Dalla vita sulla Luna ai Troll russi, viaggio tra le fake news più famose


La storia è piena di bufale e notizie false: ecco qualche esempio celebre


Dalla vita sulla Luna ai Troll russi, viaggio tra le fake news più famose

 

Le notizie false non sono una novità contemporanea. La storia ne è piena, alcune volontarie altre diffuse in buona fede; alcune innocue, altre portatrici di conseguenze. Nel 1835 il New York Sun pubblicò un articolo sulla clamorosa scoperta di vita sulla Luna, attribuita all’allora molto famoso astronomo Sir John Herschel. Secondo lo scritto, sul nostro satellite sarebbero stati presenti esseri volanti simili agli uomini e altri ai roditori. Dopo aver ottenuto l’obiettivo di aumentare notevolmente i propri abbonati, il giornale annunciò che la notizia era falsa.

Durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1917, il Times e il Daily Mail pubblicarono testimonianze anonime secondo le quali in Germania erano attive delle fabbriche dove venivano portati i cadaveri dei soldati caduti per poterne estrarre glicerina, al fine di produrre saponi e margarina. Successivamente, si scoprì che la storia era da attribuire ai servizi d’intelligence britannici nell’ambito delle azioni di propaganda, durante l’anno di guerra più duro per le forze dell’Intesa. Anche altri Paesi non ne furono immuni. La Germania stessa fece pubblicare articoli che sostenevano che in realtà il Parlamento francese avesse votato contro l’entrata in guerra del Paese e che il Presidente della Repubblica fosse stato assassinato.

Forse una delle più famose fake news della storia fu diffusa il 30 ottobre del 1938. Il Columbia Broadcasting Network mandò in onda un riadattamento del romanzo di Orson Welles “La guerra dei mondi”. I primi due terzi del racconto vennero narrati come fossero delle breaking news. Furono fatte talmente bene che numerosi ascoltatori rimasero terrorizzati e si riversarono nelle strade temendo che fosse in atto davvero un attacco alieno. Prima che la trasmissione finisse, medici, soldati e marinai si presentarono alle proprie unità di appartenenza pronti a combattere.

Cambiano i mezzi, non gli scopi

Al di là di alcuni esempi quasi grotteschi, è chiaro che il diffondere notizie false ha fatto (e fa) parte della strategia di diversi Paesi. La disinformazione è un elemento chiave per sviare l’attenzione avversaria dai propri reali intenti o situazioni interne di crisi, oppure influenzare gli altri affinché adottino soluzioni o azioni a proprio inconsapevole svantaggio. Vale per le questioni militari, ad esempio durante i conflitti o sulla produzione e lo sviluppo di armamenti, ma anche per le questioni di politica interna, commerciale ed estera.

All’inizio c’erano i racconti, poi, con l’invenzione della stampa, gli articoli dei giornali. In seguito sono arrivati i primi mezzi di comunicazione tecnologici come il telegrafo e la radio. Con l’utilizzo di massa di internet e del web la situazione è poi esplosa. Ora non solo si possono “colpire” i governi ma si può arrivare nelle case delle popolazioni, causando influenze che partono “dal basso”. Il sistema delle fake news è attivo anche all’interno dei Paesi ed è sempre più presente nelle competizioni elettorali di quelli occidentali. La rapidità di diffusione è talmente elevata, da rendere le smentite quasi inefficaci.

Il caso dell’Internet Research Agency

Da alcuni anni, la Russia si è guadagnata il primato, almeno mediatico, per la produzione di fake news da diffondere a livello internazionale. In primo piano ci sarebbe la Internet Research Agency, un’azienda di San Pietroburgo. Non si fa mistero che lo scopo sia porre in atto operazioni di influenza a favore degli interessi politici ed economici di Mosca. Colloquialmente è chiamata la “Troll Factory”. Secondo un articolo del New York Times, ai neo assunti viene dato un primo compito di crearsi tre identità sulla piattaforma per blog Live Journal, di cui una principale e due secondarie. A quel punto vengono assegnati a settori che possono consistere in un’area geografica o semplicemente una persona (come Vladimir Putin, o Donald Trump) e ricevono via email le istruzioni su cosa scrivere. Si lavora su turni di 12 ore. Chi è fluente in inglese è quasi sempre assegnato alle “operazioni” concernenti gli Stati Uniti. Oltre ai contenuti, vengono anche fornite linee guida sulle tempistiche e le modalità di pubblicazione per poter attirare maggior pubblico locale possibile.

Di Emiliano Battisti 

L'autore

Redazione Caffe Geopolitico

Redazione de “Il caffè geopolitico” Il Caffè Geopolitico è un’Associazione Culturale fondata nel 2009 con lo scopo di diffondere la conoscenza della geopolitica e delle relazioni internazionali, anche attraverso l'omonima testata giornalistica registrata.


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