einaudi, pp. 464) di Fabio Deotto

Edoardo Faschi, ex-ragazzo, in una Milano del futuro, oltre il 2030, si sottopone a una cura all’avanguardia per superare il trauma della perdita del fratello Alessio. Mentre il passato di Edoardo, vicino ai nostri anni, riemerge, il suo presente rimane per il lettore un futuro dai tratti sorprendenti. In Un attimo prima, infatti, Fabio Deotto immagina una società in cui il denaro non esiste più, poiché si usa una valuta non cumulabile e in cui il lavoro non ha più valore. In questo paesaggio, dove la proprietà privata non è più concessa e non si può “possedere” nulla, ecco che i propri ricordi diventano l’unico patrimonio che si ha a disposizione. Perderli è chiaramente una tragedia e mettersi in gioco per recuperare la memoria diventa una sfida con la propria identità. Un mondo “come se”, distopico, affascinante e forse non così lontano se la memoria diventa sempre più virtuale.

Realismo capitalista (Not/Nero, pp. 154) di Mark Fisher

Uscito nel 2009 in Inghilterra e arrivato a fine 2017 in Italia, quando ormai l’autore, a 49 anni, si era suicidato, Realismo capitalista di Mark Fisher è una proposta per un paradigma con cui indagare certe contraddizioni fondanti del nostro tempo, nate dalla vittoria del modello economico capitalista che ha finito per modificare il mondo e la sua percezione. Fisher, che struttura il suo ragionamento citando film, musiche e pensatori accessibili, scrive: «Il capitalismo è quel che resta quando ogni ideale è collassato allo stato di elaborazione o rituale: il risultato è un consumatore-spettatore che arranca tra ruderi e rovine». Queste ultime sono quelle del nostro presente pieno di revival e dominato dall’idea per cui tutto, dalla salute all’educazione, andrebbe gestito come un’azienda, più che come un diritto della comunità. Non è detto che sia un bene, anzi, ma certa inquietudine può essere proficua.

 

Pagare o non pagare (Nottetempo, pp. 144) di Walter Siti

Walter Siti è uno dei migliori romanzieri italiani, ma è anche un saggista lucido e brillante. Un tema ricorrente nella sua opera è il denaro, come in Resistere non serve a niente e Siti torna a rifletterci partendo da una chiave interessante: «Può l’autobiografia funzionare anche come analisi di un ceto?». Siti, da figlio della classe operaia, ripercorre il proprio rapporto con il denaro, partendo da quello contante, raccontando della sua ascesa nello studio, nell’insegnamento universitario e nella scrittura. I fatti biografici sono solo il primo gradino per allargare il discorso, tra economisti e consumismo, nel nostro rapporto con il pagare e chiarire la sensazione per cui il denaro, tra tanti servizi gratuiti e low cost, sembra aver perso peso, mentre comprare beni fuori scala rispetto ai nostri portafogli continua a provocarci un certo godimento. Un viaggio, insomma, nell’ambiguità del presente.

 

 

Alessandro Beretta

L'autore

La redazione di LINC