Il futuro battuto a macchina


A 110 anni dalla nascita della Olivetti, quell’idea di impresa e di comunicazione resta un modello da studiare


Il futuro battuto a macchina

Tecnica e Organizzazione, così si chiamava uno dei tanti esperimenti editoriali (riusciti) di Adriano Olivetti. La rivista, pubblicata dalla società Olivetti, non aveva il carattere di un house organ aziendale, quanto quello di un mezzo di divulgazione di una certa idea del lavoro di cui Olivetti stesso era portavoce. Con il magazine venivano affrontate, con spirito fortemente innovativo, varie tematiche dello sviluppo industriale: l’organizzazione in generale, gli aspetti tecnico-produttivi, le esigenze di formazione, l’architettura industriale ecc. Sele Arte, bimestrale di cultura, selezione, informazione artistica internazionale, venne poi pubblicato a cura dell’Ufficio Stampa della Olivetti per 78 numeri, da luglio-agosto 1952 al giugno 1966. Diretto da Carlo Ludovico Ragghianti, come nel caso di Tecnica e Organizzazione, è un esempio di come un’azienda industriale può operare a favore della cultura umanistica e artistica. E ancora: Foglio Comunicazioni interne, notiziario prezioso per ricostruire i movimenti all’interno dell’azienda; il Bollettino Interno Olivetti che pubblicava foto e articoli di maggiore sostanza sulla vita aziendale di quegli anni; Rivista Olivetti poi il Giornale di Fabbrica Olivetti, dedicato ai temi di maggiore interesse all’interno dell’Azienda; Notizie Olivetti, rivista di elevato valore culturale, oltre che informativo, rivolta più verso l’esterno che verso l’interno dell’Azienda. La sensibilità di Olivetti verso il mondo della cultura andava anche oltre le pagine dei suoi giornali. Decise infatti di contaminare il cuore stesso della sua fabbrica di macchine per scrivere  con intellettuali e artisti: il poeta Franco Fortini lavorava nel settore pubblicità, il critico Geno Pampaloni era direttore dell’ufficio di presidenza, lo scrittore Paolo Volponi capo del personale. A centodieci anni dalla nascita della Olivetti, quell’idea di impresa resta un modello da studiare e da imitare.

L'autore

Serena Scarpello

Serena Scarpello Esperta di Media e di Digital Pr, Direttrice Responsabile del magazine di cultura del lavoro LINC per il Gruppo Manpower. È stata conduttrice televisiva per il canale finanziario di SKY Class CNBC. Si è laureata presso l’Università LUISS Guido Carli in Relazioni Internazionali e specializzata in Comunicazione Economica, Politica e Istituzionale. Ha studiato a Madrid e a Bruxelles, e lavorato per la Farnesina. Giornalista pubblicista e docente di brand journalism e storytelling, nel tempo libero organizza presentazioni letterarie. Autrice del libro d'inchiesta "Comunicare meno, Comunicare meglio", Edizione Guerini.


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