Analogico e digitale convergono, ecco cosa sta facendo l’Ue


La Commissione Europea lancia il piano per realizzare il Mercato Unico Digitale


Analogico e digitale convergono, ecco cosa sta facendo l’Ue

In Europa, dove si trovano 6 delle 10 migliori economie digitali globali, la trasformazione verso un mondo dove innovazione digitale, componente analogica e contributo umano coesistono, corre velocissima tanto da portare all’iniziativa di coordinamento della Commissione Europea Digitising European Industry – la prima orientata specificamente all’industria del piano per il Mercato Unico Digitale. In questa partita, giocano nella stessa squadra grandi aziende e governi nazionali che, in molti stati membri, portano avanti piani di azione specifici. In un momento di grandi tensioni interne e incertezze politiche e sociali che minano il progetto di unità rincorso da decenni, pare quasi che a dipingere un futuro potenzialmente luminoso per l’Europa siano le spinte innovative delle imprese. La trasformazione digitale in corso poggia infatti su una solida base industriale continentale e sulle tante aziende a forte connotazione tecnologica capaci di correre più di molti concorrenti fuori confine. Ma proprio per la sua portata mondiale, è necessario affrontare questa innovazione in una prospettiva più grande: garantendo, per esempio, infrastrutture digitali all’avanguardia adeguate e diffuse. Oltre a un flusso di investimenti ampio, «solo a un livello europeo la combinazione di risorse pubbliche e investimenti privati può raggiungere la massa critica necessaria all’industria europea per competere a livello mondiale».

E non dimentichiamoci poi dell’annoso problema del capitale umano. Ad oggi, al 40% della forza lavoro europea ancora mancano delle competenze digitali adeguate. Tanto che, nonostante certi alti livelli di disoccupazione, l’Europa potrebbe soffrire di una carenza di profili specializzati in ICT sull’ordine dei 900mila entro il 2020. Con tutto quello che questo comporta. La volontà generalizzata è quella di creare modelli che facilitino il passaggio a produzioni avanzatissime per competere tra i primi al mondo, attraverso, per esempio, l’aggiornamento dei processi produttivi, una maggiore condivisione delle informazioni, la gestione coerente dei big data. Il tutto non esclusivamente su grande scala, bensì supportando le fasi di transizione anche delle Pmi europee che, pur rappresentando spesso centri di innovazione d’eccellenza, non sono in grado di gestirle da sole. Nell’espandere capillarmente i loro prodotti o servizi, beneficerebbero invece di un’ottica di sistema continentale.

L'autore

Maria Paola Mosca

Maria Paola Mosca Appassionata di arte contemporanea, è giornalista freelance e si occupa di comunicazione, creatività e grafica. Vive in una città a sud di Rotterdam, su un'isola del delta del Reno @emmepi