Human opportunity e tecnologia tra sfide presenti e future


Come affrontare l’arrivo di nuove tecnologie sul posto di lavoro?Le risposte al Forum delle Risorse Umane


Human opportunity e tecnologia tra sfide presenti e future

Quali sono le sfide del futuro per chi si occupa di risorse umane? Come affrontare l’arrivo di nuove tecnologie sul posto di lavoro? A queste e a tante altre domande hanno risposto i partecipanti al panel “human + opportunity” organizzato dal Forum delle Risorse Umane il 15 novembre in Università Bocconi. Sul palco, insieme ad Alessandro Rimassa (direttore e co-founder di Tag Innovation School), sono intervenuti Barbara Preti (HR director di Avio), Pierpaolo Antonioli (Ceo ed executive director global diesel sector General Motors), Pino Mercuri (HR director Italy Microsoft), Clemente Perrone (ing. chief HR&organization officer Sirti) e Alessandro Vitale (Ceo di Conversate). Per Preti le domande iniziali hanno prodotto un’altra serie di quesiti, come “quali sono i pilastri del digital? Come formare delle nuove risorse in questo mondo in continuo cambiamento? E come fare a reperirle?”.

Tra tecnologia e inclusione femminile

Uno dei momenti del Forum organizzato presso l’Università Bocconi di Milano

«Ora stiamo lavorando molto con le università, come il Politecnico. Poi c’è un altro argomento importante di cui parlare, cioè le donne, la diversity inclusion, l’accesso alle discipline STEM. Su questo fronte Avio sta visitando le scuole del Piemonte, dove spieghiamo quali sono leopportunità che si stanno aprendo nell’industria». Vitale si è concentrato invece sul ruolo che sta assumendo l’intelligenza artificiale nelle aziende, specificando la differenza tra automazione e intelligenza aumentata. «Con l’automazione le macchine potranno lavorare in modo indipendente ,mentre l’intelligenza aumentata prevede ancora l’intervento dell’uomo». Spesso, ha raccontato il Ceo di Conversate, è difficile spiegare alle aziende le opportunità che si creano con l’introduzione di queste novità, perché c’è ancora molta diffidenza. L’obiettivo dei prossimi anni, quindi, è far coincidere l’organizzazione interna di un’azienda con lo sviluppo tech. A questo ultimo punto si è collegato Mercuri, che ha raccontato del “viaggio culturale” in atto in Microsoft. «Abbiamo iniziato un cambiamento importante, dove il pilastro fondamentale è l’apprendimento continuo, necessario ad ogni livello per non rimanere indietro rispetto alle novità tecnologiche».Se i primi interventi hanno puntato l’obiettivo sul cambiamento, Perrone ha voluto spostarlo sul racconto. «Abbiamo a disposizione i big data, l’intelligenza artificiale, ma dobbiamo portarli all’esterno con lo storytelling». Saper raccontare il cambiamento in atto ha un risvolto lavorativoimportante perché “sostiene” i dipendenti quando l’entusiasmo iniziale inizia a svanire. Vitale hapoi riportato l’attenzione sull’AI. Durante una delle ultime operazioni di merger, ha spiegato il Ceo, è stato utilizzato un chatbot per facilitare il processo e renderlo più comprensibile a tutti i presenti.Il suo contributo è stato così impattante che ora è stato riproposto per altre mansioni. Sul ruolodell’HR, Vitale ha spiegato che è fondamentale trovare un modo per attirare i talenti che vanno all’estero e sapere quali saranno le nuove professioni da intercettare.

I nuovi lavori

Ha parlato di nuovi lavori anche Antonioli, sottolineando che oggi servono buoni tecnici, ma anche persone flessibile,connesso e adattabile alle novità.La tecnologia sta entrando sempre più nelle aziende, tanto che in Avio, per esempio, ora anche le ricerche interne si fanno con l’AI. I dipendenti ricevono dei messaggi via WhatsApp e rispondono più velocemente, così come diventa più snella la raccolta di dati. Ma queste novità avranno solo risvolti positivi o possono averne anche di negativi? Per Mercuri la tecnologia ci darà solo maggiori opportunità, «dobbiamo imparare a convivere con i robot», che non ci ruberanno il lavoro. Le ultime riflessioni sono state sul rapporto tech e formazione: Rimassa ha parlato di un progetto di Talent Garden su 700 persone, tra cui mancavano però alcune figure aziendali. «Questo ha comportato un problema a lungo termine, perché i diversi reparti non riuscivano ad avere un livello comune su cui confrontarsi. Ricordiamoci che la formazione deve propagarsi in tutta l’azienda in modo omogeneo». Uno spunto colto da Perrone, che ha rimarcato come la cultura e la collaborazione tra lavoratori senior e nuovi assunti deve essere il centro del cambiamento. Le sfide per il futuro sono quindi molte «ma divertenti», è stata la riflessione finale di Rimassa, ma rimarrà sempre centrale il ruolo delle persone. Anche se si dovranno confrontare con i ‘colleghi’ robot.

L'autore

Cecilia Mussi

Cecilia Mussi Giornalista professionista scrive per il Corriere della Sera occupandosi di tecnologia e innovazione. Si definisce "appassionata lettrice di tutto ciò che riguarda sport e viaggi"