Cercasi geni dei social media


Riconosciuta la forza dei social media, alle aziende non resta che gestirli piuttosto che ostacolarli


Cercasi geni dei social media

 

Due giorni. Quasi 600 domande poste da poco meno di 100 parlamentari. Il debutto al Congresso Usa di Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, ha aperto un vaso di Pandora sul futuro del social network più grande al mondo (e non solo). È un monopolio? È troppo grande? Deve essere regolato? Lancerà un servizio a pagamento senza pubblicità? Descrivendo Facebook come un’azienda “idealista” e “ottimista”, il 33enne, che da un dormitorio di Harvard nel 2004 mise a punto una piattaforma diventata un gigante tech, ha chiesto personalmente scusa e si è preso la responsabilità degli abusi a cui sono stati potenzialmente esposti oltre 2 miliardi di utenti.

Usi e abusi

Dalle fake news alle interferenze nelle elezioni, dall’incitamento all’odio alla violazione della privacy fino alla “condivisione impropria” delle informazioni di 87 milioni di suoi iscritti da parte di Cambridge Analytica, la società londinese di dati usata anche dalla campagna elettorale di Donald Trump. Mentre i legislatori chiedono a Facebook di non diventare un incubo per la privacy e mentre gli investitori cercano di quantificare quello che Zuckerberg ha definito un «impatto significativo alla redditività» del gruppo, dovuto agli sforzi per aumentarne la sicurezza, l’uso dei social media da parte delle aziende sembra destinato a continuare. E ad essere potenziato. È vero. L’irriverente Elon Musk ha cancellato gli account Facebook di due dei suoi gruppi, Tesla e SpaceX. Ma la Corporate America resta alla ricerca di social media manager. Basta guardare i siti di annunci di lavoro. Mentre scriviamo, Altamarea Group sta cercando un “genio” per occuparsi degli account dei suoi ristoranti come “Ai Fiori”, tra i più famosi (e cari) di New York. Il colosso alimentare Mondelez vuole assumere una persona che metta a punto una strategia “social” e “influencer” per i marchi del gruppo. Anche piccole aziende e agenzie di comunicazione sparse in tutti gli Usa hanno annunci di lavoro simili.

Le strategie

«Non credo si preannunci un declino per la figura del social media manager, anzi», ci ha spiegato la social media manager di una banca. «Chi conosce bene le dinamiche SEO, SEM e social che muovono la fruizione dei contenuti sul web, chi sa sfruttare le potenzialità in termini pubblicitari offerti da Google e Facebook (che da soli influenzano direttamente oltre il 70% del traffico su internet), avrà ancora più possibilità di lavorare su progetti interessati e di successo». Per Giovanni Pellerito, Ceo di GP Communications North America, quella professione sarà “rinvigorita” tanto più che «i social media sono diventati una utility».

Le recenti polemiche che hanno travolto Facebook non lo sorprendono: «È come se qualcuno mi dicesse ‘È morto un signore mentre stava cambiando una lampadina’. Non possiamo dire che l’elettricità uccide ma piuttosto che è stato un incidente». L’importante è capire che un social media manager non ha una funzione meramente divulgativa ma anche di salvaguardia del marchio, della reputation e della responsabilità aziendale. Perché con i social media arrivano anche rischi legali, regolatori e di compliance. Riconosciuta la forza e l’ubiquità dei social media, alle aziende non resta che gestirli meglio piuttosto che ostacolarli. E siccome i rischi a essi associati possono crescere rapidamente, le aziende e i loro cda devono essere in grado di muoversi con altrettanta velocità. Individuando lamentele sul nascere. Curando il modo in cui interagiscono non solo con gli stakeholder ma anche con fornitori, competitor e dipendenti. Simulando situazioni di crisi per sapere esattamente chi deve reagire e come. D’altra parte, in Usa come forse in nessun altro luogo, il cliente ha sempre ragione.

L'autore

Stefania Spatti

Stefania Spatti Stefania Spatti scrive da New York per le agenzie di stampa AskaNews e Radiocor (Gruppo 24 Ore). Racconta l'umore dei mercati finanziari e l'America di Trump. Adora il nordic noir. Pratica lo shiatsu. È una foodie.