Un manuale per riconoscere il proprio T-factor


Il Talento è fondamentale per il singolo lavoratore, per il singolo leader e per l’intera organizzazione


Un manuale per riconoscere il proprio T-factor

Se dovessi provare a dare una definizione di Talento direi che si tratta di personalità che devono essere disponibili a formarsi e a mettersi alla prova, non sentendosi mai davvero arrivate. Non basta essere abili e competenti nel proprio settore, bisogna saper pensare digitale, riuscire a instaurare relazioni sociali, avere etica professionale. Solo così sarà possibile migliorare le proprie performance e far emergere, davvero, il T-Factor, come lo chiamiamo in Manpower, fondamentale per il singolo lavoratore – quindi per il singolo leader – e per l’intera organizzazione in cui opera. Non è dunque solo una questione di saper cogliere le opportunità del progresso tecnologico, quanto di lavoro su se stessi in un percorso di continuous learning che vale davvero per tutti, nessuno escluso.La mia lunga esperienza all’estero mi ha insegnato che l’apprendimento continuo è la chiave per saper affrontare le sfide presenti e future. Quando sono rientrato in Italia ho portato con me questo grande bagaglio fatto di cultura del lavoro in primis, oltre a un mix di competenze hard e soft. Nel gruppo Manpower in Italia ho subito cercato di prendere in mano le redini del cambiamento.

Tutte le interviste di questo numero trasmettono un grande senso di responsabilità e quindi di impegno sul lavoro, due elementi che ovviamente sono alla base della vita delle persone che si raccontano in queste pagine. Condite però da cadute da cavallo, scenografie da Oscar, viaggi in Groenlandia, libri di Elena Ferrante e incontri con Nelson Mandela. Perché dopo aver raccontato in che modo ogni giorno cercano di affrontare le sfide che l’azienda impone loro e come stanno affrontando la rivoluzione digitale, hanno finalmente mostrato la parte più soft, appunto, della loro persona. Per esempio, avreste mai immaginato che Socrate potesse essere il mentore di chi è a capo di un’azienda all’avanguardia come Microsoft? E Inge Feltrinelli per colui che guida HPE? Che l’AD di Ferrarelle viaggiasse con un sacchetto di santini nello zaino? Che per quello di Allianz Bank non è domenica se non cucina pasta al forno e polpette? Che Sergio Marchionne scegliesse la musica degli spot della Fiat? In ognuna delle interviste che leggerete troverete quindi uno o più punti fermi e poi tutta una ruota di cambiamenti che tentano di guidare, ogni giorno, alla ricerca continua di un equilibrio tra intelligenza artificiale ed emotiva, sistemi fisici e digitali, arte e scienza, voglia di esplorare e appartenenza al proprio luogo di origine. Prendete questo numero come un manuale su come affrontare il vostro percorso lavorativo e personale.

L'autore

Riccardo Barberis

Riccardo Barberis Da gennaio 2018, Riccardo Barberis ricopre la carica di amministratore delegato di ManpowerGroup Italia


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