Come si affronta l’invecchiamento in azienda


Il dibattito al Forum delle risorse umane per andare oltre lo stereotipo della persona “anziana” che smette di imparare


Durante il Forum delle risorse umane organizzato il 15 novembre da Comunicazione Italiana inUniversità Bocconi, si è parlato del rapporto tra aging, cioè invecchiamento, e tecnologia, “un binomio da coniugare dentro e fuori le aziende”. In una tavola rotonda, o meglio, un Executive Circle, come è stato intitolato l’evento, si sono ritrovati i responsabili HR di diverse aziende italianee internazionali, che hanno condiviso con il pubblico presente le loro riflessioni sul tema, oltre a dare delle risposte pratiche su come si sta affrontando la sfida nei loro uffici. A moderare l’incontro è stato il professor Luca Solari, ordinario di organizzazione aziendaleall’università degli studi di Milano. «Spesso si tende a mettere in relazione la tecnologia solo con i giovani – ha esordito Solari – invece dobbiamo renderci conto che ci sono anche le persone meno giovani che la devono usare, specialmente a lavoro. Con questo incontro vorrei anche andare oltre lo stereotipo della persona “anziana” che smette di imparare. Non è vero, come hanno dimostrato diverse ricerche».

Durante il pomeriggio sono intervenuti Maurizio Caponi (direttore risorse umane Mipien SpaImpresa Pizzarotti&C.), Carlo Carrescia, (Hr VP Europe and It channels governance SchneiderElectric), Massimo Dramis (partner e socio fondatore di Dramis Ammirati e Associati), GabrieleFranceschini (HR director Italy, TPS Europe global operation BHGE Nuovo Pignone BakerHaghers – a GE company), Marcella Martinetti (global talent development director Alstom), MarcoMonga (direttore risorse umane e organizzazione dell’Istituto Italiano di Tecnologia), Serena Rossi(global Hr lead client services Europe and AMEA – HR – CIO British Telecom – BT Italia), UgoVenier (head of HR business unit assett Italia Snam), Andrea Peduto (HR & organization -organization dev. HR systems & welfare Edison), Vittorio Ratto (responsabile governo risorseumane, organizzazione e strategie Crédit Agricole).

Per dare il “la” al giro di interventi, è stata presentata una slide sottoposta prima dell’incontro ai partecipanti. La mini ricerca, studiata da Data Management HRM, ha proposto come primo quesito “Con le tecnologie i lavoratori anziani sono più produttivi?”. Le risposte si sono divise esattamente a metà tra i sì e i no. Dramis ha voluto iniziare con una nota leggera, sottolineando che il tema «è uno dei più lontani dal nostro mondo, che è fatto da persone già anziane». Passando poi al commento, l’avvocato ha evidenziato come oggi i giudici non siano molto schierati quando si tratta di esuberi e licenziamenti. Secondo Dramis, inoltre, si deve cercare una soluzione innovativa, puntando sulla pianificazione a lungo termine. Infine, ha portato l’esempio del contratto dei chimicifarmaceutici, che «si sta interrogando sull’invecchiamento nell’ottica di uno scambio culturale generazionale».Il passaggio di nozioni tra le generazioni è stato il focus di molti altri interventi, come quello di Martinetti, che ha parlato di un coinvolgimento aziendale delle risorse senior «spesso più innovative di quelle giovani».

Anche Rossi ha portato l’esempio della sua azienda, dove sono stati introdotti percorsi di mentoring generazionale. Per Carrescia il tema è spesso sottovalutato,soprattutto in Italia, invece dovrebbe essere prioritario. Monga ha enfatizzato la differenza nel modo di imparare tra giovani e vecchi, «ma questo non significa che dopo una certa età si smetta di apprendere». Franceschini, invece, si è interrogato sul rapporto cultura ed età, che «non dovrebbe esistere, dato che siamo ormai in una società fluida».Secondo Ratto la risposta all’aging arriva dalla formazione continua e dal cambiamento diffuso. Anche per Peduto si deve continuare a imparare, sopratutto perché «oggi ci sono lavori che 5 anni fa non esistevano».

Caponi ha portato un altro tema in tavola rotonda: come viene gestito lo stress, che paradossalmente i giovani sembrano soffrire di più dei senior. Venier ha concluso presentando due approcci che sono stati presi in azienda a supporto dei senior: formare un contesto positivo e valorizzare le loro competenze e la loro esperienza.Dopo il primo giro di interventi, si è passato alla seconda slide che riguardava i programmi per favorire il melting pot generazionale. In questo caso il 58% ha dichiarato di averli già in azienda, mentre il 42% no. «Pensiamo per esempio allo smart working – ha dichiarato Dramis – oggi molti sindacati ancora non riescono a coglierne la potenzialità. Mentre la disciplina normativa, pur essendo rigida, è già stata attualizzata». Quasi tutte gli HR presenti hanno parlato delle loro iniziative, sottolineando anche come sia necessario fare ancora di più.

L'autore

Cecilia Mussi

Cecilia Mussi Giornalista professionista scrive per il Corriere della Sera occupandosi di tecnologia e innovazione. Si definisce "appassionata lettrice di tutto ciò che riguarda sport e viaggi"